1954: Alcatraz

Se c’è un genere che sembra quasi tornato al suo antico splendore, è sicuramente quello delle avventure. Dopo gli anni ’90, che ci hanno dato i capolavori della categoria, ci sono voluti parecchi anni di crisi prima di vedere nuovamente prodotti di una certa qualità. Se all’epoca era il dualismo Lucasarts/Sierra a farla da padrone, di questi tempi lo scontro è fra gli americani di Telltale Games, che hanno impiegato molto a trovare la quadra, ma ci sono finalmente riusciti, e un po’ di publisher europei di medie dimensioni, tra cui i tedeschi di Daedalic Entertainment. 1954: Alcatraz fa parte della loro line-up, è stato però sviluppato in collaborazione con Irresponsible Games, società che ha proprio sede nel luogo dove si trova la celebre prigione: San Francisco. E anche l’ambientazione del gioco, infatti, è quella della zona, seppur indietro di una sessantina di anni, come suggerisce il titolo.

I due protagonisti si chiamano Joe e Christine Lyons, marito e moglie: l’uomo si è preso tutta la colpa per un crimine che non ha commesso, di cui è il capro espiatorio e per il quale sta soggiornando ad Alcatraz, mentre la donna ha scoperto l’esistenza di prove che lo scagionerebbero. Il gioco vi fornisce la possibilità di controllarli entrambi, cambiando personaggio quando più vi aggrada, facendo avanzare le due storie. L’obiettivo di Joe è quello di riuscire a fuggire di prigione, mentre Christine ha come unico intento quello di poter scagionare l’amato marito e riunirsi finalmente con lui. La cosa particolare è che le scelte che farete influiranno proprio sulla relazione tra i due personaggi e questo andrà a impattare sul tipo di finale che otterrete. Il titolo Daedalic sembra un mix tra le avventure Lucasarts di una volta e The Walking Dead: l’interfaccia è il classico punta e clicca che tanto apprezziamo, mentre il modo in cui si prendono certe decisioni è molto più simile a quello del celebrato prodotto Telltale. Potrete scegliere se affrontare le varie situazioni in modo più attivo e “violento”, con il rischio di uno spiacevole game over anticipato oppure girandoci attorno, scivolando un binario che vi porterà, inevitabilmente, al finale più positivo.

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Per quanto riguarda gli enigmi, da una parte abbiamo un elemento piuttosto originale, che è quello di poterli risolvere in più di un modo, mentre dall’altro si ha una difficoltà piuttosto bassa, che permette di procedere spediti verso la fine, ma che potrebbe deludere chi è alla ricerca di qualcosa che metta alla prova la propria materia grigia. Alcuni enigmi, poi, sono addirittura opzionali, quindi non sarete nemmeno costretti a risolverli se avete fretta di avanzare nel gioco. Si tratta di un altro elemento di novità per il genere, mutuato dai vari action/adventure in cui oltre alla storia principale ci sono una serie di sotto-obiettivi non obbligatori. Dal punto di vista artistico, il gioco mischia sfondi disegnati a mano e personaggi tridimensionali, stile abbastanza funzionale ed efficace. Se sui background non si può proprio dire nulla, c’è una piccola nota da fare invece sulle animazioni, un po’ scattose e che non sembrano proprio al passo coi tempi.

Ottimo il doppiaggio dei tanti personaggi presenti e di buona qualità anche il sound design, entrambi elementi che contribuiscono a creare un’atmosfera che riproduce positivamente quella dell’America degli anni ’50. Riassumendo, 1954: Alcatraz si dimostra un’avventura gradevole e che si lascia piacevolmente giocare fino alla fine, complici una storia accattivante, alcuni elementi di rottura e una difficoltà tutt’altro che elevata. Certo, tecnicamente non è il massimo e forse è addirittura troppo guidata, ma se apprezzate il genere, mi sento di consigliarvela, magari quando sarà in offerta su Steam. Non siamo ai livelli degli ultimi prodotti Telltale o di altri titoli di casa Daedalic come Deponia, ma il risultato finale è comunque discreto. A voi la scelta.