Call of Duty: Black Ops III, ritorno sui campi di battaglia

Call of Duty è una delle saghe videoludiche più chiacchierate e discusse negli ultimi anni. Nel bene o nel male stiamo parlando di una pietra miliare del genere fps, vuoi per le caratteristiche tecniche del prodotto in sé vuoi per il profondo attaccamento del fandom nei confronti della serie. Quest’anno è toccato di nuovo a Treyarch prendere le redini del titolo con Black Ops III e, soprattutto, sgravarsi di due eredità piuttosto pesanti: il deludente flop di Ghosts e il salto generazionale (soddisfacente solo in parte) di Advanced Warfare sviluppato da Sledgehammer Games.

Call of Duty: Black Ops III – presentazione ufficiale di Cybercore: Martial

Il nuovo COD ad opera dello studio di Santa Monica si è rivelato un titolo degno next gen, in grado di regalare piacevoli (e potenzialmente infinte), adrenaliniche ore di gioco. Ho testato la versione per Playstation 4, ma vi ricordo che Call of Duty: Black Ops III è disponibile anche su Xbox One, PC, Playstation 3 e Xbox 360.

Due campagne, divertimento raddoppiato

Inutile girare intorno al fatto che Call of Duty, da sempre, è un titolo concepito più per il comparto multiplayer (perlopiù online) che altro, ma è un grande errore sottovalutare l’esperienza in singolo: le trame della Campagna di ogni iterazione son sempre state degne delle migliori pellicole di guerra, in questo senso Black Ops II viene ricordato come una delle migliori edizioni. La campagna di Call of Duty: Black Ops III, giocabile anche in modalità cooperativa, offre una longevità mai vista prima, questo grazie a ben due modalità diverse: una classica, terminabile in una decina di ore, e una alternativa che consiste nel rivivere la campagna principale in modalità… Nightmare. Proprio così, sarà possibile rigiocare le stesse missioni dell’avventura primaria con un tasso di difficoltà leggermente superiore, poiché l’intera mappa sarà gremita di zombi urlanti.

Activision svela al San Diego Comic-Con "Le Ombre del Male", l'epica modalità cooperativa Zombies di Call of Duty: Black Ops III 9

Ben fatto, Treyarch? Aspettate: dal punto di vista artistico Call of Duty non è mai stato così bello, tra effetti speciali ed esplosioni sembra di ritrovarsi direttamente in una pellicola di Michael Bay, complice un comparto grafico di alto livello del quale parleremo più avanti. Per ora rimaniamo a focalizzarci su un’atmosfera, va ribadito, degna del miglior film bellico/sci-fi. Purtroppo è la trama a far salire qualche dubbio: la narrazione in sé è di buona fattura, ma rapportata alla scorsa edizione (Black Ops II) perde totalmente di spessore.

2065, quarant’anni dopo gli eventi legati al temibile Raul Menendez: le macchine hanno preso il sopravvento sul corpo e sulla mente dell’uomo, le prime sequenze di gioco in questo senso sono di un impatto crudo e devastante che non sto qui a raccontare per non rovinarvi la sorpresa. Il protagonista (da noi selezionato in base al sesso, alla classe e all’equipaggiamento) si destreggerà in missioni di recupero scandite da complotti, doppi e tripli giochi che convergeranno tutti nel rapporto tra essere umano e cyber-innesti. Novità interessante sono le abilità Cyper-Corps, che si dividono in tre rami diversi: Chaos predilige un approccio offensivo, causando esplosioni di robot o sfoderando stratagemmi per infastidire i nemici; Martial permette di alterare i propri status per volgere al meglio le sorti della battaglia; Control, infine, dà la possibilità di controllare droni e robot da rivoltare contro i propri avversari.

Eccessivo citazionismo (l’atmosfera generale ricorda tanto, forse troppo, l’universo di Deus Ex), uniti a risvolti di trama spesso e volentieri banali e confusionari, vengono salvati da livelli introspettivi (che giocano molto sul già citato rapporto tra uomo e cyborg) piacevolissimi da giocare, oltre che da un’ottima caratterizzazione dei personaggi. A proposito di quest’ultima devo purtroppo segnalare un doppiaggio (almeno quello italiano) a tratti mediocre, tra parole non perfettamente sincronizzate con il labiale e alcuni casi di interpretazione nel tono di voce inopportuni rispetto alle espressioni dei volti. Ma, sotto questo punto di vista, si tratta proprio di andare a trovare il pelino nell’uovo.

Zombies è la modalità da sempre più amata di tutti i fan della serie Black Ops: il nuovo capitolo ripropone una sorta di Campagna parallela, la cui trama ha preso ovviamente strade diverse a causa dell’apocalisse dei non-morti, con tante novità di tipo tecnico che hanno decisamente “svecchiato” quelle della precedente iterazione. Innanzitutto è più difficile: sarà per la mappa incredibilmente vasta, da cui consegue una forte componente esplorativa necessaria per gestire meglio le orde di morti viventi e per scovare le armi più interessanti. I nemici stessi adesso sono più vari, come ad esempio dei mostruosi volatili che compariranno in folti stormi dopo le prime ondate.

Multiplayer, un evergreen

Da giocatore che predilige l’esperienza in singolo a quella in coop ho sviscerato per bene la Campagna e Zombies, fornendovene un quadro il più possibile completo. È necessario, però, spendere più di qualche parola sull’altra colonna portante della serie Call of Duty, vale a dire il comparto multiplayer.

Black Ops III è un titolo ricchissimo di contenuti: alle Campagne già citate aggiungiamo anche Corsa Libera, una sessione di gioco alla Mirror’s Edge creata ad hoc per far prendere la mano con gli ambienti di gioco. A tal proposito le mappe sono tante, vaste e forniscono panorami e scorci mozzafiato, strutturate appositamente per sfruttare le abilità cibernetiche come il salto potenziato o la corsa sui muri.

Activision svela al San Diego Comic-Con "Le Ombre del Male", l'epica modalità cooperativa Zombies di Call of Duty: Black Ops III 8

Le modalità in cooperativa sono molteplici, da quelle classiche a qualche novità: Death Match a squadre, Cerca e Distruggi, Dominio, Cattura la Bandiera, Gioco delle Armi e Salvaguardia sono solo alcune varianti che vi assicureranno piacevolissime ore, in locale oppure online. Il roster di armi è come sempre corposissimo, anche se essendo disponibili tutte fin da subito basta poco per individuare le più forti e usare sempre quelle.

Novità interessante è costituita dagli Specialisti, ovvero delle particolari classi di personaggi da utilizzare. Ce ne sono nove in tutto: Ruin, che utilizza approcci devastanti e distruttivi; Outrider, specializzato nel combattimento dalla lunga distanza tramite un arco che lancia dardi esplosivi; Prophet, soldato d’assalto che utilizza scariche elettriche; Battery, guerriero specializzato in esplosivi; Seraph, specializzato in armi ad alto calibro; Nomad, esperto in trappole e nano-droni; Reaper, cyborg che fa del suo intero corpo una pericolosa arma a breve distanza; Spectre, combattente furtivo dotato di lame, Firebreak, armato di lanciafiamme. La giocabilità generale non è esente da difetti, sia chiaro, rimangono i problemi di stabilità generale o di parità tra le varie classi o armi, così come ho riscontrato una valanga di tempi morti tra un livello e l’altro, ma di certo Call of Duty: Black Ops III fa rialzare con decisione la testa alla serie, imboccando una strada che, nelle prossime iterazioni, non potrà che essere in discesa.

Le ultime considerazioni vanno al comparto grafico e sonoro: entrambi eccezionali, il motion capture regala come sempre un impatto straordinario e fa acquistare spessore ai personaggi, come pure i giochi di luci e ombre perfettamente bilanciati in ambienti interni ed esterni. La colonna sonora è coinvolgente in tutte le modalità, in particolare in Zombies: le melodie, accompagnate ai dialoghi e all’ambientazione datata danno un tocco di stile che decisamente mancava in Black Ops II.

In conclusione

Beta Multigiocatore di Call of Duty Black Ops III - Nuove informazioni e teaser trailer ufficiale

Call of Duty: Black Ops III cerca di accontentare un target piuttosto ampio con una Campagna per giocatore singolo più corposa e meravigliosa dal punto di vista artistico e visivo, ma con evidenti carenze narrative che sentono sulle proprie spalle il fantasma del secondo capitolo della saga. Le modalità di gioco, tra single player e multiplayer online e locale, sono tantissime, divertenti e regalano ore potenzialmente infinite, senza contare il tasso di rigiocabilità regalato dalla versione Nightmare della Campagna. Da sottolineare, tuttavia, qualche piccolo difetto tecnico e tanti, troppi tempi morti tra un livello e l’altro che però non sminuiscono un’esperienza di gioco di alto livello. Siamo di fronte al miglior Call of Duty di sempre? Questo no. Siamo di fronte al più ricco in termini di contenuti? Sì.