Vorrei ma non posso: la nostra frustrante esperienza sulle due ruote di MXGP3 (PS4)

Per la prima volta nella mia piuttosto breve esperienza da tester di videogiochi mi trovo seriamente in difficoltà a parlare di un gioco di cui non sono riuscito minimamente a trovare un aspetto positivo, tanto dall’essere arrivato a chiedermi se forse il problema fossi io e non il software arrivatoci direttamente da Milestone, developer e publisher dell’ultimo capitolo dedicato al mondo delle due ruote su sterrato, MXGP3.

Ammetto candidamente di essere andato a spiare i nostri siti amici/competitor per togliermi ogni dubbio e tutto sommato sono arrivato a questa conclusione: il parere dei recensori è decisamente diverso da chi poi lo ha effettivamente testato. E soprattutto probabilmente la mia criticità è dovuta al non aver testato i capitoli precedenti e quindi a non avere un termine di paragone per vederne i miglioramenti. E forse è giusto così.

Vorrei ma non posso: la nostra frustrante esperienza sulle due ruote di MXGP3 (PS4) 3

Diciamo che il mio responso finale probabilmente si avvicina molto di più a quello della community di appassionati che reputano questo gioco da 6 piuttosto che da 8. Proviamo a soffermarci sugli aspetti tecnici, prima di venire a spiegare come funziona MXGP3 (come volete che funzioni? Come qualsiasi gioco di corse, ma ci torniamo dopo).

La grafica per quanto mi riguarda è uno di quegli aspetti che salta subito agli occhi, decisamente non all’altezza di un titolo per PS4 che esce a metà 2017. Nonostante dietro ci sia il potente motore Unreal 4 il feeling complessivo lascia molto a desiderare, facendo sembrare MXGP3 come un titolo di qualche anno fa. Facendo un termine di paragone concreto, mettendo fianco a fianco GT Sport e una schermata qualsiasi di MXGP3 l’impatto è devastante: completamente un altro mondo, un altro modo di fare videogiochi. Altri budget? Altri team? Altri numeri? Probabilmente sì, ma questo non limita il mio giudizio appena sufficiente.

Il gioco dopodiché è frustrante, l’utilizzo in pista delle moto è difficoltoso anche per una persona che normalmente in pista ci va, figuratevi per chi è solamente un appassionato della motocross e non ha mai provato l’ebbrezza di spaccarsi le ossa giù da un dosso. L’intelligenza artificiale degli avversari è farraginosa e ripetitiva, la competizione per risalire ai primi posti della classifica è sempre uguale. Insomma, un gioco che probabilmente pecca proprio là dove dovrebbe eccellere: nei dettagli.

Vorrei ma non posso: la nostra frustrante esperienza sulle due ruote di MXGP3 (PS4) 1

Di per sé, come accennavo sopra, il pacchetto contenuti è anche molto completo. Alla modalità Carriera si affiancano modalità più immediate che ci consentono di salire in modo e riempirci di fango in men che non si dica: Campionato, Gran Premio, Time Attack e Monster Energy Fim MXON, con quest’ultima che permette di sfidarsi tra piloti di diverse nazioni, un Gran Premio delle Nazioni insomma. Però niente di tutto questo ci fa stare seduti al computer dell’ufficio bramando il ritorno a casa per accendere il motore della nostra moto. Anche perché, diciamocelo, anche il comparto audio lascia molto a desiderare. 

Riassumendo: MGXP3 è un gioco che può funzionare, forse, solo per chi è veramente appassionato di questo mondo. Forse era l’obiettivo di Milestone, forse no, ma l’ho trovato nel complesso molto molto “giovane”. E forse, non avendo potuto apprezzare i titoli precedenti, non ho neanche potuto valutare i miglioramenti. Ma come dicevo sopra, forse è meglio così.