Cosa rimane di Milan Games Week 2017?

Dopo il record di presenze dello scorso anno (battuto poi quest’anno), ultimo per Fieramilanocity, e l’approdo tutto sommato convincente a Rho, anche questa settima edizione della fiera italiana del videogioco ce la siamo lasciata alle spalle.

Milan Games Week 2017

La necessità di maggiore spazio da dedicare alle grandi folle pare sia stata ascoltata, Rho era certamente una risposta già messa lì ancora prima che la domanda venisse posta. Due i padiglioni dedicati a Milan Games Week, per molti punti di vista addirittura dispersivi rispetto alla reale richiesta di spazio e ossigeno, perché di bancarelle di gadget e sponsor che poco c’entrano con questo mondo, forse ce n’era fin troppo.

Oltre 70 i titoli presentati, circa 30 le anteprime, non tutte (anzi) a “lungo termine“, perché questo piccolo cuore pulsante nostrano arriva sì prima rispetto allo scorso anno, ma non abbastanza da essere tappa fondamentale di uno sviluppo ormai pronto alla pubblicazione accessibile poi da tutti i clienti.

Fortunatamente però Milan Games Week propone un più vasto mondo da esplorare, soprattutto grazie all’isola Indie con tantissimo Made in Italy. Aggiungendo alla ricetta alcuni ospiti internazionali, una spruzzata di astri nascenti del web (idoli dei 13enni in cerca di un esempio da seguire), tappe importanti di sfide ufficiali tra professionisti di tastiera, mouse o controller (MGW eSports), aree nostalgiche (MGW Retro) e una sana invasione di Cosplayer, beh, il pacchetto inizia a diventare più consistente.

Immancabile, come ogni anno, il partner ufficiale per la vendita al dettaglio, che quest’anno porta il nome di GameStop.

Non di soli titoli …

… è fatto il mondo del videogiocatore, perché la prima scelta importante da fare è quella del giusto compagno (di giochi). Questo, più di tutti, è stato l’anno dei Personal Computer in Milan Games Week. PC ovunque, in qualsiasi punto ti potesse cascare occhio, finalmente sdoganato in una guerra tra console che gli aveva lasciato troppo poco spazio.

Il PC era diventato il Sacro Graal delle chiacchiere tra i veri fissati di settore, quelli che non hanno voluto mollare mai, che non hanno ceduto alla tentazione (di acquistare una console), che hanno continuato a plasmare la perfetta macchina da combattimento, veri e propri gioielli che hanno portato una ventata di freschezza e che mi hanno riportato alla memoria i bei tempi del Futurshow (quello vero, di Bologna).

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Asus, HP, Intel, AVM e diversi altri hanno contribuito alla causa, portando i loro migliori prodotti dedicati al gaming ma anche (soprattutto nel caso del terzo citato) all’indispensabile tecnologia di collegamento internet per godersi le migliori sessioni di gioco possibile.

Sì, ma le console?

Continuano a essere protagoniste di mercato, ma Windows 10 la dice lunga sulla possibilità di continuare (o iniziare) a giocare anche nella più storica e ancora inattaccabile delle modalità a base di tastiera e mouse (o volante, per i titoli automobilistici). Diverse anteprime giravano su PC con fantastici risultati e rese video, così come quasi tutti i giochi Indie nell’abbondante area messa loro a disposizione.

Microsoft ha portato la sua Xbox One X in anteprima, permettendo di giocare a un Forza Motorsport 7 che presto spero di recensire (devo mettermici di impegno, perché questo merita), un binomio scintillante del quale può certamente vantarsi. Insieme a lui, eseguito proprio su PC, il secondo capitolo della storia della Tezza di Mezzo, l’Ombra della Guerra.

Milan Games Week 2017

Sony, sempre generosa con le postazioni messe a disposizione di chiunque, risponde con un Gran Turismo Sport e altre chicche direttamente ereditate dall’E3 di Los Angeles o dalla più recente fiera di Colonia (come Detroit: Become Human), il tutto insieme poi alle postazioni VR, dove tutti possono provare quel brivido di trovarsi davvero all’interno del gioco (in alcuni casi pure troppo, nausee comprese!), ma anche PlayLink, la tecnologia che coinvolge anche TV, tablet, smartphone, ovviamente disponibile solo su determinati titoli (come Hidden Agenda o Frantics).

Milan Games Week 2017

Nintendo, grande assente del 2016 con un totem che definire inesistente era un complimento, quest’anno è tornata con grande stile, con una qualità invidiabile e un’idea di piazza dei videogiochi che mi ha piacevolmente colpito, e così come me anche molti giovani, che non hanno quindi resistito nel fermarsi e mettere mano alle novità che il gigante nipponico ha portato in fiera. Il nuovo Super Mario Odyssey guidava certamente la cavalcata (ma insieme a lui c’erano anche i nuovi Pokémon, Mario & Luigi Superstar Saga + Scagnozzi di Bowser e il nuovo Layton’s Mystery Journey).

Milan Games Week 2017

Menzioni d’onore

A tutti coloro che hanno contribuito e partecipato, a Ubisoft perché la fa sempre da padrone nel gruppo di chi i giochi li sviluppa (allestendo meravigliose aree di prova, spesso a tema), ma anche a quegli studi o publisher più piccoli, che in ogni caso regalano coinvolgenti esperienze e ore di intrattenimento, a prescindere dalla piattaforma di gioco scelta. A chi i videogiochi non li vede solo come opportunità di guadagno, ma anche come vero e proprio stendardo e argomento di discussione per tutti coloro che fino a qualche anno fa venivano considerati ai margini della società, e che ancora oggi vengono colpevolizzati fin troppo facilmente, utilizzati come scusa per gli “episodi di violenza da cattiva informazione“.

Milan Games Week 2017

Se posso dare nel mio piccolo un consiglio (che poi è quello che si continua a ripetere da anni), offrirei a chi di questo mondo ne parla quotidianamente, quella mezza giornata (considerando la mattina del venerdì, o magari un giovedì a porte chiuse) da dedicare al ritrovo con tutti i grandi nomi di questo panorama, per interviste e prove senza la necessità di saltare le file (chiamando a sé l’ira funesta di chi è ancora lì ad aspettare da ore), con la tranquillità di poter fare qualche scatto fotografico, di raccontare cosa c’è da aspettarsi nella fiera che sempre più rimane saldamente al comando delle fiere consumer italiane.

Insomma, pare proprio che la crisi del settimo non ci sia stata, ma di certo si può e si deve fare ancora meglio, ma questo è generalmente un teorema sempre valido, non ci si accontenta mai, non è poi così semplice arrivare al “next level“.

Ci vediamo l’anno prossimo.


Trovi alcuni scatti catturati in fiera (con luci non proprio ottime, ho fatto quello che potevo considerando la grande confusione) su Flickr, all’indirizzo flic.kr/s/aHsm6uNotG.