Lego Dimensions – La recensione

Quasi con un anno di ritardo ritardo rispetto al mondo anglosassone e ad altre nazioni europee, dal 9 settembre è arrivato anche in Italia LEGO Dimensions, gioco sviluppato da TT Games che rientra nella categoria dei “toy-to-life”, quel lungo il filone creato da Skylanders e proseguito con (l’ormai defunto) Disney Infinity.

Non fatevi però ingannare da questa similarità del genere: LEGO Dimensions in realtà riesce ad aggiungere un’altra dimensione di gioco proprio grazie alla presenza dei LEGO e all’abilità dei TT Games di inserire elementi nel gameplay, che obbligano il giocatore a interagire continuamente con personaggi e oggetti posizionati sul portale di gioco.

Tutto inizia con lo starter kit (in vendita a un prezzo consigliato di 79€), che include il portale da collegare alla console e i mattoncini per decorarlo, i 3 personaggi protagonisti (Wildstyle, Batman DC, Gandalf) e che nella versione PS4 propone in aggiunta SuperGirl, oltre chiaramente al disco di gioco, che andrebbe inserito il prima possibile così da far partire il corposo processo di aggiornamento, che oltre a contenere miglioramenti e nuovi mondi include anche l’adattamento in italiano dei dialoghi.

Lego Dimensions - La recensione 4

Le classiche istruzioni LEGO sono chiare: prima si costruiscono i tre personaggi, pezzo dopo pezzo, poi si può collegare il portale base alla console, poi si avvia il gioco e si guarda lo schermo.

Una misteriosa minifig (cattiva, ovviamente) ha trovato un modo per distruggere l’universo LEGO e ricostruirlo a suo piacimento, ma per farlo ha bisogno di recuperare alcuni oggetti importanti da ogni mondo, attirando così l’attenzione dei differenti eroi che vogliono trovare un modo per fermare la minaccia.

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È così che siamo invitati a proseguire nella storia, richiedendo il posizionamento sul portale (un rettangolo grigio da collegare alla presa USB della console, abbellito da alcuni led colorati) di Batman, Gandalf e Wildstyle in successione, finché arriviamo al momento in cui iniziamo a scoprirne tutte le potenzialità.

Non è solo un oggetto che serve per trasportare i personaggi dal mondo fisico a quello virtuale. No: è parte integrante (e fondamentale) del gioco stesso, non solo perché bisogna interagire continuamente con esso, ma soprattutto perché è da costruire seguendo le istruzioni a schermo, da aggiornare nel corso dell’avventura (in modo che sia sempre in linea con quanto mostrato sul televisore): costruire ogni LEGO che serve per il gioco (o le versioni aggiornate degli stessi) è base fondamentale del gioco stesso.

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In un primo momento il portale serve solo come tramite per trasportare i personaggi nel mondo di gioco: anche se è possibile controllarne solo uno per volta (o due in caso di sessione in split-screen) ne supporta fino a sette in contemporanea, con un mix a piacere di personaggi e veicoli, ed è possibile utilizzare ogni personaggio extra acquistato tramite pack di espansione, senza alcuna conseguenza all’interno della storia.

I livelli iniziali sembrano un po’ troppo semplici, sconnessi tra di loro e ricordano i precedenti giochi di TT Games, senza avere nulla di particolare da dare: il solito distruggi tutto quello che vedi, raccogli i mattoncini gialli, avanza. Invece è solo lo scotto da pagare per scoprire poco alla volta le meccaniche del gameplay e come tutti gli elementi si mescolano sapientemente tra loro: gli innumerevoli brand dei contenuti, l’interazione con i LEGO, l’utilizzo del portale, la storia.

Ma poco alla volta, mondo dopo mondo, scenario dopo scenario, il gioco diventa un mash-up irresistibile di cultura pop, con un gameplay frenetico a metà tra in-game e mondo reale. Dovremo continuamente spostare i personaggi da uno slot all’altro per evitare magie bloccanti, ottenere magie elementali, cambiarne le dimensioni, risolvere puzzle.

Sono così tanti movimenti che sembra quasi di giocare con un qualsiasi altro giocattolo “reale“. E sono movimenti che si mischiano alla perfezione con quanto avviene a monitor, mostrando tutta l’abilità e l’esperienza di TT Games nel gestire il brand LEGO e creare una campagna di 10 e più ore, che affascina e permette di passare dal mondo del Mago di OZ a quello della DC Comics, da Gotham a LEGO City, dal Dottor Who a Scooby-doo.

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Nel gioco incontreremo infatti tantissimi brand differenti, tutto è espandibile (e collezionabile) grazie ai pacchetti in commercio: si passa dal più generico LEGO ai LEGO Movie, Chima, Ninjago, ai personaggi DC Comics, Harry Potter, E.T., A-Team, Mission: Impossible, Gremlins, Adventure Time, Ghostbusters (sì, anche quelli originali), Jurassic World, Il Signore degli Anelli, i Simpsons, Portal, Sonic, e poi chissà quanti altri in futuro.

I pacchetti sono disponibili in 4 differenti versioni:

  • Il pacchetto divertimento include un personaggio e un veicolo e se il personaggio è il primo di un mondo specifico, sblocca il mondo per l’esplorazione libera,
  • il pacchetto squadra che include 2 personaggi e 2 veicoli,
  • il pacchetto livello con un personaggio, due veicoli e un nuovo livello della storia,
  • infine il pacchetto storia contiene un nuovo portale, 6 livelli storia, un personaggio e un veicolo. Ne sono un esempio il set Ghostbusters (basato sul nuovo film) e quello di Fantastic Beasts.

Nella sfortuna di avere LEGO Dimensions solo adesso nel nostro Paese, abbiamo però una fortuna: buona parte dei pacchetti di espansione sono già disponibili e molti altri (tra cui il set di Adventure Time e i pacchetti storia di Ghostbusters) arriveranno già nel corso nel prossimo mese.

Come molti dei giochi LEGO precedenti, anche LEGO Dimensions soffre di qualche piccolo problema tecnico con la gestione della telecamera: fortunatamente nulla di troppo grave, anche se può causare spesso di sbagliare i salti e finire in uno splash di mattoncini. Ciò non basta però a gettare un’ombra sul lavoro creativo svolto da LEGO, Warner Bros. e TT Games, che fondono creatività e esperienza in un gioco che prende le distanze dai precedenti esempi visti nel genere dei toy-to-life, riuscendo ad assottigliare moltissimo la linea di demarcazione tra giocattolo e videogioco. Le infinite differenti parti sono messe insieme con una maestria nel level design e nella narrazione (sempre sopra le righe e capace di strappare moltissime risate) fino a creare un’esperienza unica di altissima qualità.