The Sims 4 (PC)

Quando prendi in mano un gioco come The Sims, la difficoltà principale è capire come raccontarlo. È un gioco talmente vasto e probabilmente talmente conosciuto che nessun approccio potrebbe risultare corretto.

D’altra parte, The Sims è The Sims e se non lo conoscete già come uno dei simulatori di vita più famosi al mondo, forse c’è un problema. Focalizziamoci quindi sulle principali differenze che questo nuovo capitolo offre in più rispetto ai propri predecessori.

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Siete pronti a passare le vostre prime due ore di gioco all’interno del menu di creazione del vostro Sim? Esatto, avete capito bene. The Sims 4 punta sull’estrema personalizzazione per attrarre nuovi e passati videogiocatori, un modo comprensibile per rendere il gioco una copia – quasi – perfetta di quella che potrebbe essere la nostra vita immaginaria. A partire, ovviamente dal personaggio.

Gli appassionati di Nip ‘n’ Tuck in questo senso potrebbero sicuramente divertirsi. La sensazione di essere dei veri e propri chirurghi plastici virtuali è quasi reale. Col magico tocco del mouse potrete ricostruire seni, allargare fianchi, assottigliare nasi e aggiungervi centimetri alle gambe, come un moderno Frankestein, il tutto per soddisfare la vostra voglia di perfezione. Non solo. Potrete creare diversi stili per le diverse occasioni che vi troverete ad affrontare nella vostra nuova e lucente vita virtuale: vestiti come se non ci fosse un domani, un’infinita boutique a vostra completa disposizione. Tutto ciò che non vi potreste permettere in un’intera vita – reale – ce l’avrete a disposizione più o meno a portata di click.

Ma non è finita qui (sarebbe troppo semplice). A questo punto, dopo aver vestito il vostro Sim come meglio non avreste potuto – o come peggio, di solito io con The Sims mi diverto a creare il peggio di me stesso – è il momento di dare un carattere al vostro alter ego. Scegliete la voce, i tratti caratteriali, la camminata e che più ne ha più ne metta.

Fortunatamente, e questo bisogna ammetterlo, c’è anche la possibilità di scegliere tra una serie di configurazione predefinite, così da velocizzare questo processo iniziale e essere catapultati direttamente nella vita “reale”.

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È tempo ora di prendere in mano squadra e righello e costruire finalmente la casa dei vostri sogni. Anche qui, come nel caso della creazione del personaggio, le scelte sono pressoché infinite e potrete scegliere se costruirvi tutto da zero oppure se affidarvi ai preset offerti da Electronic Arts. Sbizzarritevi nello scegliere l’arredamento con un comodo strumento di ricerca che vi permetterà di navigare più o meno facilmente nell’infinito menu messo a disposizione per la sezione casa.

E poi arriva il lavoro. Già, perché anche nella vita virtuale il nostro ormai simpatico personaggio avrà bisogno di guadagnare dei soldi e, per quanto nel mio caso sia cascati sulla tastiera alcuni comodissimi codici per diventare Zio Paperone con pochi battiti di tasto, è tutt’altro che semplice. Certo, avrete la possibilità di scegliere quel lavoro che sempre avete voluto fare ma che la vostra laurea in Ingegneria vi ha sempre reso inaccessibile, ma resta il fatto che non è tutto oro quello che luccica.

Come nella vita reale per eccellere sul lavoro saranno richiesti sforzi e impegno costante così da avanzare di carriera e diventare il Sim più potente di tutta la terra. Oppure il primo Sim-stronauta ad arrivare sulla luna (non so, questo non credo sia possibile, ma ci proverò). La cosa che ci salva, forse, è che quantomeno in The Sims 4 il valore della meritocrazia non dovrebbe essere intaccato dal collega raccomandato di turno. Ma non mi sento di escluderlo completamente.

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E infine il resto. Perché The Sims è anche relazione interpersonale con gli altri abitanti della città in cui vi troverete a vivere. Alcune cose sono cambiate – in meglio – tipo che potrete compiere più azioni contemporaneamente, ma ecco nulla di particolarmente eccezionale o di completamente diverso rispetto al passato. La sensazione che mi ha sempre dato è quella di un’azione approssimativa volta al semplice riempirsi delle barrette della socialità. E infatti son sempre stato il più “orso” della città.

E ora, restiamo in attesa delle espansioni.