Need for Speed Payback: accendi il motore e scendi in strada

C’è una location, c’è una squadra e anche una trama che si rifà per certi versi al mito costruito negli anni (non solo dalla serie Need for Speed). Need for Speed Payback è l’ultimo dei capitoli della lunghissima storia dedicata alle quattroruote truccate che scendono a competere in strada, infrangendo una quantità non meglio definita di leggi e sfidando a muso duro le forze dell’ordine, spesso impotenti davanti all’evidente sovrabbondanza di cavalli e manico contenute rispettivamente da mezzo e pilota che si generalmente davanti al loro muso, apprezzandone tuttalpiù il paraurti posteriore e gli scarichi.

Dopo una lunga attesa arriva finalmente Need for Speed Payback, l’ultimo capitolo del videogioco cult di Electronic Arts 18

Tyler Morgan, Sean Mc Alister, Jessica Miller e Lina Navarro. Questi sono i 4 nomi che leggerai o sentirai durante l’intero corso della tua sfida da zero al cento per cento del completamento della storia principale che ti permetterà di correre su pressoché ogni terreno, anche se principalmente avrai a che fare con sterrato e asfalto, salvo voler fare il giardiniere di tanto in tanto, andando in piena erba alta e cercando di controllare per quanto possibile il tuo mezzo di trasporto. I primi 3 nomi corrispondono a personaggi che potrai e dovrai controllare in base alle missioni da affrontare, ciascuno specializzato in un particolare metodo di guida e relativa vettura più adatta alla sfida, l’ultimo nome è invece quello della figura traditrice, della pecora nera che volta le spalle alla famiglia pur di realizzare il proprio interesse.

Il nemico comune ha un nome apparentemente altisonante (La Loggia, nda), anche se in realtà scoprirai (se avrai modo di giocare a Need for Speed Payback) che la localizzazione italiana è sì completa e ben sincronizzata, ma tutt’altro che curata e poco coinvolgente rispetto a quella che probabilmente era la reale intenzione degli sviluppatori (ancora sorrido pensando all’incipit introduttivo di una crew che sfida la morte su autostrada ai 160 km/h, figlia di una traduzione probabilmente differente dalle 160 miglia all’ora, ben più pericolose e molto più distanti da ciò che chiunque di noi può comunemente realizzare, magari in un sorpasso su corsia doppia per senso di marcia!).

Già, le Crew, altra cosa che –a tradurre dal testo compreso nel gioco– non rispecchia esattamente ciò che viene poi detto. Sono loro che bisognerà affrontare sui diversi terreni di competizione e relative vetture, cercando di mettere a tacere ogni dubbio riguardo le capacità dei piloti che andranno a comporre nuovamente una squadra andata precedentemente alla deriva dopo il tradimento di Navarro.

Quello che forse non sai di Lina è che il suo tradimento era organizzato proprio dalla Loggia, che la tiene a libro paga e che la userà in svariate future occasioni, perché a Fortune Valley nulla è reale, tutto è truccato (d’altronde le sue strade non si discostano poi molto dal gioco d’azzardo che caratterizza nella realtà un paese come Las Vegas), e ciò che rimane è un pugno di resistenze che in qualche maniera si alleeranno per combattere questo monopolio mai richiesto, tu sei solo uno dei protagonisti che dovrà farsi strada scalando le classifiche verso la punta della piramide.

Corsa, accelerazione, derapata, fuoristrada e fuga sono le 5 “discipline” che dovrai affrontare, alzando il tiro sempre di più con il passare del tempo e delle crew sconfitte, perché il tuning estetico è solo uno dei tasselli del gioco, non quello decisivo (ma quello certamente più bello e tamarro che tira fuori tutto l’istinto “levati” che puoi avere in corpo), perché quello spetta alla meccanica, e ti troverai ad affrontare il problema legato ai fondi mai sufficienti abbastanza spesso se non sei scommettitore. Ogni gara porta infatti con sé una possibile scommessa che pagherà –se vincerai rispettando le condizioni– più volte la tua posta. Ho accettato di scommettere poche volte, quasi sempre ho perso, sono tornato a guadagnarmi la pagnotta senza rimetterci ulteriori denari (rendendomi però la vita più difficile, non c’è dubbio). Più alto è il livello del raccomandato, più difficile sarà vincere la gara se il tuo mezzo si trova lontano da quel livello (abbastanza prevedibile), ma non farti problemi se il divario non supera le 10 lunghezze, con l’impegno puoi portartela comunque a casa.

Le cose più belle e difficili, forse, sono proprio quelle dedicate a Jess e alla fuga, perché qui entra in gioco la Polizia con tutti i suoi mezzi, che potrai / dovrai (in base alle richieste) distruggere e portare a KO tecnico per poter risolvere le beghe nelle quali ti ritroverai immischiato a causa delle persone che caricherai a bordo (qualcuno ha detto Transporter lì in fondo alla sala?). Ho apprezzato, a tal proposito, gli stage in cui affrontare il nemico comune alternando più vetture, più tracciati e più protagonisti in un solo colpo, un buon punto a favore del gioco.

Buono anche lo spunto dedicato a Ravindra ‘Rav‘ Chaudhry, meccanico dalle mani d’oro che aiuterà i protagonisti del gioco e che potrà resuscitare veri e propri catorci che possono essere recuperati in aree della mappa (dopo aver sconfitto il boss di una qualsivoglia crew), un po’ come succede nella serie di Forza Motorsport (per chi ha console o PC Microsoft), ma che si differenzia per la necessità di andare a ricercare anche 4 parti principali che serviranno a Rav per tirare fuori dal cilindro la soluzione che più preferisci, permettendoti di far rinascere quel mezzo nella categoria che più ti interessa (fuoristrada, fuga, ecc.).

La mappa, sia per quello che riguarda il recupero dei catorci e le loro parti, sia per i numerosissimi punti di interesse e trasporto rapido (ti toccherà comprare qualche garage per muoverti più in fretta nella mappa, così come aumentare gli slot a disposizione del tuo garage personale), è davvero molto molto vasta. Ti concederà di andare avanti con la missione principale (ammesso tu possa supportare la spesa di upgrade del mezzo adatto alle sfide), ma ti permetterà anche di sfidare piloti nomadi, distruggere oggetti e lanciarti in sfide molto rapide per mostrare le tue capacità di velocità massima (autovelox o percorsi ad alta velocità) o di derapata, o ancora di salto.

Tutto –ma proprio tuttoutilizzando uno stile di guida completamente arcade, molto da freno a mano e curva impostata al massimo delle tue capacità per risolvere ogni situazione o quasi. Non c’è realismo alcuno (fatta eccezione per l’ottimo dettaglio delle auto), non c’è botta che possa fermarti (al massimo perderai qualche secondo per rimetterti in pista correttamente e ricominciare a correre), anzi c’è pure qualche glitch che ti salverà quando penserai di aver fatto la cazzata atomica della sessione (tipo andare contro un auto nel momento più brutto, scoprendo che in realtà non si trovava lì, riuscendo a passarci dentro come nulla fosse!). Sempre rimanendo in tema glitch, è quasi insopportabile quello dedicato alla Polizia che compare dietro di noi a caso, senza arrivare da strada alcuna, semplicemente per dare inizio alla vera missione o alla fuga dopo aver rubato una cassa messa lì apposta come Honeypot. Che il tanto amato Frostbite non sia ancora pronto a tutto questo?

Al solito, le mie stupidate vengono messe in bella vista in alcuni video catturati e trasmessi nel mio canale Mixer in sessione di gioco live, senza taglio alcuno e senza alcuna imprecazione, che se ti dessi accesso al mio microfono probabilmente pregheresti per me e per la salvezza della mia anima! Tutto caricato e inserito in playlist YouTube disponibile sul canale di Fuorigio.co:

Ho trovato una marea di riferimenti a opere diverse da quelle viste fino a oggi nella serie di Need for Speed, e non è certo un male, sia chiaro. Probabilmente però, alla lunga, i possibili riferimenti termineranno, così come la necessità di replicare un titolo che toglie e mette sempre qualche dettaglio ogni anno, pur di mostrarsi sempre diverso ma sempre uguale. Il motore grafico, punta di diamante di altri titoli di EA, qui non sembra aiutare fino in fondo. Altre piccole sbavature concorrono a un risultato finale che –pur se pienamente sufficiente– lascia un amaro in bocca difficile da togliere.

Next.