Il Professor Layton e l’eredità degli Aslant

Partiamo con il dire che non mettevo più mano su un capitolo del Professore dai tempi dello scrigno di Pandora, stiamo parlando di circa 4 anni fa, su quel Nintendo DS del quale per fortuna si possono ancora giocare i titoli sul fratello più giovane (3DS, nda) e un po’ mi mancava. Sarà stato forse questo a farmi apprezzare il ritorno sotto le feste natalizie di un titolo ricco di enigmi e una bella storia forse un po’ prevedibile ma che sa catturarti e tenerti davanti al monitor, armata di pennino. Layton è tornato!

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Pensavate che le mummie si trovassero tutte in sarcofagi a dormire sonni eterni? Evidentemente sbagliavate, comincia tutto così, da una lettera di Desmond Sycamore che invita Layton a scoprire il mistero che si nasconde dietro il ritrovamento di una mummia vivente. Mettendo da parte la concezione nota di ciò che è possibile e ciò che non lo è, il Professore accetterà l’invito e partirete così, apprendista al vostro fianco e pallone aerostatico del dirigibile sopra la testa, per la nuova avventura che vi terrà occupati per diverse ore di gioco, fatta di enigmi spesso ingannevoli (e vi posso assicurare che lo 002 potrebbe farvi tentennare, tanta è la sua semplicità) e salvataggi di donzelle rapite date invece per salve (e questo è assai seccante dopo essersi impegnate così tanto per il recupero!).

La storia vi permetterà di scoprire tutto ciò che c’è dietro l’antica civiltà degli Aslant e della sua unica sopravvissuta che avete appena perso (non certo per vostro volere) Aurora, quella che in realtà vi era stata spacciata come mummia vivente. Dapprima la città ed in seguito le rovine in cui vi troverete a camminare ed esplorare vi metteranno davanti a piccoli giochi che ingannano molto l’apparenza, ma che nascondono in realtà ragionamenti, calcoli, talvolta ricordi di glorie del passato come i puzzle quando vi toccherà far rinascere il verde cittadino improvvisandovi giardinieri contro i funghi velenosi!

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Un minimo comun denominatore di ogni enigma è quel sentirsi spesso presi in giro da un livello di difficoltà riportato dal gioco che sembra basarsi più su chi lo ha sviluppato e testato che sulle capacità del giocatore che ha scelto di acquistare il nuovo Il Professor Layton e l’eredità degli Aslant. Si perché nessuno sarà mai in grado –oggettivamente– di prevedere quanta difficoltà possa realmente avere un enigma per ciascuno di noi. Livelli 40 risolti leggendo attentamente la descrizione del quesito in pochi secondi, contro livelli 20, sulla carta molto più semplici, che ti fanno perdere però tempo (parecchio) oltre che le staffe e gli aiuti a disposizione. A tal proposito, non temete, ci saranno parecchie “monete aiuto” sparse per gli scenari, vi basterà perdere qualche minuto di più ed esplorare a fondo (lente di ingrandimento alla mano) ogni dettaglio.

Gradita anche l’ulteriore difficoltà, non certo insormontabile, del doversi rendere un po’ multi-tasking durante la visione dei filmati del gioco. Mentre i protagonisti chiacchierano tra di loro fornendovi nuove informazioni e indicazioni sulla storia o sul dove recarvi per mandare avanti l’avventura principale, dovrete fare attenzione al monitor inferiore e difendervi dagli attacchi dei cattivi che tenteranno di distrarvi (ci farete caso già nelle prime ore di gioco).

In conclusione, Il Professor Layton e l’eredità degli Aslant, è un titolo valido, parecchio intrigante che sa come tenerti attaccata allo schermo e far lavorare quel neurone che si sente così solo durante il periodo delle feste :-)

Può tranquillamente entrare a far parte di quella schiera di regali elettronici pensata per i più piccoli ma particolarmente adatta anche a chi piccola non è più. Di ore da giocare ne restano ancora diverse e la mia avventura non finisce certo qui, con la speranza che la qualità del titolo anche in un prossimo capitolo possa mantenersi così alta.