Il punto: Dragon’s Crown

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Mi è stato chiesto “perché fare un articolo su un gioco che esce tra 2 mesi e non ha nemmeno una data europea?”; buona domanda: innanzitutto ho bisogno di un posto dove catalogare tutte le informazioni che ho racimolato nel tempo su questo gioco e un articolo mi sembra la scelta più ovvia. Inoltre non è un mistero che, nonostante l’inesorabile scorrere del tempo esiga il suo spietato tributo, io sia parecchio in hype per Dragon’s Crown. Infine perché sono probabilmente grafomane. Ma andiamo a parlare del gioco in questione:
Sito ufficiale

Trailer E3 2013:

Sono oramai 2 anni che seguo le vicende di Dragon’s Crown, da quando venne mostrato per la prima volta all’ E3 2011. Sviluppato dalla Vanillaware, che ricorderete certamente per gioielli come Odin’s sphere e Muramasa, Dragon’s Crown è un “2d action rpg side-scrolling beat ’em up”, un nome decisamente complicato che vuol dire un picchiaduro a scorrimento con dentro un po’ di rpg. le dinamiche di gioco e l’ambientazione fantasy tradizionale lasciano ben pochi dubbi riguardo all’ispirazione: il gioco attinge a piene mani da capolavori del passato come Golden Axe e The King of Dragons, più specificatamente costituisce una sorta di erede spirituale al grande D&D: Shadow over Mystara, che ai tempi mi fece spendere mucchi e mucchi di gettoni in sala giochi (tra l’altro, sia Shadow over Mystara che il suo predecessore, Tower of Doom, saranno rilasciati per le console odierne nell’edizione Chronicles of Mystara non ho capito bene quando, ma durante l’estate)

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Andiamo a vedere un po’ le caratteristiche: 6 classi giocabili, nello specifico:

Warrior: Classe per tutti, classico guerriero in armatura pesante con spada e scudo, con attacchi veloci

Sorceress: Classe per esperti, un caster jack of all trades e pietra dello scandalo di questo gioco, capace di offrire supporto agli alleati oltre che a picchiare

Wizard: Classe per esperti, iconico mago da artiglieria, focalizzato sulle abilità offensive ma dalla scarsa sopravvivenza

Dwarf: Classe per giocatori medi, guerriero possente focalizzato sulla sopravvivenza, ha un’arma per mano ed è talmente forte da poter sollevare e scagliare in giro i nemici

Elf: Classe per esperti, agile guerriero dalla scarsa sopravvivenza ma dotato di attacchi fulminei e una indubbia quanto scontata maestria con l’arco

Amazon: Classe per intermedi, possente guerriero con arma a 2 mani, un po’ meno stoico degli altri combattenti, ma più veloce e più letale

Ovviamente non finisce qui: nel gioco si guadagna esperienza e si sale di livello, si guadagnano punti skill che sarà possibile spendere per acquistare o migliorare abilità legate alla classe o appartenenti al gruppo “common” che tutti potranno apprendere, consentendo uno sviluppo del personaggio personale e basato sul nostro stile di gioco.
Oltre che con il sistematico randellamento dei più disparati mostri, l’esperienza sarà ottenibile anche attraverso le numerose quest che ci verranno assegnate: la gilda degli avventurieri si occuperà delle pratiche e delle scartoffie delle quest lasciando ai giocatori l’azione. Oltre all’esperienza e a dei punti skill aggiuntivi, completare le quest sbloccherà anche una serie di artwork (50 in totale, credo).

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Passando all’azione vera e propria, da quello che ho letto in giro (una demo è disponibile all’E3 propri in questi giorni, mentre io mi mangio il fegato) ogni personaggio è dotato di una buona serie di attacchi “base”, sfruttabili combinando i tasti di attacco e i direzionali. Con la levetta analogica sinistra si accede al menù dove sono selezionabili le skill “potenti” per poi utilizzarle con un apposito tasto. È da notare che ogni classe dovrà gestirsi una particolare meccanica: da quello che so il mago avrà un tasto apposito per recuperare l’enorme quantità di mana spesa per lanciare i suoi devastanti incantesimi, l’elfa dovrà raccogliere le frecce dai nemici sconfitti, l’amazzone si ritroverà senza arma per qualche secondo dopo una combo particolarmente potente, eccetera.
Accanto al giocatore ci saranno sempre due npc: la fatina Tiki, incaricata di guidarci durante i livelli e che ci farà notare cose che potrebbero esserci sfuggite, e che immagino abbia scritto “rompipalle” sotto professione sulla carta di identità e il ladro Rannie, scassinatore provetto che ci darà una mano a raccattare tutti i tesori che troveremo durante i nostri viaggi.
L’equipaggiamento, che troveremo nei forzieri aperti dal nostro buon Rannie, non sarà identificato al momento: conosceremo immediatamente il suo “rank”, che va da E a S, ma potremo gestire il loot solo alla fine del livello: spendere oro per identificare il tesoro e eventualmente utilizzarlo oppure venderlo immediatamente senza nemmeno stare a identificarlo. Ovviamente alcuni equipaggiamenti hanno dei requisiti di classe o di livello, e le armi hanno un valore di durabilità ma niente paura, il negozio di oggetti magici di Morgan, in città, è famoso per riuscire a riparare anche il più scassato degli equipaggiamenti.

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Ovviamente, il gioco è orientato al giocare in più di uno: sarà possibile giocare online oppure in locale, fino a 4 giocatori contemporaneamente; più personaggi di una stessa classe nella stessa partita non saranno un problema, grazie alle molte combinazioni di colori che potremo scegliere alla creazione. Va inoltre menzionata una curiosa dinamica: di quando in quando troveremo in giro per i livelli delle ossa, appartenute a precedenti avventurieri che ci hanno lasciato le penne (credo succeda questo anche agli alleati che muoiano nelle partite multigiocatore); potremo raccogliere queste ossa e, una volta terminato il livello, portarle al tempio di Canaan, dove il buon monaco provvederà a resuscitare i poveri resti e a creare a tutti gli effetti un npc che ci accompagnerà nelle nostre avventure (o a resuscitare semplicemente il pg, nel caso del multigiocatore). Questa meccanica, che ricorda un po’ Dark Souls, ci consentirà di non sentirci mai soli e di avere degli alleati anche giocando da lupi solitari.

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Un discorso a parte va fatto per lo stile grafico del gioco: la Vanillaware e specificatamente George Kamitani sono famosi per il loro originale stile 2d che sembra proprio disegnato a mano, e non possiamo oggettivamente non dire che Dragon’s Crown sia stupendo, curato fin nei minimi dettagli e realizzato in maniera ineccepibile, voglio dire, le immagini parlano da sole. Tuttavia avrete anche notato le evidenti esagerazioni dello stile: tutto, dai personaggi ai mostri, dagli sfondi al resto, sembra caricaturato e esagerato in maniera quasi grottesca. Sentite, è inutile girarci attorno, le bocce della Sorceress sono qualcosa di incredibile. Ovviamente la cosa ha suscitato un certo scalpore su alcune testate, per esempio Kotaku. Forse per cercare lo scoop ad ogni costo, forse per sfruttare il trend del momento, forse per una giusta indignazione, non ne ho idea, sono fioccate le accuse di omofobia e di poco rispetto verso le donne, degenerate poi in un esilarante quanto tragicomico scambio di battute tra Kamitani stesso e il giornalista, con tanto di disegni di nani nerboruti e seminudi che si abbracciano, una cosa veramente da crepare delle risate.

Tornando seri per un attimo, non prendo posizione riguardo a questa faccenda: a me lo stile di Dragon’s Crown non disturba, certo anche io ho detto “Ellamadonna, che tette!”, ma niente di più. O la consideriamo arte, e allora ognuno fa l’arte che vuole, oppure non la consideriamo arte e allora ci si mette a discutere di stili, di influenze, di linea di confine, etc etc etc. Tuttavia io sono un maschio e riparo i computer, questo vuol dire che la mia opinione su cosa è o non è arte e se l’arte è appropriata o no non è importante. Forse sono un misogino e un pervertito, boh. Comunque ci sono altre cose da notare, se si ha il tempo e la voglia di guardare, oltre ai corpi femminili: i corpi maschili, per esempio (il nano è abbastanza ridicolo), o i più disparati riferimenti all’arte antica e nuova, non mi dilungo e vi rimando a questo articolo di Art-eater che li spiega e li mostra tutti quanti, roba da mettersi le mani nei capelli.

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Il gioco esce il 25 Luglio in Giappone e il 6 di Agosto in America. Ovviamente, essendo un gioco pubblicato dalla Atlus, non si sa ancora nulla di una data di uscita Europea. Tuttavia, essendo la PS3 region free (il gioco esce anche su PsVita) non mi sono fatto troppi problemi e lo ho ordinato dal Canada (c’è anche un artbook gratis se lo prenotate). Certo mi rendo conto che l’unico gioco region locked sulla ps3 è stato Persona 4 Arena, guardacaso un gioco Atlus, tuttavia è stato SVILUPPATO dalla Atlus e non semplicemente pubblicato, come sta accadendo per Dragon’s Crown.
In definitiva, è un gioco da avere assolutamente solo per le premesse che ci sono date di sapere finora, per lo stile grafico assolutamente straordinario e per… oh, al diavolo, per le bocce della Sorceress.

Per ultimo vorrei esprimere tutto il mio cordoglio agli amici che hanno una xbox360 e che non potranno giocarci (ha ha ha), e un sentito ringraziamento al mio buon amico Andrea “Genony G” Genoni, che in questi 2 lunghi anni mi ha tenuto compagnia nell’ultrahype per questo gioco; dai Andre, oramai mancano solo 2 mesi.