LEGO Worlds: la recensione

Dopo un paio di anni di sviluppo in early access su Steam, LEGO Worlds è arrivato alla sua versione definitiva ed è sbarcato settimana scorsa, oltre che su PC, anche su PS4 e Xbox (è in lavorazione anche una versione per il neonato Switch).

Il tocco dei ragazzi di TT Games – già creatori tra gli altri di LEGO Star Wars, LEGO Batman, LEGO Dimensions – si vede, per questo motivo la struttura di base del gioco risulterà decisamente familiare a chi ha già provato un qualsiasi altro gioco della serie LEGO. Obiettivo ultimo del titolo è di permettere al giocatore di liberare la sua fantasia e costruire quello che vuole con i mattoncini, ma per farlo dovrà affrontare un’avventura in terza persona in un modo fatto interamente – a sua volta – di mattoncini, ricco di quest (generate più o meno casualmente), collezionabili e mondi differenti da esplorare.

LEGO Worlds - Multiplayer Trailer 2

L’avventura inizia nello spazio spazio profondo, a bordo di un’astronave. Tutto sembra tranquillo, ma una pioggia di asteroidi colpisce il nostro mezzo e precipitiamo su un pianeta. Accompagnati dalla voce narrante del bellissimo doppiaggio di Claudio Moneta, ci troveremo così catapultati nei primi mondi di tutorial che permetteranno di familiarizzare con i comandi, con il sistema di quest ma soprattutto con gli strumenti necessari per affrontare e costruire i tanti mondi LEGO.

Il primo strumento, lo strumento scoperta, permette di effettuare la scansione dei modelli LEGO (pezzi, animali, veicoli e personaggi), aggiungerli alla collezione e riposizionarli o eliminarli dal mondo di gioco. Ma se è possibile sin da subito analizzare i pezzi da costruzione e da decorazione, per poter aggiungere alla collezione personaggi o animali cavalcabili bisognerà invece prima riuscire a completare una quest assegnata proprio dal personaggio stesso.

Il secondo tool è invece lo strumento paesaggio, che permette di modellare il terreno creando spianate, valli e montagne, sia in modo morbido che netto.

Ma le vere potenzialità creative di LEGO Worlds compaiono quando si arriva al terzo mondo introduttivo e si scoprono invece gli strumenti di costruzione e decorazione: dal sistema di costruzione mattoncino per mattoncino, allo strumento copia che permette di duplicare e salvare interi blocchi di costruzione, fino allo strumento dipingi che – guarda caso – offre possibilità quasi infinite di colorazione dei mattoncini con una palette cromatica che passa dalle tinte piatte al color lava. Attenzione, scotta!

LEGO Worlds in arrivo per PlayStation 4, Xbox One e STEAM dal 24 febbraio 2017

In questa prima fase, per passare da un mondo all’altro dovremmo riparare l’astronave con i mattoncini d’oro. Questi speciali mattoncini sono il premio che si ottiene una volta superate le quest, indicate sulla minimappa da un pallino e nel mondo di gioco da un raggio giallo. Ma se le quest dei primi mondi sono studiate per far prendere confidenza con i diversi strumenti, nei mondi successivi sono invece gestite dal motore casuale che complica un po’ le cose.

Si passerà quindi da semplici obiettivi di apertura forzieri, a volte nascosti sottoterra e raggiungibili solo giocando con lo specifico strumento di modellazione del paesaggio, alla costruzione di determinati elementi fino allo scambio di oggetti.

Ci si troverà così a girare il mondo alla ricerca del progetto per costruire il covo per una coppia di ladri, una rampa da skate per una skater, fino a dover cercare una chitarra per una ragazza che alla fine ci regalerà una cornamusa. E, a quel punto, perché non fare un bel duetto (e sbloccare il relativo trofeo)?

Il problema sarà ovviamente trovare i modelli e gli oggetti richiesti: va tutto a fortuna e se a volte si trovano in scrigni abbastanza vicini, altre volte ci si ritroverà costretti a barattare a catena un oggetto per un altro, ma altre volte a lasciare, sconsolati, la richiesta in sospeso e partire all’esplorazione di un altro mondo sperando in un aiutino della dea bendata.

Per questo arrivare ad avere tutti i 100 mattoncini dorati che servono per accedere ai mondi più grandi e per poter avvalersi del titolo (e relativo trofeo) di mastro costruttore diventa un’operazione lunga e un po’ frustrante, che obbliga a fare backtracking tra i diversi mondi e districarsi con quest bene o male sempre uguali e generate, un po’ senza anima, dal motore casuale. Nulla a che vedere con le richieste dei mondi iniziali che invece brillano per immediatezza e simpatia.

LEGO Worlds: la recensione 2

Ma se pensate che i collezionabili del gioco si fermino ai soli 100 mattoncini dorati, vi sbagliate. Parafrasando quel everything is awesome di LEGO Movie, mi verrebbe da dire che tutto è collezionabile. Ci sono i più di 1400 elementi utilizzabili con lo strumento scoperta e sono da trovare e analizzare nei diversi pianeti. Ci sono gli animali, i personaggi (i cui elementi possono essere utilizzati per personalizzare il proprio alter ego).

Ma soprattutto, ci sono i pezzi base, quelli che si possono usare con il tool di costruzione a mattoncino singolo. Questi si ottengono con ancora un’altra meccanica, anche questa comandata da una certa casualità: bisogna infatti sconfiggere – o meglio, catturare – dei mostri verdi che di tanto in tanto compariranno nel mondo di gioco. Bisognerà dare sfogo alla propria creatività e piazzando rapidamente e con arguzia qualche pezzo… oppure anche toglierlo: basta piegare le regole e le meccaniche secondo le proprie necessità. Non importa che si tratti di un muro di palme, come se fossimo in Duomo, o di un recinto di castelli di sabbia o di utilizzare lo strumento paesaggio per creare un enorme cratere dai bordi scoscesi sotto il mostro: l’importante è riuscire a bloccarne la fuga, premere il tasto cerchio, lanciarcisi contro e ottenere l’agognato pezzo.

Ed è questo il bello e la libertà permessa da LEGO World.

Sì, perché tolta questa parte di ‘avventura’, rimane il core principale di un progetto che vuole provare a scalfire la supremazia di Minecraft tra i giochi di creazione e costruzione libera sfruttando i set provenienti da differenti set LEGO base, dal Classic, al City, al Ninjago. Al momento non ci sono set legati ai numerosi franchise, quindi per ora niente Star Wars, Batman e gli altri mondi DC o di Warner Bros. Eppure già così le possibilità di costruzione, collezione e personalizzazione del proprio personaggio sono praticamente infinite. E nulla vieta che in futuro non arrivino nuovi aggiornamenti che introducono nuovi mattoncini.

LEGO Worlds - Multiplayer Trailer 5

I mondi, inizialmente generati causalmente, possono essere completamente modificati nella loro morfologia, decorazioni, costruzioni e negli abitanti (persone e animali) che lo popolano. Possono poi essere condivisi con il semplice passaggio di un codice universo, che permetterà agli amici di esplorare le proprie creazioni. È inoltre possibile, anche se al momento solo nella versione per PC, importare un progetto costruito con LEGO Digital Designer, posizionarlo nel mondo di gioco con lo strumento scoperta e osservarlo in tutta sua magnificenza.

Lo stile artistico è quello a cui ormai TT Games ci ha abituato, animato da un motore grafico ormai rodato che non ha problemi di sorta a gestire le migliaia di mattoncini su video, ma che soffre invece di qualche incertezza nella gestione della telecamera, che a volte si muove un po’ eccentrico, non gestendo bene gli ostacoli visivi che possano dare fastidio alle interazioni. Mi sono imbattuto in sporadici bug di gestione dell’orientamento del personaggio rispetto alla direzione di puntamento dello strumento attivo, mentre la gestione e selezione degli strumenti e delle relative opzioni non è sempre chiara e immediata e richiede un po’ di allenamento per riuscire a utilizzarla al meglio.

Nonostante queste pecche, LEGO Worlds è e rimane un gioco con una potenzialità immensa. Una tavola libera che permette al giocatore di costruire e personalizzare il proprio mondo, pezzo dopo pezzo. Se da un lato la troppa libertà della parte di “avventura” può confondere e lasciare senza una direzione precisa da seguire, dall’altra c’è un mondo immenso e dal potenziale creativo praticamente infinito.

Quindi, ve la sentite di diventare anche voi dei mastri costruttori?

LEGO Worlds: la recensione 3