Skyrim – Special Edition: quella sensazione di vorrei ma non posso…

Non dovrei spendermi neanche troppo sulla bellezza di un gioco come Skyrim, e tendenzialmente vorrei non farlo visto e considerato che di parole ne sono state spese in abbondanza già tre anni fa. E di fatto, questa Special Edition non va a toccare in nessun modo la storia se non nella misura in cui ci troveremo automaticamente installati sulla nostra console tutti i DLC rilasciati dopo il lancio della prima versione.

La storia rimane quindi ambientata in Skyrim, giusto a nord di Tamriel, in un’epoca che si colloca circa 200 anni dopo quanto successo in Oblivion. Le scene si aprono alle porte di Helgen dove il nostro protagonista si trova su un carro insieme ad alcuni altri arrestati, tra cui il capo dei ribelli Manto della Tempesta, Ulfric. Cosa ci facciamo noi lì seduti se non centriamo nulla con i ribelli? Nulla, infatti. Ma la nostra testa è pronta ad essere mozzata su un ceppo.

Skyrim - Special Edition e quella sensazione di vorrei ma non posso... 2

“Grazie al cielo” – doverose virgolette – compare un drago dal nulla a scombinare le carte al boia, e noi siamo salvi e pronti ad iniziare la nostra storia. Nel frattempo avremo anche costruito il nostro personaggio, in maniera molto particolare e che sicuramente si discosta da qualsiasi editor visto in altri RPG: in Skyrim non esistono classi ma solamente razze (poche) che caratterizzano i bonus che il nostro personaggio avrà a disposizione, resistenza, capacità di respirare sott’acqua e altri aspetti. La scelta, insomma, influirà sicuramente sulla nostra avventura.

E qua possiamo dire che finisce il pippozzo su tutto quello che già dovreste sapere su Skyrim. Mentre la domanda di cui tutti vorreste conoscere la risposta è molto più semplice ed è: vale la pena acquistarlo? E qui possiamo dividere il mondo in due fazioni: chi ha già giocato Skyrim su console di “vecchia” generazione e chi no. La faccio semplice:

Hai già giocato a Skyrim su console di “vecchia” generazione? NON COMPRARLO.

Se invece per te sarebbe la prima volta nelle immense e inesplorate terre di Skyrim, vale la pena fare un discorso a parte. Abbiamo già detto di come questa Special Edition porti con sé in dote tutte le espansioni uscite nel corso degli anni, ma non solo. Si porta dietro delle texture più fighe, effetti di luce ed acqua migliorati e la possibilità per chi possiede una console di poter installare tutti i MOD già usciti su PC. E quindi sembrerebbe un acquisto “no brain”.

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E qua vengono i dolori. Cerco di semplificare e andare per punti:

  • Skyrim è uscito nel 2013 e la scelta di non modificare in alcun modo le dinamiche di gioco suona molto di più come una scelta di comodo piuttosto che una scelta stilistica. Il primo avvio del gioco e i primi passi del nostro personaggio lasciano in bocca un retrogusto old-style: movimenti sgraziati, fisica rivedibile e molto altro ancora. Se poi ci mettete che due secondi prima stavo giocando a The Witcher 3 e due ore prima all’ultimo Tomb Raider, beh, il paragone proprio non regge neanche lontanamente.
  • Texture migliorate e nuovi filtri? Sì okkey. Peccato che – anche solo ricollegandomi al punto di cui sopra – non basta. Skyrim è visivamente vecchio e non c’è modo di farsi andar giù agevolmente tutti i soldi che costa.
  • E arriviamo all’ultimo punto: i MOD. Bellissimi, fantastici ma fondamentalmente remano contro Bethesda con tutta la loro forza. Ci sono MOD che graficamente 3 anni fa erano migliori della grafica di oggi remastered su PS4. Non accettabile.

Skyrim – Special Edition è un bel tentativo finalizzato male. Peccato, si fosse aspettato qualche anno in più probabilmente saremmo stati tutti in grado di soprassedere alle imperfezioni, ma oggi no, la mossa di Bethesda sembra una commercialata troppo palese.