Don’t Starve: Console Edition

Gli indie cominciano a piovere su PS4 con Don’t Starve: Console Edition, un gioco che ha riscontrato un discreto successo su PC durante lo scorso anno, ritagliandosi un posticino nel cuore degli appassionati del genere survival e non solo. Scaricabile gratuitamente per gli iscritti a PlayStation Plus, Don’t Starve vi terrà incollati allo schermo per una sana dose di ore con un gameplay tanto semplice e intuitivo quanto insidioso: sulla falsa riga di Minecraft e co., infatti, il protagonista dovrà fare il pieno di provviste durante il giorno prima che giunga la notte, in cui presenze oscure e mostruose minacciano la nostra incolumità.

Don't Starve Wilson Axe

Il protagonista di Don’t Starve è Wilson (“WILSOOON!” cit.), un esile scienziato pazzo che si risveglierà in un mondo sconosciuto, abitato da tremende e pericolose creature. Il suo compito sarà quello di rimanere in vita il più a lungo possibile, ma non sarà un’impresa semplice e Wilson dovrà fare prima i conti con le dure leggi della sopravvivenza, improvvisandosi un novello Bear Grylls con un diavolo per capello. La creatura di Klei Entertainment è un sandbox caratterizzato da un vasto mondo di gioco generato casualmente, cosparso di elementi che si riveleranno fondamentali per la nostra sopravvivenza.

Il nostro piccolo eroe potrà infatti fare affidamento su innumerevoli risorse, alcune delle quali ci permetteranno di costruire armi e utensili vari, altre ci aiuteranno a non morire di fame, del resto cosa vi aspettavate da un gioco intitolato “Don’t Starve”? Ma il nostro stomaco non sarà l’unica cosa a cui dovremo prestare attenzione, bensì ci saranno altre due importanti variabili a tenere alta la tensione: la nostra sanità mentale e la salute.

Durante la nostra permanenza nell’imprevedibile mondo di Don’t Starve il povero Wilson rischierà di impazzire, materializzando le sue allucinazioni in letali creature determinate a ucciderci, carino vero? Potremmo anche decidere di affrontarle in combattimento, magari impugnando una lancia e indossando un’armatura, ma tenete sempre d’occhio il livello della vostra salute se ci tenete alla pelle; e dovreste tenerci, perchè una volta morti sarà game over definitivo, con la conseguente perdita dei progressi di gioco e degli oggetti costruiti. Stupiti? Quando nell’introduzione di questa recensione vi avevamo parlato di “survival” ci riferivamo alla sua accezione più cruda, quella in cui siamo costretti a ricominciare tutto da capo, svelando così il lato oscuro frustrante del gioco.

Don't Starve Winter

Morire in Don’t Starve rischia di essere così semplice che il gioco assume quasi i tratti di un “trial and error”, in cui ogni volta che ci lasceremo le penne avremo imparato qualcosa in più sui numerosi pericoli che si annidano nel suo mondo: spaventosi segugi che ci vengono a far visita ogni 5-7 giorni, ragni, uomini-maiale (?) e, ultima ma non meno importante, la notte. Come vi avevamo anticipato, la notte rappresenta quella delicata fase del gioco in cui la nostra vita sarà minacciata ora più che mai da oscuri abomini. Come fare dunque per superarla? Innanzitutto costruire una fonte di luce (una torcia, un falò, ecc.) ed evitare di brancolare nel buio, piuttosto meglio rimanere vicini al fuoco in attesa dell’alba.

Avete imparato a sopravvivere alla notte? Ottimo, allora ecco a voi una bella bufera di neve! Come se tutti i pericoli di cui vi abbiamo parlato finora non bastassero, in Don’t Starve dovremo affrontare anche l’inverno (“Winter is coming”, si vede che amiamo le citazioni?). Durante la nostra (dis)avventura, infatti, la temperatura si abbasserà drasticamente, costringendoci a fabbricare indumenti più caldi per sopravvivere al terribile freddo. Ma per superare l’inverno non basterà il solito maglione che ci è stato regalato a Natale e un cappello di lana, la morte è sempre dietro l’angolo e di solito ha i denti aguzzi e artigli affilati.

Molti giocatori troveranno punitiva l’esperienza offerta da Don’t Starve, altri la potrebbero trovare addirittura appagante, dal momento che questo survival rappresenta una vera e propria sfida per chi è alla ricerca di un gioco che richieda tattica e un minimo di perspicacia. Tuttavia, una volta segnato il game over non tutto il lavoro svolto sarà perduto, esiste infatti un sistema di livelli grazie al quale sbloccheremo nuovi protagonisti, ciascuno dotato di particolari bonus: più giornate supereremo, più punti esperienza accumuleremo. Potremo così vestire i panni di altri 8 personaggi, tra cui Willow, una piromane immune ai danni da fuoco, e Wolfgang, un baffuto omaccione con un’insolita paura del buio.

WILSON

La veste grafica di Don’t Starve è piuttosto semplice, ma molto più piacevole di quanto sembri e stilisticamente richiama alla mente le più note creazioni di Tim Burton, con un irriverente umorismo di contorno che ci strappa facilmente qualche sorriso nei rari momenti in cui assistiamo ai monologhi dei protagonisti. La versione PS4 di Don’t Starve include tutte le novità introdotte fino ad oggi nella controparte PC, oltre a un sistema di comandi rivisitato e adattato al Dualshock 4: in un primo momento troveremo il tutto alquanto scomodo e solo col tempo impareremo a familiarizzare con i controlli. È inoltre presente un set di 10 trofei, la maggior parte dei quali ottenibili sbloccando tutti i personaggi, ma manca per il momento il supporto alla lingua italiana.

Facendo il punto della situazione, Don’t Starve: Console Edition è un gioco da amare o da odiare, sta a voi decidere. Non è certamente il titolo ideale per chi esce facilmente fuori dai gangheri alla vista del game over, ma con un pizzico di dedizione e di passione rischierete di rendere Don’t Starve la vostra dipendenza quotidiana. Nonostante ciò, il gioco sfocia spesso e volentieri nella ripetitività, visto il funzionamento delle sue meccaniche gameplay, ma non vi deluderà facilmente grazie alla sua impressionante vastità di contenuti.

Ma, hey, del resto Don’t Starve è gratuito su PS4 per tutti gli abbonati al PlayStation Plus, quindi perchè non dargli una chance? E ricordate… “WILSOOOOOOOOOOOOOOOON!”