Killzone: Shadow Fall, il lato oscuro di Vekta

Quando si parla di next-gen, e in particolare di PS4, viene normale pensare a Killzone: Shadow Fall, un titolo che sin dalla presentazione della console Sony si è sempre contraddistinto per il suo comparto tecnico di prim’ordine. Ora che abbiamo potuto goderci la nostra fiammante PlayStation 4, ecco il nostro parere sull’ultima incarnazione di Killzone, la serie sparatutto partorita dalle geniali menti di Guerrilla Games.

Killzone: Shadow Fall non poteva che essere uno dei migliori giochi di lancio per PS4, un titolo che riesce a mettere in mostra tutto il potenziale della nuova piattaforma. Ma questo quarto capitolo della serie sci-fi più amata dai giocatori “sonari” non è solo grafica mozzafiato e visuali spacca-mascella, la produzione di Guerrilla mostra i muscoli anche dal lato gameplay, ricordando per quale motivo Killzone non è il “solito” FPS.

Killzone Black Hand

Il setting di Killzone: Shadow Fall è nientepopodimeno che il pianeta Vekta, patria di New Helghan, una colonia che ospita gli Helghast sopravvissuti alla Seconda Guerra Extrasolare che ha devastato il loro pianeta natale, Helghan. La colonia è separata dal resto del mondo da un gigantesco muro, che segna un’altra visibile differenza: se infatti i Vektan vivono in pace e serenità nelle loro città, gli Helghast devono fronteggiare una situazione a dir poco disperata in cui i coloni muoiono ogni giorno.

Sarà compito di Lucas Kellan, uno Shadow Marshal, mantenere la pace tra le due parti e difendere Vekta dalla minaccia Helghast, sempre più presente a causa della pericolosa cellula terroristica “Black Hand”. Tuttavia gli eventi prenderanno una piega inaspettata, costringendo Kellan ad operare all’interno di entrambi i “lati”, spesso andando contro gli ordini di Sinclair, suo mentore e superiore. Questo accadrà quando incontrerà la misteriosa Echo, un ricognitore Helghast, che intanto ha scoperto una minaccia ben più grande dello squilibrio che si annida a New Helghan.

La storia di Killzone: Shadow Fall è sicuramente una delle più intriganti dell’intera serie, ma non mancano momenti di noia totale con lunghe fasi esplorative in cui risparmieremo qualche proiettile. Fortunatamente verso le battute finali il ritmo del gioco diventa sempre più incalzante e non ci deluderà con un finale sorprendente che prelude a un futuro sequel.

Owl

La varietà delle ambientazioni ha permesso agli sviluppatori di sbizzarrirsi sul level design: ci spostiamo così dalla luminosa e immacolata Vekta City fino ad arrivare ai sobborghi più malfamati di New Helghan, un territorio molto più cupo e tetro. Non manca un capitolo ambientato interamente nello spazio, a bordo di un incrociatore Helghan, così come una sconfinata foresta nel cuore di Vekta in cui potremo muoverci liberamente. Ciò in cui Killzone: Shadow Fall si distingue dai precedenti capitoli è proprio la libertà concessa al giocatore durante le fasi esplorative, in cui potrà completare svariati obiettivi tra principali e secondari: viene demolita così la linearità tipica dei primi capitoli della serie, spesso troppo limitativa.

Killzone: Shadow Fall non pecca di varietà nemmeno sotto il punto di vista del gameplay, arricchendo una formula più che riuscita già nei precedenti capitoli ed eventualmente migliorata in Killzone 3: i movimenti del nostro personaggi sono infatti più “fluidi”, proprio come nel terzo capitolo, ma rimane il senso di fisicità che viene trasmesso quando si inizia a sparare. Ricordiamo inoltre che non c’è alcun tipo di mira assistita, una cosa di cui tenere conto vista la difficoltà di questo FPS.

L’introduzione del bot “OWL” ha permesso inoltre di insaporire ancora di più il gameplay, grazie alla possibilità di avere un supporto offensivo, un versatile rampino per raggiungere zone altrimenti inaccessibili, uno scudo olografico e un impulso elettromagnetico che disattiverà gli scudi energetici dei nemici. Le funzionalità dell’OWL possono essere attivate tramite il nuovo touchpad del Dualshock 4 effettuando le rispettive gesture. Sulla croce direzionale troviamo altre abilità molto utili, anzi, diremmo fondamentali sul campo di battaglia: l’adrenalina, che ci curerà e attiverà uno slow-motion che ci salverà le chiappe in più di qualche occasione; un radar che rileva la presenza di nemici nelle vicinanze; il fuoco secondario, per far saltare in aria i nemici appena localizzati.

Shadow Fall Multiplayer

La serie Killzone si è fatta notare sin dagli albori per la sua grafica, offrendo sempre un impatto visivo notevole e scenari spettacolari, basta ricordare Killzone 2, uscito nel febbraio 2009 e che con il suo comparto tecnico aveva definito nuovi standard nell’ormai precedente generazione. Proprio come il secondo capitolo, Killzone: Shadow Fall pone nuove basi per i futuri giochi, sfruttando al meglio il potente hardware di PS4: gestione delle luci in tempo reale, profondità del campo visivo, effetti particellari, tutto contribuisce a rendere il titolo una gioia per gli occhi, probabilmente uno dei titoli di lancio più belli da vedere nell’intera next-gen.

Analizzando nel dettaglio il comparto tecnico del gioco scopriamo che il framerate della campagna è ancorato a 30 fps, che danno una sensazione di estrema fluidità grazie a un ottimo effetto motion blur. La modalità multiplayer è invece settata sui 60 fps, che tuttavia non sono sempre stabili e che si mantengono in media sui 50 frame per secondo. Nonostante ciò entrambe le modalità non si concedono nè alti nè bassi in alcun frangente, la qualità grafica rimane al top e rischierete di farvi ammazzare da qualche Helghast mentre sarete fermi ad ammirare il panorama.

Abbiamo appena nominato la modalità multigiocatore, altro punto nevralgico di questa serie sparatutto. Se con il secondo capitolo Guerrilla aveva ottenuto un multiplayer solido e bilanciato, e con il terzo ha apportato qualche modifica non del tutto gradita dai vecchi fan, con Killzone: Shadow Fall sono state introdotte svariate opzioni di personalizzazione che permettono al giocatore di creare sessioni a proprio piacimento nella Zona di Guerra, in 10 mappe piuttosto equilibrate nelle dimensioni e un gameplay più bilanciato del suo prequel. Il sistema di classi concede di scegliere tra Ricognitore, Assaltatore e Supporto, ognuno con abilità speciali uniche che offrono un sensibile vantaggio tattico sul campo di battaglia. Ci siamo divertiti un bel po’ giocando nella Warzone, che difficilmente rischierà di annoiarvi grazie alla buona varietà delle mappe disponibili e all’ampia personalizzazione di ciascuna sessione.

Cosa pensiamo dunque di questo Killzone: Shadow Fall? Solo belle cose. Per noi si tratta di un eccellente gioco di lancio per PS4, capace di raggiungere vette qualitative sia nell’impareggiabile comparto tecnico sia sul lato gameplay, a nostro parere uno dei più solidi visti finora nel panorama degli sparatutto in soggettiva, e grazie alla sua nuova varietà può offrire una giocabilità più diversificata. C’è ancora qualche cattiva “ombra” (stavamo aspettando solo il momento di scriverlo) sulla trama del gioco, ma che nonostante qualche frangente con poco mordente riesce a mantenere vivo l’interesse del giocatore.

I ragazzi di Guerrilla hanno cercato di migliorare ulteriormente la modalità multigiocatore, evitando i buchi nell’acqua fatti precedentemente col bilanciamento di Killzone 3, offrendo stavolta al giocatore l’opportunità di “plasmare” le sessioni come meglio crede. Ricordiamo che è già disponibile un Season Pass dal prezzo di circa 20 € che include nell’offerta un’inedita modalità co-op, una cosa che non va facilmente ignorata se il multiplayer di Killzone: Shadow Fall è riuscito ad intrattenervi finora.

Cogliamo l’occasione per augurare a tutti i lettori di Fuorigio.co buone feste, che possiate passare un buon Natale e un felice anno nuovo in compagnia dei vostri amici, familiari e console!