Escape from Tarkov (beta)

Escape from Tarkov (beta) 2

Parole chiave di Escape from Tarkov: tensione, loot, simulazione, (very) early access.

EfT è un FPS che include elementi RPG, nello specifico ogni missione che porteremo a termine, vivi o morti che sia, ci farà salire di livello e alzare le statistiche delle numerose skill a nostra disposizione. È anche un incredibile simulatore; la balistica, le infinite possibilità di personalizzazione e modifica delle armi, il dettaglio con le quali sono riprodotte all’interno del gioco, gli elementi survival e la gestione “realistica” delle ferite accusate in missione lo rendono uno dei giochi più simulativi che io abbia mai provato.

La lore è accessoria quindi salto direttamente al cuore del gioco. La formula è semplice: fuggire (ma dai?). Dovremo creare un personaggio principale che potrà far parte di uno dei due gruppi principali del gioco, il gruppo filo-statale che appoggia il governo russo oppure appartenere a una delle numerose multinazionali che operano e partecipano al conflitto.

Ho parlato di personaggio principale perché le modalità di gioco previste sono due, quella normale dove, appunto, impersoneremo il nostro personaggio principale e quella Scavenger (scav in gioco). Lo scopo del gioco è lo stesso, fuggire. La modalità Scav è quella più ‘facile’, avremo un equipaggiamento casuale ad ogni partita e potremo entrare in gioco per “rovistare” l’area e portare a casa quanto più roba possibile (dopo vedremo di che “roba” si tratta). Ah, è possibile utilizzare lo scavenger solo una volta ogni mezz’ora.
Nella modalità normale le cose sono un po’ diverse, prima di tutto dovremo armarci e attrezzarci per la missione e potremmo farlo solo con gli oggetti e le armi che abbiamo a disposizione, comprate al mercato nero oppure trovate nelle missioni precedenti.

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Qua entra in gioco la tensione, l’ansia di cui parlavo all’inizio dell’articolo. Se muori in missione… perdi tutto. TUTTO (o quasi). Chiaramente questo fa si che il gioco non si trasformi in un classico FPS alla Rambo dove attaccheremo tutto e tutti indistintamente. Se ci dovessimo trovare nella condizione di essere pieni di oggetti raccolti, probabilmente passeremo gran parte del resto della missione acquattati, strisciando nell’erba alta, verso l’exit point più vicino che ci garantisca di uscire indenni e con tutto il prezioso bottino.

L’altra parola, simulazione, descrive perfettamente il gunplay, ogni arma è riprodotta alla perfezione, non solo per quanto riguarda il modello 3D che terremo in mano ma anche nel rinculo, l’effetto sonoro dello sparo (con e senza eventuali add-on come silenziatori o flash hider). L’HUD praticamente inesistente è un’altra particolarità del gioco. A schermo avremo soltanto l’indicatore di fatica e di posizione del corpo (in ginocchio, sdraiata etc…), ogni altra cosa è lasciata alla mano e all’occhio. Volete sapere quanti colpi vi rimangono in canna? Bene, c’è un tasto che ci farà estrarre il caricatore dal corpo dell’arma e ci farà vedere i colpi rimanenti. La nostra arma è settata per sparare la raffica o il colpo singolo? Potremo controllare la posizione della levetta sull’arma premendo un altro tasto. Vogliamo orientarci? Bene, dovremo equipaggiare la mappa e/o la bussola. Se stiamo facendo una partita con alcuni compagni di squadra, l’organizzazione e la comunicazione con loro è fondamentale, perché a schermo non avremo nessun aiuto, nessun indicatore che ci segnali chi è nostro compagno e chi no, e neanche dove si trovano. Niente.

Escape from Tarkov (beta)

Anche il loot e la gestione dell’inventario è incredibile e anche discretamente complicato, tanto che anche dopo qualche ora di gioco non vi sarete ancora del tutto abituati al suo utilizzo. Avremo quattro inventari diversi, che cambieranno comunque in base a cosa ci porteremo in missione: tasche, giubbotto tattico, zaino e pouch. La capienza di questi dipenderà dalla tipologia, chiaramente. Qualora troveremo qualche oggetto che non conosciamo dovremo analizzarlo per capire di cosa si tratta. Non sempre portarsi dietro gli zaini e i giubbotti più capienti è la scelta migliore perché significherà anche più peso che dovremo trasportare, con conseguente rallentamento nei movimenti (abbiamo detto simulazione, no?). Il loot è gigantesco, potremo trovare di tutto, armi, munizioni, pile, computer, hard disk, bibite, giornali, sigarette, chiavi, nastro isolante, cibo in scatola… di tutto.

Su fronte armamenti c’è da perdere la testa, esistono decine di tipologie di munizioni: regolari, piombo, punta lunga o corta, traccianti etc… Una cosa ancora più incredibile? Potremo caricare i caricatori vuoti a mano, munizione per munizione, per esempio inserendo una munizione tracciante ogni 3 munizioni normali, per aiutarci nell’aggiustare la mira ma senza farci scoprire in maniera plateale. Occhio chiaramente a non inserire nell’arma caricatori vuoti, un classico errore.

Potrei dedicare un articolo intero al modding delle armi. Se siete appassionati di armi, vere, beh questo è sicuramente il gioco che fa per voi, la cura del dettaglio è maniacale. Avete un bellissimo mirino che volete utilizzare con il vostro fucile d’assalto? Bene, benissimo. Avete le pinze e tutti gli attrezzi per poterlo montare? O pensavate di svitare tutto con le mani? Volete montarlo su un fucile particolare? Si può fare, a patto di avere un adattatore…

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C’è talmente tanta roba da raccogliere che spesso e volentieri, una volta tornati dalla missione, di accorgeremo di aver portato indietro un sacco di roba inutile, ed è a questo punto che il mercato nero ci viene in soccorso. Qui avremo la possibilità di vendere e comprare roba e potremo utilizzare la moneta sonante per fare acquisti. La moneta più comune è il Rublo, ma non vale molto, conviene sempre avere a disposizione Euro o Dollari da utilizzare in casi di necessità.

Tutto quello che ho descritto sopra fa sicuramente parte dei pregi del gioco, per quelli naturalmente a cui piacciono giochi molto simulativi e realistici e che hanno una curva di apprendimento abbastanza ripida, ma che possono anche regalare soddisfazioni e momenti di tensione ed emozionati come pochi giochi sanno fare.

Adesso veniamo ai difetti, tenendo sempre in considerazione che il gioco è attualmente in fase di sviluppo e giocabile come beta.
L’audio è posizionale, i suoni vengono distorti in base al luogo di provenienza e al luogo dove ci troviamo ma la qualità non è sempre eccelsa e spesso la posizione non è facilmente individuabile, i suoni ambientali invece lasciano ancora molto a desiderare. I bot spesso sono troppo, veramente troppo bravi (cosa a cui gli sviluppatori stanno lavorando nelle ultime patch).

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Ci sono altre mille piccole chicche di cui non ho parlato, è possibile impostare la velocità di spostamento in maniera molto precisa utilizzando la rotella del mouse, possiamo fare la stessa cosa con l’altezza del corpo quando ci troviamo accucciati. I colpi delle armi subiscono i materiali che attraverseranno, cambiando direzione e rimbalzando in maniera realistica. I mercanti potranno consegnarci delle quest da portare a termine per migliorare la nostra “fiducia” nei loro confronti e dandoci così accesso a prezzi più bassi (elemento quest che attualmente non è implementato al 100% e quindi poco presente in questa fase beta). La vastità di elementi che possono ferirci o farci star male sono tantissimi così come tantissimi sono i rimedi a nostra disposizione per lenire il danno, ogni zona del corpo potrà subire danni differenti, ossa rotte, emorragie, etc…

In definitiva, Escape from Tarkov è un gioco che nel panorama dei simulativi/survivor ha sicuramente moltissime cartucce da sparare (per rimanere in tema), attendiamo l’uscita ufficiale del gioco sperando che l’accoglienza sia buona e che il team di sviluppo sia stato in grado di mantenere le promesse per quanto riguarda la parte di quest e missioni secondarie per aggiungere un po’ di varietà alle nostre partite.

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Escape from Tarkov
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