Altro anno, altro Just Dance (2017)

Puntuale come un orologio svizzero, anche quest’anno Ubisoft ha pubblicato un altro titolo della serie Just Dance e, anche quest’anno, sono qui a recensirlo dopo aver sudato un po’ troppo :)

Just Dance 2017 si basa sulle ormai solide basi dei suoi (sette) predecessori: molte sono le conferme e poche le novità rispetto agli anni scorsi. E (spoiler) c’è anche un grande dubbio.

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Conferma #1: le modalità di gioco offline

Molte modalità e caratteristiche arrivano direttamente dallo scorso anno: come sempre, il cuore del gioco è la classica modalità Just Dance, che permette a un massimo di 6 giocatori (sfruttando l’app per smartphone) di scegliere una delle 40 canzoni presenti sul disco e ballare, immediatamente. Nulla cambia nel gameplay: come ormai tipico della serie, basta seguire le istruzioni date dai ballerini presenti al centro dello schermo e delle icone in basso a destra che annunciano le mosse successive.

È presente anche quest’anno sia la Dance Quest, che offre una serie di 3 canzoni su cui ballare, battendo il punteggio fatto dall’AI, per guadagnare una medaglia bronzo, argento o oro a seconda del piazzamento in classica, che la modalità sweat, che calcola invece le calorie perse ballando anziché assegnare un punteggio o le 5 stellette.

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Conferma #2: le modalità online

Con Just Dance TV si possono condividere i video delle proprie routine di ballo, filmati dalla camera presente sul GamePad, e visualizzare quelli pubblicati dagli altri player da tutto il mondo. Un modo come un altro per impallidire davanti alla bravura e alla coordinazione di alcuni giocatori o per farsi due risate quando qualche ignaro familiare ruba completamente la scena al povero ballerino provetto :)

World Dance Floor invece aggiunge il sapore della sfida, permettendo appunto di battere gli altri giocatori, tentando di superare il loro record pubblicato sotto forma di ghost (con tanto di video). Una volta completata con successo la sfida, lo sfidato potrà di nuovo ballare e provare a superare il nuovo record, in loop invito di balli e risposte. Il gioco tiene traccia delle vittorie e delle sconfitte di ogni coppia di giocatori.

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Novità #1: Just Dance Machine

Ma c’è una novità in questa edizione 2017: si tratta di Just Dance Machine, una nuova modalità abbastanza folle che prova a cambiare un po’ le carte in tavola. La navicella di una coppia di alieni ha esaurito totalmente l’energia viaggiando vicino alla terra. Così decidono di provare il tutto e per tutto per poter tornare a casa: atterrano sulla terra, rapendo un ballerino (tu, giocatore!) perché produca energia per ricaricare le batterie… ballando!
Il concetto è abbastanza bizzarro e particolare per divertire, ma l’effetto wow purtroppo dura solo per i primi 5 minuti. Sì, perché una volta eliminata le cutscene particolarmente curate, l’unica cosa che rimane è la proposta di un rapido mash-up di 5 canzoni con stili differenti, ma forse non abbastanza come unica vera novità dell’anno.

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Conferma #3: i controlli

Proprio come l’anno scorso, anche quest’anno su Wii U è possibile giocare a Just Dance con due differenti tipologie di controllo: con i più classici wiimote, che supportano fino a 4 giocatori, oppure con il proprio smartphone, scaricando l’applicazione Just Dance e sincronizzandola con il gioco. Scegliendo questa seconda opzione, è possibile giocare fino a 6 persone in contemporanea, a patto di avere la batteria carica (una sessione di gioco di circa 1h ha consumato tutta l’energia del mio OnePlus 2), di sopportare alcune temporanee e casuali disconnessioni dell’app dal gioco e di non aver paura di impugnare saldamente il proprio telefono.
Anche le versioni Xbox e PlayStation supportano il controllo tramite app, oltre alle rispettive modalità native con Kinect o PS Camera + Move.

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Conferma #4: la soundtrack

Arriviamo però al cuore e al punto di forza di Just Dance: la colonna sonora.

Penso si possa tranquillamente dire che, per gli appassionati di musica pop/dance, questa edizione 2017 è una delle migliori mai pubblicate da Ubisoft. La selezione delle canzoni è ottima, includendo i successi degli anni più recenti: dall’intramontabile Single Ladies (Put a Ring on it) di Beyoncé passando per Sia con Cheap Thrills (ma anche con Titanium di David Guetta), Scream & Shout della stranna coppia will.i.am e Britney Spears, fino a Justin Bieber, DJ Snake, Ariana Grande, The Weeknd. Certo, è una scelta che rispecchia moltissimo le top 10 di questo periodo musicale e potrebbe non piacere a tutti, eppure come sempre si spazia tra un sacco di generi, fino a tirar fuori grandi successi (anche se “solo” in versione cover) come Last Christmas, I Love Rock ‘n’ Roll, Don’t Stop Me Now e (visto che gli anni ’90 non passano mai di moda) What is Love.

La cosa positiva di quest’anno è anche la riduzione di quelle canzoni che mi piace definire “stupide”, quelle canzoni che sono sì canzoni divertenti da fare in gruppo, ma che alla lunga stancano e per – per la scelta delle routine di ballo – non sono godibili in single player. Per quanto necessarie, la sensazione è che negli scorsi anni si sia esagerato un po’ troppo, sia come numero che come qualità della scelta.

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Novità #2: un debutto

Un’altra cosa bella è la presenza di Run the Night di Gigi Rowe, il singolo di debutto di una cantautrice al momento abbastanza sconosciuta, se non per alcune sue belle cover pubblicate su YouTube.  È positivo vedere Ubisoft supportare nuovi player nella scena musicale e sapere che i curatori della colonna sonora siano andati alla ricerca di possibili nuovi successi e provino a differenziare la soundtrack con canzoni sconosciute piuttosto che con cover (visto che per un motivo o un altro non si è riuscito a ottenere i diritti per inserire la canzone originale). Sinceramente, spera che la cosa continui nelle prossime edizioni.

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Conferma #5: Just Dance Unlimited

Just Dance Unlimited è il servizio in abbonamento di dance-on-demand che permette di accedere a gran parte della libreria di canzoni dei giochi precedenti e con la promessa di offrire nuove tracce (sia internazionali che studiate per il singolo mercato locale) ogni mese. Al momento comprende più di 200 canzoni e alcune recenti esclusive, come ade esempio le recenti Let Me Love You di DJ Snake e Justin Bieber e Youth di Troye Sivan.

Una volta attivato l’abbonamento, tutte le tracce presenti nel catalogo online saranno automaticamente integrate in tutte le modalità di gioco, pronte per lo streaming su richiesta; inoltre ci saranno diversi update nel corso dell’anno con nuove sfide della community.

In tutte le copie del gioco vendute in Italia è inclusa una prova di 3 mesi del servizio e, scaduto il periodo gratuito, sono disponibili diversi pacchetti, di durata variabile, con dei prezzi ridotti rispetto a quelli dello scorso anno: infatti 1 mese di abbonamento costa 4,99€, 3 mesi 9,99€ e un anno a soli 29,99€.

Dubbio #1: Just Dance Unlimited (sì, ancora)

Ma arrivato a questo punto della recensione, devo fare una confessione: prima della conferma durante lo scorso E3, ero molto dubbioso dell’arrivo di un’altra edizione fisica di Just Dance, proprio per via dell’annuncio di Just Dance Unlimited.

Con la disponibilità di un servizio del genere mi aspettavo (o forse auspicavo) un cambio nel modello di rilascio degli aggiornamenti, verso qualcosa di molto simile a quello che era SingStar nel suo periodo di massimo splendore: un’app principale sempre aggiornata “gratuitamente” con le nuove funzioni e modalità, il grosso degli aggiornamenti dei contenuti passati in modalità digitale tramite il servizio (a pagamento) e le release fisiche che servissero solo da “pacchetti” di canzoni (compatibili tra le varie edizioni) per chi non volesse pagare un abbonamento o avesse problemi con lo streaming dei nuovi contenuti.

Forse era solo un sogno irrealizzabile e forse alla fin della fiera il “modello SingStar” non è replicabile, se anche da London Studios non ci sono più aggiornamenti da quasi un anno per il gioco esclusiva PlayStation.

Forse il mondo della gestione dei diritti musicali è troppo complicato per consentire la creazione di un gioco/servizio comodo anche per i giocatori.

E quindi, tutto è rimasto immutato. Anche quest’anno Ubisoft ha rilasciato una nuova edizione su disco con nuove canzoni, qualche nuova modalità e la compatibilità con il servizio Unlimited.

È una soluzione perfetta per chi si approccia per la prima volta alla serie e che può con poca spesa accedere a tutto il catalogo degli anni passati di Just Dance.

Ma è una soluzione che lascia invece un po’ l’amaro in bocca a tutti quegli appassionati della serie, che nel corso degli scorsi 8 anni hanno comprato ogni edizione di Just Dance, e che sono costretti ancora una volta ad abbandonare i progressi fatti, gli elementi sbloccati, i record e a ricominciare la propria carriera di ballerino da zero con il nuovo disco.

Ma soprattutto, si trovano di fronte a un grosso dilemma nel caso volessero giocare alle canzoni dei vecchi dischi: pagare il servizio Unlimited per accedere alle  canzoni (già comprate e pagate)? Mettere/togliere i vecchi dischi (rinunciando alle nuove funzioni) e dovendo aspettare ogni volta reload del gioco? Avere sempre a portata di mano anche la vecchia console (le prime edizione di JD erano per Wii e adesso sono per Wii U)? O più semplicemente, rinunciare e dimenticare per sempre le vecchie routine di ballo che hanno fatto la storia di questa serie?