World of Final Fantasy: la recensione

Dopo insopportabili anni e anni di attesa per i fan più incalliti, ecco che nell’autunno dello scorso anno (che poi: è solo una manciata di anni fa, ma detto così sembra siano passati eoni), Square Enix ci ha deliziato con due uscite della serie Final Fantasy: un nuovo episodio principale, il XV, e lo spin-off World of Final Fantasy, che evoca immediatamente tenerezza e infiniti ricordi.

E così, con un quasi ingiustificabile ritardo, son qui a scrivere proprio dello spin-off, provato sulla quasi defunta (per Sony, sigh) PS Vita, adducendo come scuse poco credibili (ma vere) infinite problematiche nella real life e quell’ansia da collezionismo che dà il meglio di sé quando costringe a grinding infinito e esplorazioni al 100% ogni singola schermata del mondo. Ma andiamo con ordine. Perché, detta così, non si capisce la gravità della cosa in un gioco strutturato come World of Final Fantasy.

Colleziona, alleva e fai combattere per la prima volta mostri leggendari in World of Final Fantasy 1

Come già anticipato, si tratta del Final Fantasy più carino e tenero che io abbia mai giocato, con livelli di carineria persino superiori a quella (estetica) del IX. Il mondo di Grymoire (chiedo scusa per i nomi inglesi, ma tutte le mie console sono impostate sulla lingua anglosassone) straripa di NPC delle dimensioni di folletti, vecchie glorie della serie (Yuna e Cloud, per dire due nomi a caso) rimpicciolite e cartoonate, mostri sacri per i fan della serie, come i Bahamut e i Tomberry, che hanno subìto lo stesso trattamento pur mantenendo la loro pericolosità. Con fasi alterne, tutte queste tonnellate di zucchero, sono bilanciate dai protagonisti, Lann e Reynn, una coppia di gemelli che non ricordano nulla del loro passato, che non capiscono niente di quello che sta succedendo attorno a loro e si trovano catapultati in un mondo fatto di isole volanti connesse tra loro. Il fratello e la sorella procedono nella loro bizzarra avventura accompagnati da Tama, una volpina volante, e scopriranno presto che –secondo una profezia a dire il vero un po’ controversa– dovranno salvare non solo la loro madre ma anche il mondo.

La trama, a dire il vero, procede con un po’ di noia, causata non tanto dagli eventi narrati, quanto dai teatrini tra Tama e Lann, che provano a fare i simpatici e invece a volte risultano un po’ assurdi. Ma forse questo può essere più un problema mio, che mal sopporto quel tipo di comicità. Fortunatamente però viene in soccorso il tasto skip che permette di velocizzare i dialoghi e proseguire veloce tutte quelle (troppe) volte che la narrazione è interrotta da questi inutili teatrini.

Tra una chiacchiera e l’altra, l’esplorazione dei mondi è interrotta da una serie di incontri causali che –ad occhio– avvengono con una frequenza decisamente maggiore rispetto a quello a cui siamo stati abituati dalla serie. Gli incontri e le battaglie sono ovviamente il fulcro del gameplay e si basano sui poteri speciali di Reynn e Lann: possono passare dalla loro forma umanoide a quella chibi-deformed, possono catturare i miraggii mostri incontrati– all’interno di speciali prismi e sfruttarne poi poteri e abilità in battaglia.

Colleziona, alleva e fai combattere per la prima volta mostri leggendari in World of Final Fantasy 3

Nelle battaglie non entrano in aiuto del party degli altri NPC, ma solo alcuni miraggi selezionati tra quelli catturati, nella forma di uno stack di mostri: i nostri gemelli potranno infatti formare due totem, assieme ad un massimo di 2 miraggi ciascuno, posizionando ogni elemento sopra la testa dell’altro, in ordine di grandezza.

La soluzione risulta in primo luogo simpaticissima, ma soprattutto porta con sé una notevole quantità di strategia: è necessario infatti creare il totem corretto per affrontare i combattimenti nel modo più efficace, visto che ogni ogni miraggio ha ovviamente le sue caratteristiche, abilità e poteri specifici e combinandoli assieme si sbloccano altre abilità più forti, ma ci si porta dietro anche i punti deboli di ogni mostro, si avrà un solo turno di attacco per torre e ci sarà il rischio che il totem crolli a seguito degli attacchi nemici, generando del danno alla squadra. Smontando invece volontariamente il totem, ogni personaggi / miraggio giocherà singolarmente, con tutti i pro e i contro: più turni di attacco, più target a disposizione dei mostri ma anche meno potenza e meno difesa.

La cattura dei miraggi è divertente e varia, perché richiede non solo di trovarli (sia random in zone specifiche, che scoprendo parti nascoste del mondo di gioco), ma anche di scoprire e mettere in pratica la meccanica specifica per rendere i mostri prismabili: si passa dal semplice indebolimento del nemico a alla richiesta di utilizzare un’abilità di cura, uno specifico attacco elementale o la donazione di un determinato oggetto. Ovviamente, non è detto che il lancio del prisma per la cattura vada sempre a buon fine: mica volevate che tutto fosse così facile, vero?

I posti principali in cui si possono trovare i miraggi sono – surprise! – dungeon. A differenza di quelli visti negli ultimi episodi principali, i dungeon di World of Final Fantasy si caratterizzano con un level design mai semplice e lineare: non è raro perdersi in essi e rimanere bloccati cercando la soluzione di uno dei mini-enigmi proposti necessari pre proseguire lungo la strada principale o accedere a un’area segreta che ospita un miraggio raro o un forziere. Le aree dei dungeon, spesso enormi e che si dipanano su più schermate, sono tutte differenti tra loro, offrendo sfide, enigmi e ostacoli differenti ma anche scorciatoie e vicoli ciechi.

Le caratteristiche della mappa, la sua dimensione e l’alto numero di battaglie casuali che si incontrano lungo il percorso, rendono così il processo di esplorazione di ogni dungeon piuttosto lungo e, alla fine, ogni dungeon diventa una piccola vittoria personale, che può svilupparsi su più livelli: dall’esplorazione al 100% o alla cattura di tutti i miraggi presenti nell’area.

Ovviamente, oltre a cercare e catturare tutti i miraggi (e sono tanti, ma proprio tanti!), bisogna anche farli crescere di livello con l’exp guadagnata nei combattimenti e lavorare sul bilanciamento delle diverse abilità, sia dello stesso miraggio che considerando il resto del party. Lo sviluppo dei mostri avviene con un sistema che ricorda molto la sferografia di Final Fantasy X: è infatti possibile acquistare abilità, potenziamenti, magie da una griglia composta da nodi collegati tra loro e che porta anche a sbloccare le differenti forme evolute di ogni miraggio.

Colleziona, alleva e fai combattere per la prima volta mostri leggendari in World of Final Fantasy 5

Inoltre, proseguendo nell’esplorazione, si possono poi sbloccare particolari medaglie che permettono di evocare delle mini versioni di eroi della serie, ma possono essere utilizzati solo in alcune specifiche champion quest, che aggiungo una varietà notevole al gameplay, passando da uno speed run contro un boss con Lightning per un puzzle game con Vivi (FFIX) e Terra (FFVI).

Così, tra queste champion quest e le battaglie nel colosseo che riescono a mettere in evidenza tutti i pregi del sistema di combattimento, della gestione della squadra e delle abilità, il gioco offre diverse possibilità per staccare dallo sviluppo della storia principale e le esplorazioni dei dungeon e delle città.

Colleziona, alleva e fai combattere per la prima volta mostri leggendari in World of Final Fantasy 12

C’è una cosa però che mi ha lasciato perplesso: i negozi. Oltre 15 episodi di Final Fantasy ci hanno creato una routine: arrivare in una nuova città, cercare tutti i negozi e scoprire i nuovi oggetti / magie / abilità in vendita. In World of Final Fantasy tutto questo, semplimente, non c’è. L’unica area del gioco in cui sono presenti negozi è Novecolli, hub principale del gioco, che però risulta un po’ troppo piccolo, spoglio e senza parti da scoprire e esplorare. È una scelta che non solo toglie parte della tradizione della saga, ma  obbliga a continui avanti/indietro dal mondo di gioco all’hub e a sorbirsi i relativi caricamenti che – almeno nella versione per PS Vita – sono un po’ lenti e spezzano notevolmente il ritmo di gioco.

A parte questa pecca, World of Final Fantasy rimane un simpaticissimo spin-off della serie principale che, pur non brillando per originalità nella trama, offre tante ore di divertimento con una campagna principale piuttosto lunga per gli standard odierni e tantissimi, forse troppi, mostri da trovare, catturare e far crescere. Un gioco che non si prende mai sul serio, offrendo una serie di inside-jokes che solo i fan della serie possono capire e che, andando oltre la presunta apparenza di fan-service, rivela una profondità di gestione delle battaglie e dei miraggi non da poco, che fanno riecheggiare i fasti delle meccaniche di abilità, poteri e magie che ci hanno fatto innamorare dei vecchi episodi della saga.