Joe Dever’s Lone Wolf HD Remastered

Lupo Solitario è tornato.

Anche se speriamo che queste parole riportino alla vostra mente ricordi di notti e giorni passati con i libri di Joe Dever, a impersonare il cavaliere più famoso degli anni 80 e 90, abbiamo deciso di rinfrescarvi la memoria in occasione dell’uscita, proprio oggi, di Joe Dever’s Lone Wolf HD Remastered su PC e Mac (in digital download da Steam).
Lone Wolf, noto al grande pubblico italiano come Lupo Solitario, è il celebre Cavaliere Ramas (o Kai, nella versione originale), ultimo sopravvissuto del suo ordine, protagonista di una serie fantasy di libri-game ambientati nelle città di Sommerlund. Per intenderci, quelli in cui è possibile trovarsi a dover affrontare dei bivi e compiere delle scelte determinanti a costruire la propria, personalissima, esperienza di lettura.
L’autore, lo scrittore inglese Joe Dever, diede alla luce ben 28 volumi tra gli anni 80 e 90, tra i riconoscimenti generali di critica e pubblico.

Quando Forge Reply, studio di produzione prevalentemente italiano (e già per questo meritevole della vostra patriottica fiducia), ha annunciato, insieme allo stesso Joe Dever, che l’amato Lupo Solitario sarebbe presto sbarcato su dispositivi iOs e Android, il giubilo dei fan della serie fu superato solo dall’approvazione generata dal titolo stesso. Joe Dever’s Lone Wolf è infatti un giusto mix tra lettura, RPG e action-game, diviso in quattro atti e con una storia inedita, scritta da Dever in persona, appagante, impegnativa, perfetta per neofiti e nostalgici e assolutamente degna di essere giocata sui vostri smartphone o tablet.

A distanza di un anno da allora, la stessa Forge Reply, insieme ai francesi di Bulky Pix, torna a deliziarci distribuendo su Steam, per PC e Mac la versione rinnovata e HD Remastered di Lone Wolf, comprensiva di tutti e quattro gli atti disponibili su mobile.

Abbiamo quindi avuto la possibilità di provare proprio quest’ultima versione e tornare a immergerci nel Magnamund, questa volta con un sacco di pixel in più.

 

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Parliamoci chiaro: Lone Wolf resta, di fatto (e per fortuna), sostanzialmente un libro e come tale vi chiederà di leggere. Dopo le prime pagine, sfogliate magari con più fatica nel tentativo di entrare, o tornare, totalmente nel complesso mondo ideato da Dever, divorerete parole su parole a colpi di clic, a caccia di battaglie contro i Giak (i ripugnanti esseri tipo-goblin che hanno massacrato gli abitanti di Rockstarn) e di decisioni da dover prendere.
Troverete forzieri da scassinare (che personalmente ho trovato più ostici dei Giak di cui sopra), personaggi da cui spremere preziose informazioni o mercanti forniti di armi e materiali per il vostro equipaggiamento, in pieno stile RPG.

Come nel ‘cugino’ cartaceo, Lupo Solitario sarete voi, e potrete quindi decidere se connotare il vostro protagonista con l’abilità della telecinesi, se imparare a comprendere gli animali di Sommerlund e piegarli ai vostri scopi o se dotarvi della capacità d’infliggere atroci sofferenze ai vostri nemici grazie al potere della vostra mente.

Se invece siete fan delle maniere forti, potrete affinare la vostra destrezza con le armi e affilare l’arma che sceglierete per il vostro viaggio, avanzando così a suon di cazzottoni e colpi di ascia (e non solo)  per farvi strada tra le molte pagine del tomo virtuale che avrete davanti.

 

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Ebbene sì, è proprio nei combattimenti che il libro si dissolve, letteralmente, e diventa a tutti gli effetti un buon action RPG, con grafica migliorata rispetto al predecessore per mobile e controlli configurabili secondo il vostro stile di gioco.

Là dove nei libri di Dever tutto veniva deciso da una semplice proporzione tra il vostro equipaggiamento e quello nemico, qui Lupo Solitario mette in mostra i suoi muscoli grazie a una meccanica di gioco a turni e a tempo in cui sarà fondamentale miscelare tattica, lucidità e destrezza per far fronte alle orde di nemici che vi si pareranno davanti.

 

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Non solo dovrete decidere le mosse più adatte alla vostra situazione, scegliendo tra le armi a disposizione e facendo attenzione a non rimanere a secco di Potere Kai (una sorta di Mana) ma dovrete realizzare delle gestures (retaggio di quella che era la versione mobile del gioco e che forse , nel faccia a faccia con mouse e tastiera mostra qualche bypassabile sbavatura) per completare al meglio i vostri Quick Time Event e prosciugare quanto più possibile l’energia dei vostri avversari.

La produzione avanza di pagina in pagina e si sviluppa in quattro atti con una direzione artistica deliziosa per chi ama il setting di tipo medievale e i grossi volumi ingialliti dalle pagine scricchiolanti. Tolti i combattimenti, la storia principale si dipanerà infatti sul lato sinistro del nostro video, lasciando invece sul lato destro lo spazio per richiamare menu e interfacce utili quali inventario, mappa di gioco, la scheda di Lupo Solitario e i modelli 3D dei personaggi e degli oggetti (e qui un’altra novità rispetto alla versione mobile)

 

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Il tutto prenderà vita , come già accennato, nel momento in cui ci sarà da farsi sotto spada alla mano. Nota a margine: vi consigliamo di arrivare a queste situazioni equipaggiati a dovere e adeguatamente rifocillati, soprattutto nel più ostico dei tre livelli di difficoltà selezionabili, ché i Giak sono un po’ come gli uruk-hai: brutti, cattivi e, soprattutto, una marea.

La versione HD Remasterd di Lone Wolf strizza insomma l’occhio sia a chi si sentiva sacrificato su mobile, sia a chi non aveva a disposizione il giusto OS per potersi gustare la storia dell’enigmatico Cavaliere. In questa edizione, Forge Reply riesce a dare corpo e vigore a una produzione che resta pienamente consapevole delle proprie origini e non cerca di strafare ma piuttosto di sfruttare al meglio la piattaforma su cui risiede per regalare almeno venti ore di immersione ai ragazzini ormai cresciuti di quell’epoca e, ce lo auguriamo, ai nativi digitali che non hanno mai avuto la fortuna di sfogliare un’opera di Dever nella sua versione cartacea originale.

In due parole: Per Sommerlund!