E3 2015: tiro una riga, butto giù qualche pensiero

Dopo un giro di boa come quello segnato poco più di due anni fa dalla nuova generazione di Microsoft e Sony è chiaramente difficile “fare il botto“. C’è un tanto naturale quanto insopportabile crogiolamento che si fa scudo dietro quelle due parole che hanno forse stancato più del dovuto: “Nuova generazione”. Quella che deve nascere necessariamente dal ferro non è però fatta solo di schede grafiche e ram, deve passare necessariamente dal software, quello che dovrebbe far leva su quell’hardware per dare il meglio di sé, mostrarsi come un pavone davanti all’obbiettivo di un fotografo professionista. L’E3 di quest’anno voleva e doveva essere una vetrina di una promessa fatta dalle grandi aziende due anni fa, riproposta poi 365 giorni fa ancora una volta.

Cosa ho visto? Date. Date d’uscita per l’esattezza, le stesse che sarebbero dovute comparire di fianco ai titoli l’anno scorso e che invece sono finite nel dimenticatoio, sparite, rinchiuse nei desideri di chi sta dietro al controller e si augura di poter prendere parte all’avventura durante le vacanze di Natale quando fuori fa freddo e la console è quella spiaggia assolata dove gustarsi un drink e dare libero sfogo alle proprie mani. Titoli del calibro di The Division (Tom Clancy’s The Division), tanto per fare un esempio, sono quelli che fanno parte dell’ormai non tanto ristretto gruppo del “Vorrei ma non posso“, senza una data di uscita certa, protagonisti della moda del rinvio e della patch per la correzione dei bug al Day-1, associata magari a quella del “DLC imperdibile” perché è sempre meglio prendere qualche soldino in più dopo, che integrare ciò che si voleva far comparire all’interno del gioco completo prima.

Fortunatamente qualcosa di buono in tutto questo c’è, e se per chi ha scelto PlayStation si traduce nel remake ad alta definizione (e qualcosa in più, mi auguro) di Final Fantasy VII che probabilmente non vedremo prima del 20esimo anniversario del titolo (2017, ndr), su Xbox e soci posso azzardare una soggettiva traduzione fatta di una molteplicità di titoli in esclusiva e non, dagli indie (ai quali Microsoft sembra tenere sempre più) ai big, passando per conferme senza le quali non siamo più abituati a vivere, come Forza Motorsport 6 (solito periodo di rilascio, Ford GT in copertina e nel gioco come veicolo di eccellenza in pista).

Il carrozzone è lungo e tutto sommato telefonato quanto un calcio di punizione di Pirlo da ottima posizione. L’autunno sarà caratterizzato dal nuovo capitolo di Assassin’s Creed (Syndicate, ndr), il migliore di sempre un po’ come la pubblicità di iPhone 4, poi 5 e ancora 6, con l’eccezione però del non esserlo realmente più da tanto tempo perché ricco di delusione in fase di uscita e test su console (non converrebbe forse fermarsi un attimo a pensare e mettere in piedi qualcosa che possa davvero soddisfare i giocatori come successo con il secondo capitolo del titolo?). Ampio lo spazio dedicato poi a Call of Duty, puntuale ancor più che le tasse, tornato tra le braccia di PlayStation con contenuti in esclusiva e periodi di gioco anticipati rispetto al competitor di Redmond, promettendo faville grazie al suo Black Ops III.

A poco valgono gli annunci di un nuovo Hitman (sono molto fiducioso e davvero curioso, speriamo bene) o dell’uscita di FIFA 16 che si svecchierà grazie all’introduzione del calcio femminile, così come Just Dance (2016, of course) o la corposa espansione di Wild Run di The Crew che spera di risollevare ancora per un po’ le sorti di un titolo del quale abbiamo smesso di sentir parlare da tempo (nonostante la bontà nella sua realizzazione, ve ne avevo parlato nella sua recensione) o ancora il nuovo capitolo della giovane Lara Croft con Rise of the Tomb Raider. Conferme su conferme, sicuramente gradite, ma nulla che lasci realmente a bocca aperto come un bambino davanti la vetrina della Lindt con le fontane di cioccolato in funzione.

Tutto da scartare quindi?

No, fortunatamente. I titoli Indie sono spesso molto interessanti, e anche quelli che pur non essendolo arrivano da idee e derivazioni indipendenti. È forse per questo motivo che aspetterò fiducioso l’uscita di Unravel (EA) o ReCore (Keiji Inafune per Microsoft). La religiosa speranza va invece a favore di un titolo tanto famoso quanto ormai abusato e bistrattato: Need for Speed. Capiamoci, io l’ho giocato come tanti di voi, quando ancora questa era l’idea di automobile a tutta velocità sulla strada più o meno deserta:

E3 2015: tiro una riga, butto giù qualche pensiero 2

Mi sono sentito orfano della serie Undeground, della possibilità di modifica estetica e meccanica dell’auto, di una serie durata troppo poco e che non è mai stata più riproposta fino ad oggi, fino all’annuncio di un reboot, di un titolo che stavamo aspettando da troppo tempo e che si spera possa essere anche solo lontanamente comparabile a quel fenomeno che ha fatto coppia con l’uscita al cinema dei primi capitoli di Fast and Furious. Non so quanto ci sia da fidarsi e spero davvero di poter provare quanto prima a rimettermi dietro il volante di un qualcosa che universalmente possa essere riconosciuto come “tamarro“, mentre passo, accelero e faccio il ganassa con il gomito fuori dal finestrino.

Speranze.

Ah, prima di chiudere, un affettuoso abbraccio anche a Nintendo. L’ennesimo tentativo di provare a presentarsi all’E3 2015 quando in realtà basterebbe un normale e ormai abitudinario Direct è quantomeno simpatico oltre che azzardato. Si crea Hype, si spera nell’annuncio del secolo ma è questo il punto: quell’annuncio non c’è e non ci sarà. Nintendo, fortunatamente per tutti, continua a sfornare titoli visti, rivisti, stravisti con una particolarità che non riesce pressoché a nessuno. La sapienza. Quella fatta di trame ripetute che non stancano, quei colori talmente brillanti da creare quasi dipendenza e tristezza quando ci si allontana troppo dal pad, quella puccyness che a spiegarla si fa una gran fatica. Non avete bisogno di E3 voi di Nintendo, il vostro popolo vi è fedele e continuerà ad esserlo, io sto ancora provando a convincere la mia compagna che comprare una Wii U per Yoshi’s Woolly World è cosa buona e giusta. Questo è però un altro capitolo e, miracoli permettendo, a parlarvene meglio sarà Michele tra qualche giorno al massimo.

E3 2015: tiro una riga, butto giù qualche pensiero 3

E ora non ci rimane che attendere, comodamente seduti in poltrona, pronti a premere Start.