Injustice 2: tu da che parte stai?

Se pensavi che la storia narrata dal primo capitolo fosse terminata lì beh, ti sei sbagliato di grosso. Dopo il crollo della Justice League e la compartimentazione dei buoni (ognuno a parere suo, con convinzioni e motivazioni che possono o meno averti convinto), ecco che Batman, Superman e soci tornano a far parlare di sé sulle console di (ormai non più così) nuova generazione, con gli sviluppatori di NetherRealm Studios che ancora una volta convincono e conquistano i giocatori, condensando esperienza e novità in questo Injustice 2.

Injustice 2: credi davvero che le persone cambino?

Injustice 2 è il titolo che aspettavo

L’ho giocato, l’ho rigiocato, l’ho esplorato cercando di capirne le dinamiche, ma ancora di più l’ho amato perché raccoglie ciò che un nerd completo esige: il fatto di poter controllare i suoi beniamini, a prescindere da quale lato della barricata li si vuole far schierare e dalla quantità di violenza (virtuale, bambini, virtuale!) da infliggere a quello che nello specifico momento è il nemico. E fino a quando non sarà possibile raccogliere sotto uno stesso tetto un titolo Marvel contro DC poco male, ci si accontenterà di giocarli separatamente, tanto entrambe le case hanno famiglie che vantano eredità pesanti e che ci accompagnano (e accompagneranno ancora) da molto tempo ormai (si lo so, la memoria ti riporta ai vecchi cabinati e alle realizzazioni SNK, ma è altra storia, così come di altro si tratta quando parliamo di LEGOverse).

La storia

Togliendo di mezzo quella che è la modalità singola pura (l’incontro che inizia, arriva a metà e poi finisce), mi sono tuffato a capofitto nella storia del nuovo Injustice 2, che ti permetterà di utilizzare tanti dei personaggi che lo compongono, per scalare una piramide sempre più importante e sempre più complessa, fino a lui, Brainiac, collezionista di terre altrui che è evidentemente e inevitabilmente arrivato ad attaccare anche il nostro pianeta (ma va? Curioso vero?). Peccato per lui che questo, di pianeta, sia popolato anche da persone molto speciali con ben poca voglia di collaborare e di lasciare che tutto vada come “scritto“. È qui che interveniamo, è qui che controlliamo una e l’altra fazione (dei buoni, ma anche di chi ancora non lo è e lo diventerà in seguito) per cercare di inanellare una serie di successi che ci permetteranno di avanzare e popolare le nostre statistiche giocatore (non fare troppo il vanitoso, ogni tanto è giusto anche perdere, o almeno questa è la scusa che utilizzo io solitamente).

Contrariamente al solito titolo picchiaduro, qui la storia è stata ben pensata e realizzata. È parecchio coinvolgente e ti fa venire voglia di continuare a giocare per vedere cosa succederà più avanti. Tra alti e bassi, l’ho completata in circa 4 ore di gioco, considerando che l’ho presa tutto sommato comoda, concedendomi ogni filmato, compreso quello dei titoli di coda con tutti i ringraziamenti. Se però a questo aggiungi che i finali possibili sono due, e che durante la storia hai comunque diversi bivi dettati dai personaggi giocabili, beh, credo siano punti a netto favore di Injustice 2.

È sempre la storia (ma anche le altre sue modalità) a far crescere i tuoi personaggi, e a regalarti i primi miglioramenti che ti aiuteranno a renderli sempre più forti e sempre più particolari rispetto a quella che è la trama comune che tutti conosciamo, per rendere ancora più tuo il gioco.

Al meglio dei 3

3 sono i round come anticipato qualche riga fa, la modalità però non è quella classica alla quale un trentenne è spesso abituato. La barra dell’energia non si ricarica e ognuno dei due combattenti può portarla a termine dichiarandosi sconfitto o magari ribaltando le sorti dell’incontro, è tutta questione di tecnica, tattica e pazienza. Quest’ultima è fondamentale in quei momenti apparentemente bui che possono però far entrare la giusta luce grazie alla mossa speciale (solo quando si ricaricherà la barra d’energia, nda), ma potrebbe anche non bastare se l’avversario riuscirà a parare il colpo e, come non bastasse, lanciare una sfida che si trasformerà in inevitabile sconfitta causata dalla mancanza proprio di quell’energia. Il trucco è sempre lo stesso: la pratica e la caparbietà nel portare a termine la tua missione sono i due punti cardine che, insieme a un piccolo soffio di botta di culo quando serve, costituiscono l’anima pulsante del combattimento così ben riprodotto nelle due dimensioni.

Il mio consiglio è quello di cambiare spesso personaggio (non tanto nella storia, quanto nella modalità singola, allenamento o Multiverso) così da imparare quante più combo possibili e appassionarsi ai brevi filmati che compongono quelle mosse particolarmente ben recitate che porteranno più rapidamente la barra vita altrui verso il KO. Ah si, il Multiverso, altra chicca quella. Se non hai mai visto le serie televisive Warner dedicate a Flash o Arrow probabilmente non capisci di cosa si sta parlando adesso, poco male, te lo spiegherà il gioco stesso, sappi solo che la nostra Terra non è l’unica a comporre l’universo, e che quello che qui è un super-eroe, altrove potrebbe essere un super-cattivo ;-)

Come già detto prima però le novità non si fermano qui, perché anche il Multiverso fa parte di quelle modalità che ti permetteranno di ottenere ricompense, basando il tutto sulla tua capacità di chiudere il round (e come lo chiudi, con quante combo, quanti danni subiti, ecc.), sulla difficoltà della IA e il livello del personaggio richiesto per affrontare la missione, considerando soprattutto che il panorama è in continuo cambiamento, che le ricompense sono randomiche e che hai a volte solo qualche ora per portarti a casa l’oggetto epico che stavi aspettando (ne trovi di comuni e rari più facilmente, ma gli epici sono tanti e più difficili da vincere).

Tecnicamente parlando

Tecnicamente parlando Injustice 2 soddisfa praticamente in tutto. Le battaglie sono belle, così come le frasi d’effetto (ce ne sono molto più che nel capitolo precedente, così da non annoiare il giocatore che trascorre più ore davanti al televisore), le super mosse e le spiegazioni che aiutano a esplorare ogni suo reparto, ogni connessione, ogni extra. Perderai tempo nella personalizzazione dei personaggi ma non sarà cosa secondaria, anzi credo che ti piacerà così come è piaciuta a me. Nonostante quella sua continua bidimensionalità in combattimento (cosa che ovviamente non c’è nella parte più cinematografica), continuerai a giocare e interagire con tutto, perché l’arma potrebbe anche essere nello scenario in cui ti trovi e non solo nella tua cintura o salda nel tuo pugno. È tutto dannatamente veloce e continuamente in evoluzione, non stanca, convince.

Forse nel doppiaggio ho trovato l’unica pecca di Injustice 2: seppur di ottima fattura per ciò che riguarda il compartimento voci, una leggera asincronia c’è ed è letale, ma per forza presente considerando che i dialoghi originali sono stati sviluppati per l’inglese. Di contro, sull’altro piatto della bilancia, una cosa che il mio occhio forse troppo maschilista in combutta con la maliziosità hanno notato (e per questo chiedo scusa in anticipo): la telecamera finisce con proverbiale precisione e maestria sulle curve delle protagoniste, procaci e molto curate nei dettagli, strette nei loro vestitini in pelle (ora torna a cuccia e non fare danni!) ;-)

Injustice 2: credi davvero che le persone cambino? 5

In conclusione

Mi sono divertito, tanto. Come avrai notato ho evitato di parlare del multiplayer perché, nonostante io l’abbia provato, ho apprezzato molto più ciò che i NetherRealm hanno messo in piedi per accompagnare il giocatore lungo la storia e i mondi che compongono il Multiverso di Injustice 2, questi ultimi in costante cambiamento così come le ricompense, un aspetto importante che porta via la maggior parte del tempo della campagna singola. Grazie a questi accorgimenti, essa diventa potenzialmente molto lunga e proficua per chi i picchiaduro li ha vissuti sin da bambino, da quei cabinati che oggi riusciamo a non rimpiangere (o quasi) grazie a titoli come questo.

E tu da che parte stai?