Betrayer

Nei paesi in cui la game industry esiste davvero e funziona come si deve, casi come quello di Blackpowder Games sono la normalità. Si tratta di una software house che si è formata in seguito alla fuoriuscita dalla ex-Monolith Interactive di un gruppo di veterani dell’industria che hanno lavorato a giochi come No One Lives Forever e l’ultimo F.E.A.R., tanto per citare quelli che ci sono piaciuti di più. Visti i precedenti, pare quasi superfluo dirlo, si sono messi al lavoro proprio su un gioco in prima persona, dallo stile davvero particolare. Betrayer ci porta indietro nel tempo, al 1600, nei panni di un colono arrivato sulla terra ferma del Nuovo Mondo dopo il naufragio del veliero su cui stava viaggiando. Quando ne prendiamo il controllo, tutto quello che ci circonda è completamente in bianco e nero e dovremo armarci di pazienza, cominciando a esplorare e attendendo qualche minuto prima di incontrare qualche nemico.

Non ci sono né missioni né livelli da affrontare, il gioco è un vero e proprio open world (mosso da Unreal Engine 3), in cui l’esplorazione è probabilmente uno degli elementi più difficili. Certo, c’è una mappa, ma non c’è modo di avere riferimenti sui luoghi in cui dovrete tornare, magari perché vi sarà richiesto o per risolvere un’enigma. La mancanza di riferimenti si dimostra un punto debole perché provoca, in alcuni casi, lunghi giri a vuoto che spezzano il ritmo e rischiano di indisporre il giocatore. Per fortuna, l’atmosfera è davvero eccellente e tiene incollati al monitor, nonostante quanto detto nelle righe precedenti. I nemici sono primitivi e violenti e, ovviamente, anche le vostre armi non andranno tanto per il sottile: il vostro arsenale, infatti, sarà in linea col periodo storico e vi permetterà di brandire asce, tomahawk, fucili vecchio stampo e altre cose simili. Loro saranno brutali e voi dovrete esserlo altrettanto, se non vorrete perire in battaglia. La brutta notizia è che, indipendentemente dal vostro impegno, qualche volta vi capiterà e in queste occasioni dovrete ripartire dal forte, con l’obiettivo di recuperare il bottino che avete lasciato all’esterno, prima di essere uccisi nuovamente e perdere tutto.

Betrayer

Va chiarito che Betrayer non è uno sparatutto, ma un’avventura in prima persona, con forti tinte horror e qualche elemento RPG. Certo, si spara e si combatte, come già detto, ma la parte in cui bisogna usare l’intelligenza sovrasta quella in cui è l’azione a farla da padrona. Ed è proprio durante la risoluzione di certi enigmi che vi ritroverete improvvisamente in una dimensione parallela, dove fantasmi e scheletri hanno preso il posto dei conquistadores che miravano a tagliarvi la testa a ogni vostro movimento. Un diversivo davvero piacevole e terrorizzante, che riesce nell’obiettivo di aumentare il senso di desolazione che già si prova vagando nelle lande desolate in bianco e nero del gioco. Non aspettatevi, però, nonostante tutti questi elementi narrativi, di trovare una storia “classica”, siccome l’avventura è strutturata in modo da fornire semplici frammenti storici non sempre collegati fra loro. Da una parte, si ha l’impressione di avere un notevole senso di libertà, dall’altra però gli obiettivi del protagonista sono spesso abbastanza fumosi.

Dal punto di vista grafico, come già sottolineato, il gioco sfoggia uno stile davvero particolare: questo bianco e nero è quasi artistico e grazie all’Unreal Engine, alle risoluzioni più alte, è davvero spettacolare. Grafica e sound design contribuiscono a creare quell’atmosfera per cui Betrayer, nonostante alcune mancanze a livello di gameplay e il senso di sfasamento generale che provoca, è un’esperienza di gioco e visiva che merita assolutamente di essere provata. I ragazzi di Blackpowder Games sono riusciti a creare qualcosa di difficilmente definibile, con elementi provenienti da diversi generi, che vi terrà occupati per un bel po’ di tempo. Lo trovate su Steam a 19,99 €.