FIFA 16. La Recensione

Dopo i primi spunti condivisi da Giovanni sulla Demo, arrivo io come ogni anno a buttare giù le primissime impressioni sul nuovo capitolo: FIFA 16.

Devo fare una piccola premessa.

Questo è il 21esimo anno consecutivo che acquisto FIFA, da quando ancora non riportava la dicitura dell’anno nel titolo. Ho dedicato più ore a questo gioco che a tutta la mia personale storia videoludica. E come ogni anno ho ripetuto il mio personalissimo rituale. Acquisto del gioco insieme al mio migliore amico (anche se quest’anno è arrivata una copia in redazione grazie a EA) e una serata intera dedicata al gioco, con gli innumerevoli Juve-Milan, per andare a verificare la bontà del lavoro fatto.

La mia ossessione per FIFA ha superato qualsiasi giocatore di Pro Evolution 6 che ha goduto nel riempirmi di pernacchie perché, del resto, dei Canadesi che ne potevano sapere di calcio?

Tuttavia ho tenuto duro.

Negli anni sono entrato in contatto con EA Italia, ho seguito per un triennio le loro community online, ho volato per ben 2 volte a Vancouver presso i loro studi perché, finalmente, si era deciso di adottare una politica differente. Ascoltare i feedback della community veniva prima di qualsiasi cosa, e da lì iniziare a gettare le basi per l’anno successivo.

Ricordo ancora il 2005, al mio ultimo anni di Università, ero entrato a far parte dei primi giocatori su Xbox Live ed avevo conquistato il 3° posto in Italia nel gioco online.

Dal 2006 la mia spasmodica attenzione per i dettagli è andata un po’ scemando, complice il fatto di aver iniziato a lavorare, fidanzate varie, e purtroppo FIFA è dovuto passare spesso e volentieri in secondo piano, tutto tranne l’immancabile rituale del Day 1. Presupposti che mi hanno quindi tenuto a debita distanza dalle modalità FUT, dal full manual all’attenzione per gli slider e compagnia cantante. Io volevo solo mettere dentro il DVD/BluRay e divertirmi con le stagioni online o con la modalità carriera.

E questo avevo. Soprattutto con il culmine del triennio 2013-2015, dove devo ammettere di aver sempre avuto la sensazione di qualcosa che non andasse. Era sufficiente tenere una squadra da 4 stelle e mezzo/5 per poter fare sfaceli con chiunque,  oppure semplicemente tenere una squadra con dei velocisti in attacco, lasciare palla a loro e pedalare.

L’attesa per FIFA 16 pertanto l’ho vissuta con, come direbbero gli americani, mixed feelings non sapendo bene cosa aspettarmi, pensando agli errori del passato, ma sperando sempre in una bella zampata in avanti

FIFA 16

Apoteosi. FIFA 16 è IL gioco di simulazione calcistica.

Finalmente!

Ovvio, con tutte le premesse del caso. Non si può riprodurre tutto quello che accade durante una partita di calcio nel tempo risicato di 10 minuti, ma se si è in grado di andarci vicino come quest’anno significa che sono stati fatti passi da gigante.

È fondamentale dimenticarsi di FIFA per come ce lo ricordiamo ad oggi. Vi è l’ampia necessità di adottare un approccio mentale completamente differente. Un approccio da simulazione calcistica.

La manovra va costruita, va fatta attenzione ai movimenti dei compagni, allo schieramento dell’avversario, a quali giocatori scegliere per una determinata partita, comprendere le tattiche dell’avversario e agire di conseguenza.

Non bisogna avere fretta, e se pensate di lasciare palla a Cuadrado che è svelto, ha il dribbling secco e può andare in porta in pochi secondi…vi sbagliate di grosso.

Decido di iniziare la mia amata carriera con la Juventus. Sto giocando in modalità Esperto, con tutti i parametri impostati in semi e velocità lenta.

I gol sono pochi, la forza degli avversari si sente eccome, e soprattutto ho avuto la sensazione che le impostazioni tattiche e le modifiche apportate agli slider abbiano finalmente senso.

Vinto con l’Atletico in pre-campionato e perso miseramente con la Roma 2-0 alla seconda giornata perché ho completamente cannato la formazione.

Vado avanti, non mi abbatto.

Seconda giornata di Champions, dopo un 1-1 con il Wolfsburg e il Real Madrid già in fuga a 3 punti mi tocca il Brugge.

Parto malissimo, al 20esimo il loro attaccante mi punisce con una bomba da fuori.

Ho rivisto i fantasmi di Fifa 15, immaginavo già una partita in cui il gioco si sarebbe sviluppato con degli scambi tra la loro difesa e il centrocampo senza la mia minima possibilità di riguadagnarla.

Invece no.

Ho cambiato la mentalità della squadra da Equilibrata a Offensiva.

Mi sono conquistato una punizione dal limite.

Pogba. Gol.

1-1

Non mollo.

Secondo tempo soffro il loro centro campo incontrista e perdo spesso palla.

Rinvio di Buffon su De Sciglio (acquistato nella sessione di mercato).

Sgroppata sulla destra, salto due uomini con un paio di spintoni.

Cross in mezzo, Morata svetta, gran colpo di testa al 70esimo.

Una partita così avvincente non mi capitava da tempo con la CPU.

Bellissimo. Una sensazione del genere non la provavo da tanti, tantissimi anni.

Carriera

La modalità ha subito dei minimi cambiamenti, ma necessari, per farla diventare più completa e realistica nel momento in cui si decide di affrontarla come allenatore. Si inizia venendo invitati ad un torneo estivo, in modo da saggiare subito le capacità della squadra e racimolare qualche danaro per il mercato.

Oltre a tutte le caratteristiche a cui siamo abituati, come la fase di negoziazione, gestione talenti, infortuni etc., la vera novità di quest’anno è la possibilità di far crescere il valore di ogni calciatore in rosa facendogli affrontare svariate sessioni di allenamento. Le si possono affrontare personalmente, nel senso pad alla mano, oppure lasciar fare alla CPU attraverso una simulazione.

Online

Purtroppo non sono un grande cultore di FIFA Ultimate Team, non ho mai amato scompaginare le formazioni per crearne una mia personalissima, tuttavia credo che il video di EA spieghi alla perfezione tutte le novità proposte quest’anno.

Sono invece un avido consumatore delle Stagioni e Coppe online, dove l’anno passato dovevo per forza di cose scegliere una squadra con 4 o meno stelle per evitare di affrontare Barcellona, PSG o Real Madrid e perdere senza soluzione di continuità sugli scatti dei loro attaccanti.

Ho fatto per ora una sola partita online, aspettandomi qualcosa di simile, ma ho voluto comunque saggiare la bontà del lavoro fatto offline e vedere se le pecche fossero state sistemate. Così è stato.

Ho affrontato con la Juventus il PSG, ho perso 2-1 ma per una mia svista difensiva con Bonucci. La partita però è stata combattuta, ragionata e fatta di palle perse e rubate a centro campo.

Tutto lascia presagire ad un gioco online più equilibrato, senza tutte quelle squadre con attaccanti velocisti di cui si perdono le tracce dopo pochi secondi dal calcio d’inizio.

Novità

Le novità del gameplay di quest’anno sono molteplici, tutte immediatamente riscontrabili una volta iniziata la prima partita. Sottolineo però due importanti introduzioni. A livello di controllo il FIFA Trainer. Premendo lo stick di destra si attiverà una sorta di layer grafico accanto ad ogni giocatore che suggerirà il prossimo tasto da premere. Una sorta di aiuto per i neofiti di FIFA o per chi non ha voglia di studiarsi attentamente tutte le combinazioni dei tasti.

La seconda, ben più impattante, il gameplay riservato alla difesa.
Le più grandi lamentele degli scorsi anni, soprattutto a livello di controllo single player, arrivavano dal reparto difensivo. Di difficile gestione, connotato da strani comportamenti incontrollati, ma soprattutto facilmente aggirabile.

EA Sports si è dimostrata in grado di svolgere un lavoro egregio nel modificare i contrasti, lasciare più ampia scelta al giocatore su come intervenire e marcare l’avversario, permettendo una più ragionata manovra difensiva sia in fase di possesso, sia in attesa dell’attacco.

Non so dirvi se FIFA 16 sia il miglior gioco di calcio ad oggi sulla piazza, per me lo è perché è riuscito a riprodurre in campo le differenti mentalità infuse all’interno di una squadra di calcio, e poterne governare la coralità respirando l’agonismo che trasuda da ogni gara è un puro orgasmo videoludico.

E proprio come nel calcio reale, non sempre si può vincere, se cercate queste sensazioni FIFA non fa al caso vostro. Se invece volete lottare fino ai minuti di recupero per strappare anche un misero pareggio, ma dove ci avete messo tutti voi stessi e vi sentite appagati come mai prima…ecco avete trovato il punto zen dei vostri desideri calcistici virtuali.