PlayStation 4: fatta dai giocatori per i giocatori

Dopo aver passato mesi, settimane, giorni, ore (ok, stop.) a contare il tempo che ci separava dalla sua uscita, finalmente posso accarezzare la mia PlayStation 4. Avevo avuto la fortuna di provarla in anteprima alla GamesWeek di Milano un mese prima del suo debutto nei negozi: fu amore a prima vista. L’avvento della next-gen è probabilmente l’evento più significativo nell’intero panorama videoludico e questa volta Sony si è dimostrata più agguerrita che mai, determinata a portarci la console definitiva, una console pensata dai videogiocatori per i videogiocatori.

PlayStation 4

È inutile negarlo: PS3 non è stata una console perfetta. Un prezzo eccessivamente alto (venduta in perdita, tra l’altro), alcuni difetti hardware/software e pessime mosse commerciali hanno fatto sì che per un lungo periodo PlayStation 3 vivesse all’ombra di Xbox 360. Nonostante ciò, il monolite nero è riuscito a tenere testa alla concorrenza, vendendo fino ad oggi oltre 80 milioni di unità in tutto il mondo. Dopo gli errori commessi con PS3, Sony ha deciso di cambiare rotta affidandosi completamente al feedback dei giocatori e mettendo in piedi un team di progettazione composto prevalentemente da sviluppatori di videogames, capitanato dall’ambizioso Mark Cerny.

Tutto questo basterà a Sony per sfornare la migliore console next-gen?

Parola d’ordine: prestazioni

Basta con i soliti dubbi, parliamoci chiaramente: PS4 è statisticamente la home-console più performante disponibile sul mercato. Il dislivello tecnico tra PlayStation 4 e Xbox One si fa sentire nel momento esatto in cui un titolo multipiattaforma può vantare di una maggiore risoluzione sulla prima, è l’eclatante caso di Call of Duty: Ghosts, che sbarca sull’ammiraglia Sony a 1080p nativi, mentre su One si deve “arrangiare” con una risoluzione a 720p. Una differenza sensibilmente notevole che si manifesta anche nella gestione di alcuni effetti grafici, shaders in primis, e che assegna il primo punto a favore di PS4.

Senza soffermarci troppo sulla questione “Resolutiongate” facciamo un primo test su una delle esclusive di punta di PS4, Killzone: Shadow Fall. Tranquilli, non ve ne parleremo a lungo perchè a breve vi regaleremo la recensione completa, vi basti sapere per il momento che è un titolo tecnicamente eccellente. Grazie alla potenza dell’hardware della PS4, Guerrilla è riuscita a dar vita alla sua più bella creatura, capace di stupire i giocatori con una magnifica resa grafica e il classico gameplay che ha contraddistinto la serie di Killzone nel panorama degli sparatutto. Per non parlare della fluidità: grazie a un framerate ancorato ai 60fps e con la risoluzione nativa a 1080p, Shadow Fall è davvero una gioia per gli occhi, ma questi saranno (si spera) gli standard tecnici della maggioranza dei videogiochi next-gen.

Shadow Fall

Eppure c’è qualche titolo che è addirittura riuscito a fare di meglio, sto parlando di Battlefield 4. Dopo la prima prova sono rimasto quasi senza parole di fronte al livello di dettaglio che i ragazzi di DICE sono riusciti a ricreare nella quarta incarnazione del suo FPS, un realismo a dir poco impressionante che ci sembra quasi impossibile immaginare qualcosa di migliore graficamente. Ma la next-gen non è solo grafica ultra-pompata ed effetti luminosi spaccamascella, se pensate che un gioco come Battlefield 4 vi permette di giocare in partite multiplayer fino a 64 giocatori online. Bello vero? Ed è solo l’inizio.

Non pensate male, quello degli shooter non è l’unico genere che riesce bene sulle console next-gen, ci sono altri titoli che hanno dimostrato di saper sfruttare a pieno le potenzialità di PS4, come ad esempio il nuovo NBA 2K14, in cui le star dell’NBA sembrano praticamente identiche alle loro controparti in carne e ossa, o come Assassin’s Creed IV: Black Flag, che aggiunge alla sua versione next-gen tante migliorie in ambito tecnico. Insomma, ciò che questi titoli di lancio rappresentano è solo un antipasto della vera potenza della nuova console Sony e, visti i risultati, non possiamo essere più fiduciosi di così.

Cosa dire del Dualshock 4? Probabilmente una delle più grandi migliorie di questa nuova console risulta essere proprio il controller, migliorato sotto ogni singolo aspetto. Il DS4 sembra modellarsi tra le nostre mani offrendo un’impugnatura molto più comoda e salda del predecessore; i tasti dorsali sono stati ridisegnati, in particolare i grilletti L2 e R2, dotati adesso di una superficie concava. Le levette analogiche sono state migliorate, offrendo anch’esse una superficie concava per una presa migliore e una maggiore precisione. Tra le novità più vistose troviamo il touchpad, che porta nuove features e amplia la lista dei comandi in-game, e la light-bar LED, utile per l’identificazione del proprio alter-ego nelle partite multiplayer. Sono rimasto estremamente soddisfatto dal nuovo Dualshock 4, ma come non esserlo del resto: finalmente un controller comodo e performante, adatto a sessioni di gioco prolungate e capace di offrire comandi precisi e istantanei.

Share: la next-gen è più social!

Penso che abbiate dedotto ormai che l’hardware di PS4 ci ha pienamente convinto, ma come convive con il software? Per quanto riguarda l’interfaccia utente, Sony ha abbandonato una volta per tutte la XrossMediaBar a favore di una UI ancora più intuitiva e immediata: bastano poche pressioni sul Dualshock 4 per passare in pochi secondi dalla gestione del nostro profilo PSN alla visualizzazione di un film. In primo piano troviamo la schermata Novità che mette in bella mostra le attività dei nostri Amici, dai Trofei sbloccati ai giochi appena scaricati dallo Store, proprio come la tipica home page di un social network.

Share

Beh, del resto Sony ha ribadito più volte l’importanza della connettività su PS4 e ce lo ricorda piazzando sul nuovo controller un tasto chiamato “Share”; insieme a “Options” rimpiazza gli ormai defunti “Select” e “Start”, aggiungendo nuove e interessanti features. Si parte dalla possibilità di catturare istantanee delle proprie schermate di gioco, da condividere eventualmente sui propri profili Facebook e Twitter, il tutto in pochi e semplici passaggi. Gli screenshots non vi bastano? Ecco a voi la registrazone degli ultimi 15 minuti delle vostre partite a Killzone, FIFA o qualsiasi gioco vogliate: potete salvarle sull’HDD della console o condividerle instaneamente. Ma se vi dicessimo che potreste addirittura trasmettere in streaming le vostre sessioni di gioco? Anche questo è possibile, grazie all’incorporamento dei servizi Twitch e Ustream. Non vi neghiamo che tutta questa connettività ci piace un bel po’, soprattutto quando si tratta di mostrare agli amici un poetico scenario tratto da Flower, o semplicemente per tirarvela condividendo il video di una vostra spettacolare kill eseguita su COD: Ghosts.

E adesso a cosa giochiamo?

Se Xbox One può contare su una line-up di lancio decisamente intrigante con alcune esclusive di alto rilievo, PS4 deve accontentarsi di un parco giochi piuttosto scarno, con due soli titoli esclusivi di punta quali Killzone: Shadow Fall e Knack. Il primo, come vi avevamo anticipato, è un vero e proprio tripudio grafico in cui Guerrilla ha iniettato un gameplay solido ed efficace, arricchito da nuove e interessanti meccaniche di gioco. Il secondo è un action platform con tutti i crismi del caso, che a differenza di Killzone non brilla dal punto di vista grafico e sotto la lente d’ingrandimento rivela un gameplay troppo semplificato e un’eccessiva ripetitività.

Non si tratta propriamente di una bella situazione per quanto concerne le esclusive retail, ma il digital delivery ci viene incontro e basta una piccola perla come Resogun per riaccendere la speranza. Scaricabile gratuitamente con PlayStation Plus (necessario per sfruttare a pieno le funzionalità online di PS4), parliamo di uno sparatutto arcade twin-stick in cui dovremo guidare una piccola astronave e superare le pericolose ondate di nemici che si riverseranno su di noi. Un titolo che non stanca mai e che rischia persino di provocare assuefazione, ma è anche bellissimo da vedere grazie all’elevata qualità degli effetti particellari. Sullo Store del PSN troveremo altri interessanti titoli da giocare sulla nostra fiammante PS4, tra cui una splendida riedizione di Flower che si conferma anche questa volta come l’esperienza audiovisiva definitiva.

Resogun

A conti fatti, tuttavia, finora le esclusive disponibili sono davvero poche e la console di Sony dovrà sostenersi ancora per un bel po’ sulle recenti produzioni multipiattaforma. Ricordiamo che, con PS4, Sony ha deciso di convertire alla sua causa numerosi sviluppatori indie, facendo passare la sua nuova console come l’ambiente ideale per chiunque sviluppi in via indipendente e che in questo modo potrà pubblicare le proprie creazioni senza troppi problemi. Sony si è assicurata così l’esclusività su alcune produzioni indie davvero interessanti, prima fra tutte The Witness, il nuovo gioco ideato dal visionario creatore di Braid, Jonathan Blow.

Se dunque la PlayStation 4 viene definita la console ideata esclusivamente per chi vuole giocare, paradossalmente per il momento c’è davvero poco con cui giocare, ma l’immediato futuro si prospetta più ricco che mai grazie a centinaia di titoli attualmente in fase di sviluppo. Non dimentichiamoci di un inFAMOUS: Second Son in dirittura d’arrivo che si è dimostrato sin dall’inizio come una delle esclusive più accattivanti su PS4, per non parlare del nuovo Uncharted, recentemente annunciato a sorpresa da Naughty Dog, un team sempre più focalizzato sulla next-gen.

Greatness Has Arrived

Viene difficile contenere l’entusiasmo con l’uscita di due nuove console di nuova generazione e la difficoltà aumenta se si pensa a ciò che ci attende nei prossimi anni con le produzioni in cantiere presso le più importanti software house. Se con Xbox One Microsoft è riuscita a fare un ulteriore passo in avanti nell’unione tra videogiochi e multimedialità, con PS4 Sony ha dato priorità al primo punto, spingendo l’acceleratore sulla potenza della console con lo scopo di offrire la migliore esperienza videoludica.

Un’interfaccia semplice e immediata, un controller che gioca tutto sull’ergonomia e che è dotato di tutte le funzionalità possibili, anche questo dovrebbe contribuire a rendere l’idea di “console pensata per i videogiocatori”. Ciò in cui sembra peccare la PS4 per ora sembra essere la line-up, ancora troppo povera per poter fronteggiare la concorrenza, ma che si appresta ad arricchirsi con i videogiochi più attesi dell’anno. Per il momento posso dichiararmi davvero sorpreso da PlayStation 4, dalla potenza del suo hardware, dalle novità che è riuscita a introdurre e dalla dedizione di Sony nel voler abbracciare un pubblico di giocatori sempre più ampio. Sarà una competizione avvincente quella tra Microsoft e Sony, ma per ora noi pensiamo a divertirci.

La next-gen è alle porte, Greatness has arrived.