Transistor: il viaggio di Red alla ricerca della sua voce

Il primo errore che si può fare parlando di Transistor è trattarlo come se fosse l’ennesimo gioco indie ad affacciarsi sul mercato. In realtà l’avventura di Red è frutto dei Supergiant Games, autori di Bastion, uno degli indie-games più amati degli scorsi anni. L’epoca di Bastion è stata, più o meno, la stessa di Braid, ovvero quel momento d’oro in cui Microsoft ha puntato tantissimo su questo genere di giochi che dall’Xbox 360 si sono poi spostati su PC e da lì, grazie a Steam, hanno dilagato, diventando il fenomeno (quasi) di massa che conosciamo. Ora, nel 2014, la situazione è molto diversa: la contrapposizione con i titoli tripla-A è stata accentuata dalla presenza nei nostri salotti della next-gen che crea un divario grafico e concettuale ancora più forte tra il mondo degli indie-games e quello dei vari Watch Dogs & co.

2014-06-06_00006

Un altro aspetto ad essere profondamente mutato è la console di riferimento: se infatti i sopracitati Bastion e Braid sono usciti prima su Xbox 360 e poi su PC, ora la situazione è molto diversa. Steam domina in questo ambito e quindi è normale che i giochi, sopratutto quelli come Transistor che sono disponibili solo in digital download, escano prima sullo store di Valve, ma in ambito console è Sony ad avere ora intorno  a sé una corte di sviluppatori indipendenti piuttosto influenti, come per l’appunto i Supergiant Games e il loro Transistor e il prossimo The Witness ad opera di Jonathan Blow, ovvero la mente geniale responsabile di Braid.

Dopo questa ampia, ma necessaria, premessa vediamo se questa nuova generazione di titoli indie ha dato i suoi frutti e senza girarci troppo attorno possiamo subito dire di sì. Transistor infatti ha molti elementi in comune col suo predecessore, ma lo supera e lo migliora sotto molti aspetti. La storia ad esempio, pur nella sua confusione, è avvincente e spinge il giocatore ad arrivare alla fine per svelare il mistero. Red è infatti una cantante molto apprezzata nella città di Cloudbank fino a quando un gruppo di membri altolocati della società che si fa chiamare gli Orchestrali non tentano di ucciderla. La ragazza riesce a sventare l’attacco, ma nella fuga perde anche la voce, ciò che di più prezioso c’è per una cantante. Ci guadagna però il Transistor, un’enorme spada senziente che sarà la sua guida e la sua voce: il rapporto che si crea tra il Transistor e Red, pur esprimendosi in maniera unidirezionale, non potrà che conquistare i cuori di tutti i giocatori lungo le (poche) ore che vi ci vorranno per arrivare alla fine.

2014-06-07_00007

Il compito di Red e della sua spada sarà quindi quello di recuperare la voce della cantante e sconfiggere gli Orchestrali che stanno conquistando la città con un esercito di programmi. I Processi però non possono essere gestiti dagli Orchestrali e stanno trasformando tutte le persone di Cloudbank in loro simili. Alcuni di questi possono essere assorbiti dal Transistor e diventare così un’abilità di Red che può attribuirne fino a quattro ai tasti del pad. Sta al giocatore scegliere le combinazioni adatte al proprio stile tra attacchi fisici, a distanza, infettivi, corrosivi e tanto altro. Ogni Processo acquisito può essere però attribuito, in alternativa, anche come supporto ad uno principale, creando così un parco di combinazioni molto ampio. Gli effetti combinati delle abilità rivelano un gameplay molto profondo e ben calibrato sul quale i giocatori più pazienti sapranno sbizzarrirsi per provare tutte le possibilità offerte dai Supergiant Games.

2014-06-06_00004

Ma come si concretizza tutto questo nei combattimenti? L’azione di Transistor è tanto frenetica quanto strategica. Red infatti può fermare il tempo e pianificare quali azioni utilizzare. Ognuna di queste consuma una parte della barra che una volta esaurita non permetterà l’inserimento di altre azioni. Una volta scatenato a velocità della luce l’attacco pianificato, Red rimarrà vulnerabile e nel caso rimanga senza energia un colpo inferto alla protagonista non porterà alla sua prematura morte, ma al sovraccarico di una abilità e quindi all’impossibilità di usare la stessa. Sarà dunque obbligatorio revisionare l’intero set di abilità e l’approccio alla battaglia. Le abilità si ricaricano, ma qualora i nemici riuscissero a sovraccaricare tutte e quattro le abilità in uso vedrete finalmente la stupenda schermata di game over. Red in realtà è spesso obbligata a pianificare con cura la propria strategia offensiva, poiché i nemici attaccano numerosi e coordinati tra loro e pertanto non sarà certo raro arrivare a perdere tutte le abilità, sopratutto durante gli scontri contro i boss, in numero esiguo ma dall’aspetto a dir poco epico.

2014-06-06_00008

Quel che però colpisce maggiormente di Transistor, ancora prima del suo gameplay ben calibrato, è l’aspetto grafico. Come in Bastion la visuale è isometrica dall’alto, ma lo stile è molto diverso e propone qualcosa di molto originale: è possibile infatti definire visivamente Transistor come un incrocio tra l’estetica liberty (gli artwork dei personaggi sembrano una rilettura moderna di Alfred Mucha) e quella tecnologica-fantascientifica. Il risultato è qualcosa di assolutamente inedito, capace di stupire ad ogni angolo di Cloudbank, una città che oltre a visitare lungo l’avventura avremo modo di scoprire anche attraverso i racconti e le news sparsi per le vie. Oltre al comparto grafico, c’è anche quello sonoro che stupisce per gli altissimi livelli raggiunti. Forse è normale che in un gioco dove la protagonista è una cantante ci sia una bella colonna sonora, ma è meglio non dare mai nulla per scontato. I brani di Transistor, tra tracce vocali e strumentali, spaziano tra il jazz e la drum’n’bass passando per il synth-pop e il post-rock con una classe ineguagliabile, mantenendo per altro sempre una sorta di marchio di fabbrica che dà coerenza al tutto. Un plauso speciale va poi alla voce di Ashley Barrett che nei brani cantati dà uno spessore unico alle composizioni di Darren Korb, già autore della colonna sonora di Bastion.

2014-06-07_00009

In conclusione

Transistor deve molto al suo predecessore Bastion, ma quando la formula originale è così vincente, diventa quasi un peccato cambiarla. Si sarebbe potuto pretendere di più in termini di lunghezza del gioco e di chiarezza della storia, ma il comparto narrativo affidato alla sola voce del Transistor dà comunque un tono cupo e romantico a tutta l’avventura di Red, una ragazza priva della sua voce, ma incapace di perdersi d’animo. Grazie ad un gameplay pressoché perfetto ed un comparto grafico e sonoro di primissimo livello, Transistor dimostra che non è necessaria una next-gen per creare titoli imperdibili: basta solo un pizzico di genio e tanta, tantissima, classe.