Abbiamo provato – anche – MotoGP 17, ecco il nostro responso (PS4)

Credo sia forse il caso che in questa redazione si cominci a valutare l’ipotesi di non farmi mai più testare qualsiasi gioco che preveda dei veicoli su due ruote che sfrecciano su strada, su un circuito o su uno sterrato qualsiasi. Comincio a pensare che in fondo il problema non siete voi – sviluppatori – ma io in quanto non sufficientemente preparato recensore di questa tipologia di videogiochi. Eppure…

Eppure se su quattro recensioni quattro io non son riuscito a trovare particolari aspetti positivi o motivazioni valide da poter dire “dovete assolutamente comperare questo gioco“, beh, forse forse un minimo di ragione ce l’avrò.

Abbiamo provato - anche - MotoGP 17, ecco il nostro responso (PS4) 1

Come descrivere un gioco che alla fine è la copia sputata del medesimo titolo uscito un anno fa anche se con un nome differente? Poche volte mi son trovato così in difficoltà nel trovare delle note positive, soprattutto quando è evidente un passo indietro rispetto a 12 mesi fa. Se infatti Valentino Rossi: The Game si portava dietro delle pecche, questo MotoGP 17, oltre a non allontanarsi dal suo predecessore, perde anche quel carisma e quella caratterizzazione che il 46 più famoso del motomondiale si portava in dote.

E no, sostituire il tutto con una nuova Modalità Manageriale in cui diventiamo responsabile della crescita e delle prestazioni di un motociclista non colma la differenza rispetto a un titolo che, nonostante i suoi difetti, rimaneva piacevole da utilizzare (anche se, anche se…).

Perché diciamocela tutta, anche la scelta di utilizzare il vecchio motore grafico proprietario di Milestone è una scelta pessima, dovuta evidentemente a una mancanza di tempo e alla necessità di “uscire il gioco sul mercato“. Piloti che cadono sulla ghiaia che sembra una lastra colorata di linoleum o un’intelligenza artificiale che continua ad essere lacunosa rendono il prodotto veramente poco appealing a qualsiasi tipo di target. Per esempio, vedere i 30 piloti in rookie cup che si seguono pedissequamente come se corressero su dei binari è un qualcosa che mi ha fatto molto ridere, ma che rende l’ideale della cura dei dettagli del titolo.

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Così come le scritte illeggibili a qualsiasi essere umano che non sia provvisto di binocolo portatile, una struttura dei menu lenta, insomma, tutta una serie di aspetti che, così come MXGP3, non sono più ammissibili per una software house che punta sui titoli motociclistici come loro punta (scusate il gioco di parole) di diamante per presentarsi sul mercato videoludico. Speriamo che l’anno prossimo si possa apprezzare qualcosa di più completo e meno amatoriale.

In sintesi, se volete farvi del male, MotoGP 17 è li che aspetta solo voi.