Destiny: I Signori del Ferro. Vogliamo di più!

Se ci seguite fin dall’inizio, ben sapete quanto a Destiny siamo legati. Come Fuorigio.co abbiamo scritto, letto e partecipato a ogni fase del gioco, fin dal rilascio dell’Alpha. E, permettetemi di dirlo, la nostra passione per questo titolo ha fatto molta fatica a scemare da tre anni a questa parte. Oggi vi parliamo del nuovo I Signori del Ferro.

Settimana più, settimana meno, di questi tempi l’anno scorso veniva rilasciato Il Re dei Corrotti. Dichiaravamo un ottimo inizio per il secondo anno del titolo Bungie e forse avremmo dovuto sottolineare con doppio grassetto la parola inizio. Già, perché con tanta difficoltà siamo rimasti davanti ai nostri schermi, dopo che in clan o in solitaria ci siamo ritrovati ad aver completato tutto il completabile della terza espansione. Abbiamo riflettuto sul peccato originale di Destiny: la longevità dei nuovi contenuti.

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Tanto per cominciare: Bungie ha terminato il supporto per le vecchie generazioni di console, questa è infatti la prima espansione ad essere resa disponibile solo su PS4 e Xbox One. Con buona pace dei detrattori, mi sento di dire che non può che essere un bene. Risorse maggiormente focalizzati su sole due edizioni, più team impiegati nella migliore realizzazione, maggiori server a disposizione per la generazione attuale.

Quando I Signori del Ferro è stato annunciato, nel nostro gruppo l’hype ha cominciato a salire vertiginosamente verso picchi d’attesa che nemmeno a Stazione Centrale di Milano il 15 d’agosto. Augurandoci, scongiuri annessi, che non si ripetesse quanto avvenuto l’anno passato.

I Signori del Ferro sembra mantenere, almeno per il momento, le promesse fatte. Bungie ha compreso l’ampia richiesta, necessaria e dovuta, da parte dei fan di saperne di più sulla trama e sul filo conduttore di quanto accade ai guerrieri dell’avanguardia, al Viaggiatore, Rasputin, e chi più ne ha e più ne metta. Se con le prime due espansioni ci si ritrovò in una situazione molto confusionaria, con Il Re dei Corrotti e con la nuova espansione appena uscita, si inizia a mettere al sicuro tasselli di un puzzle vasto, e per lo più ignoto.

Se volete provare ad approfondire il mondo Destiny e le storie che ne compongono la leggenda, vi consigliamo di seguire il podcast Ghost Stories. Vengono snocciolati aneddoti e curiosità per provare a comprendere tutto il contorno storico.

In questo nuovo capitolo si scopre come una tecnologia di molti anni addietro chiamata SIVA, fu creata per riparare il Mondo in caso di disastro galattico. Quel momento è arrivato, la SIVA ben nascosta e sopravvissuta ai decenni è caduta nel frattempo nelle mani sbagliate, iniziando ad infettare parte della Terra e trasformando l’armata dei caduti nei cosiddetti Tecnosimbionti.

Durante la storyline principale si approda ad una nuova area social, caratterizzata dall’eccellente cifra stilistica di un’ambientazione completamente innevata e salvaguardata dalla SIVA e dalla sua minaccia. Felwinter è il quartier generale di Lord Saladin che non risiederà più sulla Torre, ma stazionerà fisso come vendor in questo nuovo luogo in cui proseguire con le sotto quest, che vi porteranno a sbloccare in primis la nuova spada esotica Zanna di Lupo e il Gjallahorn anno 3.

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C’è anche una nuova area sulla Terra molto simile alla Corte di Oryx, chiamata La Forgia, si può prendere parte alle partite di altre persone nel momento in cui queste ultime hanno presentato una chiave necessaria per attivare la quest, altrimenti è necessario attendere di trovarla nelle aree circostanti. Legate soprattutto alle pattuglie, le aree circostanti il Cosmodromo non sono più quelle noiosissime quest in cui ci si doveva limitare a raccogliere particolari elementi, ma vengono arricchite da eventi pubblici dove è facilissimo imbattersi in un engramma viola con il quale si riceve un pezzo d’arma o armatura leggendaria.

Piazzando il registro dei Momenti di Trionfo dell’anno 3 in bella vista, si ha inoltre la sensazione di avere sempre degli obiettivi da dover raggiungere e sbloccare anche una volta terminata la story line principale. Il raggiungimento poi degli stessi assicura sempre un “pezzo” leggendario con cui rimpinzare la luce del nostro guardiano. La crescita di quest’ultima, a proposito, ci è parsa possibile farla crescere con maggiore moderazione, anche aiutati da un sistema di drop più corretto e costante.

Con una giusta dedizione, insomma, si può raggiungere abbastanza facilmente il livello 370. Benché 15 punti in meno rispetto al cap di quest’anno, questo grado di luce consente di affrontare sostanzialmente tutte le quest, anche le più ardue, come la nuova incursione.

Passando alla parte PVP, la principale novità del Crogiolo è la nuova modalità chiamata Supremazia. È un classicissimo 6 vs 6 dove in caso di uccisione di un avversario o morte del nostro personaggio, i corpi dei guardiani lasciano in mappa un sigillo. Se raccolto, quello avversario concede fino a 2 punti, mentre se qualcuno della nostra squadra recupera quello che abbiamo perso, si nega l’opportunità alla squadra avversaria di guadagnare punteggio. Divertente e molto competitiva.

Come considerazione generale, rimango dell’idea che per un appassionato di FPS come il sottoscritto, Destiny sia in grado di proporre al momento la maggior vastità di modalità online rispetto a qualsiasi altro titolo di genere simile. Tuttavia è doverosa la precisazione sulla costanza dei server Bungie dopo il rilascio di questa nuova espansione. Fin dal lancio, nel nostro clan abbiamo assistito a diversi errore di connessione, lag al limite dell’accettabile e molte altre anomalie. Un vero peccato per un titolo di questa caratura tecnica e strutturale. Ci auguriamo, per il divertimento di tutti, che il problema venga sistemato nell’immediato, soprattutto considerando quanto avverrà in futuro per questa serie.

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I Signori del Ferro, pur essendo un piccolo capitolo nel vasto universo di Destiny, è stato in grado di risvegliare la passione dei Guardiani in attesa di nuove avventure tra i pianeti della nostra galassia. Nonostante non rivoluzioni in toto il gioco, l’espansione riesce ancora una volta di dimostrare la supremazia di questa software house, Bungie vuole continuare a guadagnarsi il titolo di miglior sparatutto di questa generazione. Le ambientazioni, il comparto grafico, dei dialoghi e delle musiche (queste ultime in particolare, secondo il mio soggettivo giudizio) sono solo la conferma di quanto questa saga, non priva di difetti, sia da bacheca, e sicuramente tra i videogiochi da ricordare nella storia di questo mezzo.
Restiamo però in attesa di quanto vi è nei piani di Bungie per espandere ulteriormente questo fantastico universo, che sia attraverso un’ulteriore espansione o al fantomatico Destiny 2 il messaggio da parte della fan base è chiaro e forte: vogliamo di più. Perché i ragazzi di Bellevue sono in grado di farlo ampiamente (leggasi alla voce Halo) e perché semplicemente c’è una quantità di domanda da generare automaticamente un’offerta senza pari.

Attendiamo e nel frattempo giochiamo.