Tomb Raider (PC)

Gli esperti, qualsiasi essi siano, hanno condotto negli ultimi giorni un importante lavoro volto a determinare la reazione del videogiocatore quadratico medio quando accende, per la prima volta, il nuovo Tomb Raider. Il 23% dei soggetti dice: “Saranno riusciti a mantenere lo spirito della saga oppure avranno incasinato tutto? Beh il menu è fatto bene, proviamo a giocare e vediamo”.
Il restante 77% si domanda: “Maaaa… le tette della Lara Croft? C’è un’opzione per abilitarle, sono un DLC, o cosa?”

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E pluribus, unum

Mettere mano a un marchio famoso, soprattutto per rimaneggiarlo e reinventarlo, è quantomeno una operazione che comporta dei rischi: abbiamo tutti ancora davanti agli occhi il meraviglioso disastro che successe con Duke Nukem Forever, o la progressiva semplificazione degli ultimi Final Fantasy, o la brusca sterzata verso gli sparatutto dei recenti Resident Evil, solo per citare alcuni casi. Se c’è una lezione che possiamo trarne, è che qualche volta le leggende dovrebbero rimanere tali.
Tuttavia dopo quasi 17 anni (direste che ne siano passati cosi tanti?), 9 giochi, 2 film, spinoff, fumetti, libri e via discorrendo, alla Crystal Dynamics hanno coraggiosamente scelto di dare nuovi natali alla celebre saga di Tomb Raider e alla sua iconica protagonista, la Sig.na Lara Croft: un reboot in grande stile che butta alle ortiche non solo la timeline (un po’ caotica, per la verità) finora in vigore, ma anche molte delle caratteristiche di gameplay e di meccaniche di gioco a cui ci avevano abituato i precedenti capitoli. Come potrete capire, venendo a mancare il presupposto che questo nuovo titolo funga da “coronamento” o più genericamente da sequel, cade anche il presupposto di mantenere invariati gli aspetti principali che hanno sempre segnato una sorta di “marchio di fabbrica” della serie. Attingendo da altri giochi degli ultimi anni che la stessa saga ha indubbiamente contribuito ad ispirare (vedi Uncharted), il nuovo Tomb Raider non fa solo salpare la nave, ma si brucia anche il porto alle spalle.

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Down with the boobs, up with the feelings

Iniziamo con uno sguardo alla nostra buona Lara Croft e alla sua storia: la ricorderete, oltre che per… quelle, come una perfetta Indiana Jones tosta e senza paura, sempre a ficcarsi in qualche posto dimenticato da dio per recuperare chissà quale strano manufatto, cresciuta nell’epoca in cui correre impugnando due pistole era una cosa nuova e da gran fighi.
Guardatela adesso: Ha 21 anni, è fresca di college, non ha la minima idea di cosa sia una avventura e vuole dimostrare a tutti di essere una brava archeologa. Eccola che si imbarca su una nave, la Endurance, e si mescola al suo variegato equipaggio che comprende tutti gli elementi perfetti per farle da contorno: l’amica del cuore, il duro dal cuore d’oro, il genio tecnologico e altri che non spoilererò in questa sede. A complicare le cose ecco una tempesta sospetta, che distrugge la nave e lascia i nostri a naufragare su una generica isola all’interno del Triangolo del Drago, che è come quello delle Bermuda ma si trova dall’altra parte del mondo. Come è lecito aspettarsi l’isola pullula di strani cultisti invasati, i quali non si fanno problemi a rapire i poveri naufraghi. Tra liberare i suoi compagni, scoprire le origini delle antiche rovine sparse per l’isola, svelare i piani della misteriosa setta e più in generale tenersi stretta la pellaccia, la povera Lara avrà il suo bel da fare, statene pur certi.
Fin dalle prime fasi di gioco possiamo renderci conto di quanto questa nuova Lara Croft sia diversa da quella vista in precedenza: ha una paura matta, non ha la minima idea di come sopravvivere a un naufragio, non sa come si impugna una pistola (anche se impara abbastanza in fretta), non ha mai ucciso nessuno (idem come sopra), piange, urla, si fa un male cane nelle più svariate occasioni… boia, è diventata un essere umano normale.
La facezia che ho scritto ad inizio articolo, oltre che grondare sessismo e ignoranza, può essere presa come paradigma dell’intero cambiamento della nostra beniamina: quella che finisce in mezzo a un’isola piena di pericoli di ogni sorta non è un’eroina dalla volontà incrollabile che sa ciò che la aspetta, è una ragazza che si è trovata di punto in bianco in mezzo a un casino enorme e che non ha idea di come farà a uscirne, che si appella al suo istinto primordiale di sopravvivenza per andare avanti e che, pur esibendo fin da subito doti atletiche ottenibili solo con il costante esercizio fisico o con sostanze reperibili al giro d’Italia, è sconvolta e totalmente travolta dagli eventi che le capitano intorno… in pratica è, come ci dice lo slogan del gioco, una sopravvissuta.

Tomb Raider

Aggiustatina ai capelli

Graficamente, questo nuovo Tomb Raider fa un ottimo lavoro: il crystal engine, già utilizzato per gli ultimi giochi della saga e anche per Deus Ex: Human Revolution, è stato ulteriormente modificato e si dimostra all’altezza della situazione. Se parliamo di pura potenza, posso dire che l’isola è resa in maniera solida e convincente, tutte le animazioni sono al loro posto anche per la più piccola delle foglie e, a parte qualche ombra un po’ pixelata in alcuni primi piani, tutto si amalgama in maniera più che buona per creare una perfetta ambientazione.
La telecamera, che per la maggior parte del tempo è liberamente gestibile dal giocatore (a parte nelle scene più concitate o dove sarebbe veramente un peccato perdersi una bella esplosione o un crollo), non è mai di intralcio e mostra una discreta intelligenza evitando cosi di doverla riaggiustare durante un combattimento o una serie di azioni. In svariate occasioni inoltre la telecamera stessa dona alle scene un’alta dose di drammaticità grazie a lunghe panoramiche o inquadrature pericolosamente angolate o claustrofobiche da manuale.
Anche sotto il comparto audio non c’è nulla di storto da segnalare: il doppiaggio in italiano è di indiscussa qualità e la scelta di prestare a Lara la voce di Benedetta Ponticelli, la stessa voce di Leah in Diablo III, si rivela azzeccata. Musicalmente non c’è infamia e non c’è lode, la colonna sonora si presta bene a sottolineare con cura ogni variazione della trama e non mancherà di contribuire al “feeling” generale dell’intera avventura.
Un discorso a parte va fatto per il TressFX: i possessori di un pc abbastanza macho potranno, tramite una apposita voce nel menu delle opzioni, abilitare il rendering dei capelli di Lara in tempo reale. A opzione disabilitata già i capelli non sono male, badate bene.
Ora, dalle mie parti questa è quella che si dice una “sboronata”: capelli in tempo reale che se ne vanno in giro col vento e non stanno mai a posto? Diavolo. Io ho i capelli parecchio lunghi, posso garantirvi che si spettinano esattamente cosi, ho perfino il sospetto che mi abbiano fatto un motion capture senza che me ne accorgessi.
Scherzi a parte, il TressFX rappresenta una ciliegina sulla torta, un tocco di classe che farà sicuramente strabuzzare gli occhi a chi potrà permettersi di abilitarlo, a dimostrazione dell’ottima cura per i dettagli e della grande mole di lavoro che è stata investita nella realizzazione di questo titolo.

Tomb Raider - Helicopter

Surviving is HARD

Sempre sulla linea della discontinuità nei confronti del passato, il nuovo Tomb Raider implementa una moltitudine di nuovi elementi e meccaniche, che tuttavia ben si armonizzano con il tono generale dell’intero gioco e di “nuovo inizio” per la saga:
innanzitutto è ambientato su un’isola e questo vuol dire free roaming; nella testa di un videogiocatore deve esserci da qualche parte un microswitch che quando sente “isola” fa accendere immediatamente il “la devo girare tutta”. Per fortuna non saremo delusi: l’isola è completamente esplorabile e il sistema di viaggi rapidi accessibile tramite gli accampamenti che avremo già visitato ci consentirà di tornare più e più volte sui nostri passi.
I sopracitati accampamenti fungeranno da checkpoint e da upgrade center: il gioco incorpora una componente RPG che si realizza in un sistema di punti esperienza che consentiranno a Lara di passare di livello e guadagnare punti abilità e di spendere questi ultimi per incrementare le munizioni trasportabili, le risorse trovate, sbloccare nuove mosse come il contrattacco, etc etc.
Sarà possibile migliorare anche le poche armi che entreranno in possesso di Lara nel corso dell’avventura: dei generici “materiali”, trovati all’interno di casse sparse ovunque sull’isola, ci consentiranno di apportare sostanziali modifiche al nostro equipaggiamento.
Parlando di armi, il combattimento occupa un ruolo di prim’ordine: eliminata la mira assistita dei precedenti tomb raider, saremo chiamati a gestire una modalità di mira che ci consentirà tutta una serie di risultati come il canonico headshot, il colpo alle gambe per disabilitare il nemico, etc etc. L’intelligenza artificiale dei nemici, unita al fatto che Lara non può sopportare più di qualche colpo, offre una buona sfida senza mai andare nel troppo difficile.
Essendo una sopravvissuta provetta, Lara dovrà anche arrampicarsi, saltare, cadere e sfracellarsi da e verso le più svariate superfici. I comandi semplici e intuitivi rendono questi processi di facile esecuzione e i numerosi quick time event connessi donano un po’ di freneticità all’azione. Nel caso non doveste farcela state tranquilli, l’autosave vi copre le spalle.

Tomb Raider

Rated M for mature

Prima di concludere, desidererei spendere 2 righe sull’atmosfera che permea tutto il gioco:
Questo è il primo Tomb Raider ad aver ottenuto la classificazione M e, giocandoci, la scelta appare fin troppo generosa.
Non sto parlando della polemica che uscì qualche tempo fa riguardante il trailer dove Lara sembrerebbe subire un tentativo di violenza sessuale, ipotesi tra l’altro messa a tacere dal team di sviluppo prima e dalla visione dell’intera scena nel gioco stesso poi; no, sto parlando di un gusto per l’orrido e il macabro che, il buon dio mi perdoni per quello che sto per dire, a tratti appare eccessivo e fin troppo gratuito: distese di cadaveri, fiumi di sangue, pezzi di persone… il gioco non perde occasione per ricordarci che il fanatismo unito alle lame ha delle conseguenze estremamente spiacevoli… almeno per una delle due parti in causa. Le imprecazioni rappresentano una discreta parte dei dialoghi specialmente dei nemici (come dargli torto, del resto?) e non ci viene risparmiata nessuna delle numerosissime occasioni in cui Lara si fa veramente un male cane, occasioni minuziosamente riprodotte e riproposte. E’ una fortuna che Miss Croft non sia dotata di testicoli, altrimenti dubito che sarebbe andata più in là di qualche metro.
Capitemi, io sono cresciuto con Mortal Kombat e Ken il guerriero, quindi ho un certo gusto malato per la violenza videoludica. Tuttavia so riconoscere il troppo, e in qualche occasione Tomb Raider passa la soglia.

Tomb Raider

Riassunto per Metacritic. Come sarebbe che non siamo su Metacritic?

Il nuovo Tomb Raider è una coraggiosa presa di posizione che ribalta in maniera abbastanza radicale le premesse dei precedenti titoli e arricchisce il tutto con una grafica mozzafiato, delle meccaniche accattivanti e una brusca sterzata verso un pubblico maturo. In fin dei conti, è un gran bel gioco che merita l’eredità che si è preso sulle spalle e vale la pena di essere giocato.

Nota: Io ho la versione per pc, quindi ho recensito quella. Da quello che leggo e che sento, tressfx a parte le versioni per console sono praticamente uguali.