Assassin’s Creed: chi è il migliore assassino?

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Sono una giocatrice seriale. In senso letterale: io gioco le serie di videogame. Non datemi un videogioco così una tantum perché non avrò il tempo di giocarlo: datemi una bella serie, lunga, corposa, con personaggi da scoprire e a cui affezionarsi ed ecco che le mie giornate si allungheranno e troveranno il tempo per dar loro le movenze.

Sono una fan di Tomb Raider, che ve lo dico a fare: come si fa a non fare il tifo per Lara Croft? L’avete vista? L’ho vista – e apprezzata – anch’io, quindi figuriamoci. Se volete leggere la mia recensione sull’ultimo reboot Tomb Raider 2013 la trovate sul mio blog www.veroniquetresjolie.com

Orfana di Lara, ho dovuto trovare un’altra serie che tirasse fuori la giocatrice seriale che è in me.

Zombie, killer, spara tutto? No way! Volete che mi venga un infarto?!

Macchine, moto, corse? Ahahahah, mi schianto alla prima curva.

Assassini volanti, mantelli, lame celate, segreti e sotterfugi? Mmmm interessante: sono pronta ad assassinare gente, cosa che va per altro d’accordo con la mia serialità.

Ecco quindi il mio primo appuntamento con Assassin’s Creed: non vedo l’ora di incontrare Ezio Auditore da Firenze, ho tanto sentito parlare di lui, vediamo che sa fare.

Accendo l’XBOX ed entro nel mondo degli Assassini, ma, fermi tutti: e questo chi è? Non è Ezio!

Dopo un’iniziale sensazione di tradimento e smarrimento comincio ad apprezzare tal Altaïr: che assassino!

Fermo nelle sue idee, profondo, un fiume in piena di morale, un assassino con gli attributi che non si perde in chiacchiere, va nelle città, sale sui cucuzzoli, si sincronizza, salta giù, va al covo, va ad assassinare, va al covo, cambia città. Ahhhh questo sì che è essere ligi al dovere!

Grazie al cielo che c’è Altaïr che è un figo, l’assassino modello, così come lo immaginavo io, perché se non fosse stato per le sue qualità e la sua storia il primo capitolo di Assassin’s Creed avrebbe mietuto tantissime vittime, assassinate dalla noia. Ma io no, io giocatrice seriale ho finito il primo capitolo. Quanti di voi possono dirlo?

Lo confesso: volevo tanto fare la conoscenza di Ezio Auditore da Firenze che trovare Altaïr mi ha molto spiazzata, ma quando è giunto il momento di cambiare assassino mi sono trovata destabilizzata. Ma voi dell’Ubisoft seriamente potete pensare che io passi da un signor assassino come Altaïr a un pirleta come il giovane Ezio Auditore da Firenze che assassino ancora non è e fa rissa con i Pazzi, va a copulare arrampicandosi dalla finestra (e si fa beccare) e raccoglie piume per il fratellino più inquietante del mondo? Che trauma, Ubisoft!

Io questo Ezio non lo volevo: ma non dicevano tutti meraviglie su di lui? Mah, io voglio Altaïr, voglio l’assassino serio, che sbaglia e si redime, che ha una missione e dei valori.

Ezio Auditore Requiescat in Pace e ridatemi Altaïr.

Ma che ci posso fare io se questi dell’Ubisoft sono un team multiculturale di confessioni religiose e credo differenti? Facciamoli esprimere nella loro varietà con questo ragazzino fiorentino e che il buon Leonardo ci aiuti.

Il mio primo incontro con Ezio, come avrete capito, è stato tragico: il suo nome lo precede, ma lui si rivela un buffone.

Un assassino buffone: ma dai, suvvia!

Se c’è una cosa che ho apprezzato di Ezio però è stata la sua evoluzione, sicuramente voluta da Ubisoft, affinché potessimo vedere come si è formato l’assassino, come è passato da essere un pirleta all’assassino più amato della storia (dopo Altaïr per me eh!).

Interessante anche l’evoluzione della sua barba. State attenti maschi: se vi ferite, vi cresce la barba e non va più via. Niente è reale, tutto è lecito: credo che si siano ispirati alla barba di Ezio per creare il motto degli Assassini.

Sicuramente una buona parte del successo di Ezio è dovuta alle meravigliose ambientazioni in cui si svolge la sua storia: vogliamo mettere Gerusalemme con Venezia? Non c’è storia!

Del resto va riconosciuto ad Ubisoft l’enorme valore di Assassin’s Creed nella ricostruzione delle città nelle epoche storiche in cui si svolge la storia: oltre all’assassino c’è di più e noi ce lo siamo gustato tutto!

Quanti di voi sono andati a cercare su Wikipedia l’anno in cui è stato costruito il non presente Ponte dei Sospiri di Venezia?

Il mio trauma per la perdita inaspettata di Altaïr è stato però placato dai flashback in cui ripercorriamo le vicende del mio prode assassino: la sua storia è bellissima! Non vogliatemene amanti di Ezio, io lo so che lui è il vostro preferito, ma io ho il debole per gli assassini tutti d’un pezzo (anche se senza dito), quelli veri, non quelli che facevano i buffoncelli in giro per la città e purtroppo il passato non si cancella, non basta ricostruire Monteriggioni, se pirla eri pirla rimani.

Ho però apprezzato Ezio nell’ultimo capitolo Assassin’s Creed:Revelations: Ubisoft, grazie. Grazie per aver fatto l’assassino più affascinante di tutti i tempi! Ma da dove l’avete tirato fuori un Ezio di mezza età così figo? Io ci ho provato a giocare Revelations, ma era impossibile non fermarsi, girare il personaggio e sbirciare sotto il cappuccio per guardarlo meglio! Vi ricordate quando vi fermavate in Tom Raider e Lara si spazientiva sbattendo il piede? Ecco, credo che lo facesse anche il mio Ezio di mezza età.

La mia attività seriale non si è fermata qui e ho fatto la mia conoscenza con l’assassino di Assassin’s Creed III: Connor.

Anche Connor – ovviamente – non sarà mai all’altezza di Altaïr. Non lo sarà mai nessuno: Ubisoft, ti sfido!

Ho però apprezzato molto la storyline di Connor: è un eroe buono, un ragazzo che è cresciuto in fretta e ha dovuto lottare per la sua gente, è un lupacchiotto col lucidalabbra e col cuore di panna ed è impossibile non affezionarsi e non fare il tifo per lui.

Del terzo capitolo ho poi assolutamente adorato la fase iniziale di smarrimento puro in cui ti trovi con questo nuovo assassino di mezza età piuttosto noioso – Haytham Kenway – catapultato nella sua storia senza sapere niente di lui e a un certo punto lo senti che dice al suo socio: “Benvenuto nei Templari.” Eh? Templari? Prendi il controller e scaglialo contro il muro subito! Ho prestato le mie dita per fare muovere un templare? Che ingannò meschino Ubisoft: quanto l’ho adorato!

Ed arriviamo ad Edward Kenway e ad Assassin’s Creed IV: Black Flag: se Ezio era un buffoncello, Edward è un delinquentello travestito da pirata. Se Ezio ci mostra la sua trasformazione da ragazzo ad assassino, questo aspetto in Edward lo vediamo solo alla fine del gioco.

Impossibile non restare affascinati dal suo ciuffo biondo e un po’ inteneriti dalla sua sete di ricchezza, ma non posso fare a meno di chiedermi: “Chi è Edward?” Il gioco mostra pochissimo la sua storia. Si intuisce che lascia la moglie per trovare un futuro migliore, ma sembrerebbe più per se stesso e la sua voglia di avventure che per tornare ricco da lei, eppure non si concede a nessuna donzella, neppure a Mary Read con cui indubbiamente c’è del tenero (ah, che James Kidd fosse un uomo lo credeva solo Edward e il team multiculturale) e la conclusione con la sorpresa della figlia è stata decisamente e inutilmente out of the blue, a differenza della sorpresa finale in cui mostra il figlio e si uniscono alcuni pezzi e ci si sente un po’ stupidi a non essersene accorti prima, ché suvvia hanno lo stesso cognome.

Ho provato simpatia per Edward e le sue ubriacature, ma il suo personaggio non ha avuto storia ed è stato impossibile provare empatia: un vero peccato!

Non ho invece ancora fatto la conoscenza di Aveline de Grandpré, la prima assassina donna presente in Assassin’s Creed:Liberation. Apprezzo moltissimo che il ruolo principale sia stato dato finalmente ad una donna, peccato però che sia stata relegata ad un titolo secondario quasi impossibile da trovare fisicamente in negozio. Capisco che Aveline non sia Lara Croft, però riconosciamole i suoi meriti da membro della confraternita degli Assassini e rendiamo più disponibile in suo gioco. A tal proposito è stata aperta una petizione per inserire un personaggio femminile in Assassin’s Creed Unity: su, team multiculturale!

Resto in trepidante attesa di conoscere Arno Dorian di Assassin’s Creed:Unity e di Shay Patrick Cormac con Assassin’s Creed: Rogue, ma di una cosa sono certa: dichiaro il mio amore totale per Altaïr, vero grandioso assassino della confraternita degli Assassini, maestro di lama celata e Mela dell’Eden, lui è un vero assassino, senza dito, che conosce la sofferenza di fare le stesse azioni ripetutamente e continuamente, robe che Ezio si sarebbe fermato su una torre a fischiare dietro a un bel donnino, non ho dubbi.

Altaïr è il mio assassino del cuore, ma strizzo l’occhio anche ad Ezio anzianotto da Firenze, che ve lo dico a fa’.

E voi da che parte state? Glielo mozzate il dito all’assassino o no?

Avete detto Desmond? Desmond chi?