Battlefield 1, la Grande Guerra su console e PC: la nostra prova

EA e DICEannunciano il Premium Pass di Battlefield 1 9

La prima guerra mondiale, alba di tutte le guerre. Gli avanzamenti tecnologici dovuti agli sforzi delle nazioni in guerra portarono il combattimento nei cieli, nei tank che ruggivano sotto gli aerei, nelle trincee dove l’artiglieria tuonava e dove milioni di soldati hanno perso la vita.

Il gioco inizia con un bellissimo prologo che prova a catturare l’essenza della Grande Guerra, di tutto quello che abbiamo imparato a scuola, la guerra di trincea sul fronte occidentale. Ogni istante era buono per morire, per soccombere sotto le granate nemiche (ma anche amiche), sotto i colpi impazziti dei soldati, costretti a combattere una battaglia non loro (almeno per la maggior parte di loro). Chiaramente DICE ha spettacolarizzato il tutto, ma l’idea e le sensazioni di cosa poteva essere stato partecipare attivamente a questa guerra credo che sia stata resa benissimo.

EA e DICEannunciano il Premium Pass di Battlefield 1

Il tono poi, nelle cinque storie che racchiudono la campagna single player, cambia. Ci troveremo davanti a un classico FPS dove seguiremo ogni singolo protagonista attraverso una specifica campagna o battaglia.

Le storie sono piacevoli da giocare, ma hanno lo stesso difetto che ha accompagnato i Battlefield precedenti. Si ha generalmente estrema libertà nella scelta di come affrontare gli obiettivi, cosa che aiuta il feeling generale con il gioco, ma a confronto con il prologo, mi sono spesso sentito come se stessi combattendo da solo. I compagni solitamente ci raggiungono una volta che abbiamo liberato un’area dalla presenza nemica. Perché? Perché non partecipano tutti all’azione? In questo senso CoD è sicuramente due passi avanti.

In Battlefield 1, nessuna battaglia sarà mai la stessa 2

È un peccato, perché il prologo è una delle cose più belle ed emozionanti che abbia mai visto in un FPS (sempre comunque dietro allo sbarco di Medal of Honor). Avrebbero potuto usare il template del prologo per enfatizzare momenti di climax nelle altre storie, per sottolineare la disperazione di questa guerra e la fragilità delle vite umane che ne facevano parte.

Sappiamo però benissimo che la serie Battlefield non viene acquistata per la sua campagna single player ma per il multiplayer, e anche su questo lato sono stati fatti diversi cambiamenti, grazie anche al nuovo motore. Ci sono poche opzioni per la modifica delle armi, e mentre è possibile trovare SMG e LMG ovunque, il medico e lo scout hanno fucili semi-automatici e fucili a colpo singolo manuali. Tutti tranne il cecchino devono utilizzare l’iron sights.

I gadget e gli equipaggiamenti ricalcano molto quelli visti in Battlefield 4. I Support possono utilizzare i mortai, lo Scout ha diversi tool per evitare i cecchini (scudi di metallo e un bastone con l’elmetto da esporre per trarre in inganno il cecchino), e tutti hanno le classiche granate di fumo e a gas (altra novità introdotta con la Grande Guerra). Le granate a gas sono particolarmente noiose perché riducono moltissimo la visibilità e obbligano i soldati ad indossare le maschere e a non poter più mirare.

In Battlefield 1, nessuna battaglia sarà mai la stessa 3

Ci sono i veicoli, si, ma sono pochi e alcuni poco funzionali (trovo che gli aerei siano molto fragili). Diversamente dai precedenti BF, il respawn all’interno di un veicolo cambia la classe del nostro soldato automaticamente. Quindi rinascendo su un cavallo, ad esempio, avremo accesso alla spada. Questo nuovo sistema di gestione dei veicoli è sicuramente un passo indietro rispetto a BF4. Per utilizzarne uno dovremo aspettare che si liberi uno slot e rischieremo di dove aspettare un po’ nella schermata della mappa. Se volessimo livellare la classe del pilota di aerei dovremo poter utilizzare spesso l’aereo costringendoci ad attendere che un nostro commilitone si schianti al suolo per poter prendere il suo posto.

Chiaramente il multi è perfetto quando si gioca con amici o con una squadra di persone allineate sul da farsi all’interno della mappa. Le partite che ho giocato da solo sono state frustranti e poco divertenti, piene di cecchini e medici, con pochi soldati dediti a raggiungere l’obiettivo e molti concentrati solo sulle kill.

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Operations è la nuova, grande, modalità multi. È una specie di mix tra Conquest e Rush, in una mappa molto più grande. Un lato deve attaccare catturando e tenendo in pugno tre specifici punti all’interno della mappa per passare al livello successivo dove dovranno essere catturati altri 3 punti più avanti all’interno della mappa. Chiaramente l’altro lato deve difendersi ed evitare che i Capture Point cadano in mano avversaria.

Mi sono accorto di non aver parlato del comparto tecnico. C’è poco da dire se non che è incredibile, impressionante, dalle pendici del Monte Grappa (abbiamo scoperto però, grazie agli amici di Hive Division, che quello all’interno del gioco non è proprio il Grappa ma un’altra parte delle prealpi venete) alle rovine di Amiens, la varietà di ambienti è vasta e molto ben sviluppata e disegnata.

BF1 è un buon gioco che però sembra fare un passo indietro nel multiplayer rispetto a quanto visto e giocato in BF4. Peccato per l’occasione mancata del single player che parte benissimo, con un prologo da brividi, e si perde nelle storie non troppo coinvolgenti.