Joe Dever’s Lone Wolf – Act 2: Forest Hunt

Il mix tra libro game e azione del primo capitolo di Joe Dever’s Lone Wolf, intitolato Blood On the Snow, ci aveva decisamente convinto ai tempi della sua recensione, alla fine dello scorso anno. Un’ottima versione moderna di questo genere che andava tantissimo in edizione cartacea negli anni ’80 e di cui Lupo Solitario era l’esponente più popolare. Forest Hunt è il secondo episodio di questa “prima” serie, disponibile via in-app purchase dalla app originale (che è gratuita fino al 14 aprile su AppStore e a 0,89 € su Google Play Store per gli utenti Android).

La storia è, logicamente, una prosecuzione delle vicende di cui eravamo stati protagonisti nel primo capitolo, terminato con la terrificante fuga da Rockstarn, in un momento dell’avventura in cui ci trovavamo già in una situazione piuttosto difficile da affrontare. Il vostro alter-ego virtuale ripartirà con gli stessi poteri Kai e le stesse abilità con cui l’avevate lasciato qualche mese fa, quindi non preoccupatevi perché giustamente non dovrete ricominciare il suo sviluppo da zero. Potrete invece scegliere il livello di difficoltà, opzione non presente in origine, ma introdotta dai ragazzi di Forge Reply in seguito alle tantissime richieste ricevute dai giocatori, per cui la prima avventura era un po’ troppo difficile in alcuni frangenti.

Lone Wolf Act 2 Forest Hunt Screen 3

Il problema è che, per esempio, alcuni combattimenti risultano ancora troppo difficili al livello medio, cosa che potrebbe spingere i giocatori meno abili ad affrontare l’avventura alla difficoltà più bassa, in cui però il livello di sfida è quasi inesistente (mi tocca però ammettere, esponendomi al pubblico ludibrio, di averlo giocato così, da vero impedito). Questa volta, il rapporto tra narrazione e azione, è sbilanciato a favore della seconda: gli scontri sono molto più frequenti rispetto ai momenti narrativi, quindi il ritmo di gioco si mantiene sempre piuttosto elevato. Dal punto di vista della storia, sembrano esserci molte più ramificazioni e si ha l’impressione che le nostre scelte permettano di seguire percorsi completamente diversi, sensazione che in Blood On the Snow ogni tanto veniva a mancare.

C’è un nuovo nemico piuttosto imponente, chiamato Gourgaz, che sfoggia un gran bel character design e animazioni di gran classe, ma è l’unica aggiunta al parco creature. Dal punto di vista tecnico, nulla è cambiato, ma non ce n’era alcun bisogno, visto che le basi erano davvero eccellenti e graficamente il gioco non aveva nulla da invidiare a titoli più blasonati. Se avete apprezzato il primo atto, l’acquisto di Forest Hunt (e degli altri due episodi, in arrivo nei prossimi mesi, attraverso il season pass) è praticamente obbligatorio. Alcune cose sono state migliorate, altre vanno ancora sistemate, ma il risultato complessivo è sempre molto valido. Per me, è un sì.