Aliens: Colonial Marines (PC)

–          Che numero di gioco è questo per lei, sviluppatore?
–          Il 38… con i simulati.
–          Y cuantas de Metacritic 90?
–          Ehm, 2… Questo non compreso.

È arrivato finalmente. Dopo 6 anni dall’annuncio ecco qui Aliens: Colonial Marines, il sogno divenuto realtà di tutti i video giocatori appassionati della saga di Alien. Vuole essere il seguito del secondo film e raccontare le gesta di una squadra di Marines Coloniali che torna sul pianeta LV426 per capire che fine abbiano fatto i colleghi inviati anni prima in compagnia di una certa Ellen Ripley. Vengono riproposti ambientazioni (Sulaco, colonia, astronave aliena…), tecnologie (smart gun, power loader, rilevatore di movimento…), personaggi (Bishop, la regina, Hicks…), colonna sonora di Aliens. Non so se mi spiego: i militari più tosti della storia del cinema, la creatura più micidiale e potente della galassia che “esce dalle fottute pareti”, la colonia di Hadley’s Hope sul pianeta maledetto, le armi che fanno “Frrrrr-Frrrrr”, la colonna sonora con i tamburi metallici, “This time it’s war”.

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Gli diamo nove? Qualcuno potrebbe anche essere tentato: magari ha tra le mani la collector’s edition con l’action figure del marine nel mitico power loader giallo, ha visto il film una dozzina di volte e riconosce tutti i particolari ed i richiami di cui il gioco è infarcito – ci sono anche i riferimenti a Prometheus. Ma se si aspetta un attimo, si finisce il gioco, si gioca un po’ di multiplayer e si tiene conto della concorrenza: niente nove, ma sei, tirato. Di sicuro non quattro: non bisogna esagerare nell’altro senso e affossare un giochino onesto sotto le enormi aspettative: lasciamo perdere quello che non è ma che avrebbe potuto essere.

Il problema maggiore dei delusi sembra essere la demo di Aliens: Colonial Marines presentata all’E3 nel Giugno 2012: grafica pazzesca, illuminazione dinamica, nebbia volumetrica… atmosfere identiche alla pellicola cinematografica, filtro blu compreso. Peccato che il gioco del 12 Febbraio 2013 non c’entri nulla: che le demo siano fatte ad-hoc per la stampa, è cosa nota (pensate al trailer di Dead Island: magnifico ma che fa storia a parte rispetto al gioco), ma vedere dei livelli con una qualità grafica decisamente inferiore rispetto a quelli mostrati sei mesi prima… sembra proprio una presa per i fondelli (i più permalosi tornino quando la versione PC avrà subito il trattamento “mod amatoriale” – già qualcosa si è mosso sulle guide di Steam – e stiano lontani dalle versioni console please). Fabio ha raccontato su Wired.it i retroscena di questo mezzo disastro: un processo di sviluppo sciagurato, troppi sviluppatori coinvolti, troppo poco tempo per fare le cose per bene. Parafrasando Ripley, questa volta ne sono usciti “per il rotto della cuffia”.

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Ambientazione ed aspetto tecnico deludente a parte, il gioco fa il suo compitino. È uno sparatutto in prima persona con le solite meccaniche di gioco, estremamente lineare e poco vario. Tuttavia, a tratti si avverte una certa cura che gli sviluppatori hanno messo nel ricreare l’atmosfera e numerosi dettagli… ma come se fosse un’opzione grafica vera e propria, tali dettagli sono attivabili/visibili solo da chi ha visto il film, i dietro le quinte e magari ha anche letto un paio di libri. Si è fatto uno sforzo anche per introdurre alieni “nuovi” e quindi dare un po’ di varietà alle meccaniche di gioco: c’è quello che sputacchia acido e quello cieco ma che ci sente benissimo e tende ad esploderti addosso – caratterizzazioni già viste entrambe ma sicuramente meglio riuscite del ridicolo ibrido umano/alieno del film Alien – La Clonazione. La storia parte bene, ma a metà strada è il caos totale… e va a farsi benedire anche la cazzutaggine dei protagonisti, perchè si mettono a litigare tra loro come fossero cheerleader. Di buono ci sono soprattutto le modalità online e la modalità storia in cooperativa (fino a 4 giocatori, drop-in drop-out cioè gli amici entrano ed escono a piacere, e c’è anche lo splitscreen a 2), presa di peso da Borderlands: l’online risulta essere la vera salvezza del gioco. Ci sono anche numerosi easter-egg che inevitabilmente fanno pensare al perchè gli sviluppatori abbiano perso tempo ad implementare certe simpatiche minuzie piuttosto che darci una grafica pazzesca e risolvere diversi bug (la versione Xbox360 è proprio da evitare, anche se è uscita una patch).

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Per capire meglio il gioco, c’è da tenere presente un altro elemento: non esistono videogiochi basati sulla saga di Alien che siano strepitosi (e sono una trentina, “ Aliens vs Predator” inclusi): picchiaduro, platform, avventure grafiche, sparatutto su rotaia… ambientazione a parte, niente da fare, tutti mediocri. Ma se ci si ferma un attimo a riflettere su quale sia l’elemento magico dei film Alien ed Aliens, la risposta la si trova: è facile provare compassione ed attaccamento per personaggi spacciati, che si trovano al cospetto di una forza sconosciuta talmente potente che non rimane altro da fare che guardare il loro misero tentativo di (provare a) scappare. Ma chi vorrebbe impersonare un simile protagonista in un videogioco? Meglio un super-figo con carisma, un costume e poteri, giusto? E allora non lamentatevi se qui gli alieni vengono giù come mosche e si muore una volta ogni morte dimissione di papa. Se è uno shooter, allora non può essere un Dead Space (il primo: tensione alle stelle e tanti quick-save/quick-load) o un Demon’s Souls (in cui la morte del giocatore fa addirittura parte del gameplay).

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E quindi per giocare al meglio Aliens: Colonial Marines, ecco la ricetta: 1) prendete un amico e guardatevi insieme il film e tutti i contenuti speciali (saltare pure questo punto se è già stato fatto in un passato recente), 2) selezionate la difficoltà massima (così sparirà anche l’interfaccia – e ci saranno meno bug visibili), 3) giocate la campagna cooperativa online con l’amico di cui sopra e chat vocale sempre attiva. Lo spirito di squadra che si verrà a creare vi farà lasciare alle spalle la grafica old-style, i bug (ops sono caduto sotto al mondo di gioco… ops l’astronave che decolla non ha il pavimento), la meravigliosa demo dell’E3 e tutti gli screenshot ritoccati.

Forse quelli senza alcuna speranza – la speranza di avere un giorno tra le mani un videogioco di Alien veramente bello – siamo noi, in realtà. Sempre fiduciosi, non riusciamo a rendercene conto. Ma anche questa volta, i fatti ci dicono che siamo spacciati. Siamo noi i Marines.