Bayonetta 2 (Wii U)

Per chi come me non aveva mai avuto modo di giocare al primo capitolo di Bayonetta – e l’aveva sentito nominare solamente di striscio, ammettiamolo – accendere per la prima volta il gioco è qualcosa di devastante. In senso positivo, fortunatamente.

Mi sono andato a leggere la storia per farmi un’idea, ma nulla di tutto quello che m’è capitato dopo avere acceso la mia Wii U me lo sarei potuto aspettare. Partendo dallo scontato – ma non per questo meno intrigante – confronto tra il bene e il male e tra gli Angeli e i Demoni (o il Paradiso e l’Inferno, italianamente citati nel gioco), Bayonetta è tutto fuorché banale.

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“Persi” i primi 5 minuti in una sceneggiatura che ha l’unico scopo di introdurti alla storia, ma che non ho potuto purtroppo apprezzare a dovere, il resto del gioco è tutto un susseguirsi di scontri e scontri e scontri e scontri e ogni tanto qualche piccolo intermezzo. La struttura è assolutamente apprezzabile, tanto da non lasciar tempo neanche di pensare a cosa si è appena fatto, al punto di dimenticarselo molto velocemente. Più e più volte durante il gameplay (che comunque richiederà la sua buona dozzina di ore per poter essere portato a termine) m’è successo di chiedermi chi fosse un personaggio e dove diavolo – bella questa – potessi averlo già incontrati prima.

Anche la grafica, in tutto lo splendore dell’HD della Wii U (scusateci, non ci sono abituati come voi felice possessori di una next-gen) è un piacere per gli occhi. Al di là di lei, la protagonista, che, vabbè, lascio all’infografica qua sotto il compito di spiegare, tutto quello che ruota attorno a Bayonetta ha la sua bella ragione di esistere. Nessuno scenario è scontato, tutti lasciano a bocca aperta, nonostante il pochissimo tempo che avrete per ammirarli prima che un qualche tipo di mostro più o meno umano vi salti addosso.

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Bayonetta è una categoria di gioco che non avevo mai avuto il piacere di provare (come vogliamo chiamarla? Action Hack and Slash? Firs Person Adventure? Insomma, fate un po’ voi, è un qualcosa in cui uccidi uccidi uccidi e intanto vai avanti nella storia), ma che mi ha coinvolto piacevolmente dall’inizio alla fine, facendomi apprezzare tutte le diverse feature presenti durante l’avventura.

È un gioco tutto sommato semplice nelle sue meccaniche, ma tutt’altro che banale da portare a termine. Ho apprezzato tantissimo il tutorial in game piuttosto che lunghe e noiose spiegazioni, così come ho apprezzato il fatto di imparare dai propri errori. Nel corso del gioco vi troverete ad affrontare boss sempre più complessi verso i quali dovrete affinare le vostre tecniche di combattimento, aggiungendo strategia e combo più complesse rispetto a quanto fatto fino a quel momento. Capiamoci, nulla di complesso, ma che aggiunge quel tocco in più al gioco che lo rende diverso da tanti action game visti in passato nei quali, una volta scoperto “il trucco” scorreva via tutto con troppa facilità.

E non è finita qui: come ogni gioco che si rispetti – ma anche no – una volta terminato un livello potrete rigiocarlo infinite volte per poterlo finire nel miglior modo possibile e acquisire le ambite statuette. Last but not least, la modalità online Tag Climax in co-op con altri giocatori tramite la quale potrete sfidare mostri non incontrati nel gioco e guadagnare Halos (la moneta del gioco) da spendere.

Insomma, ben fatto Bayonetta.